F1 | Ferrari: il secondo posto di Lewis esalta alcune doti della SF-26. Saranno vincenti a Monaco?
Con le basse temperature di Montreal, Hamilton ha saputo sfruttare il maggiore carico posteriore della rossa per superare la Red Bull di Verstappen. Anche in rettilineo si sono viste differenze meno eclatanti dalla RB22 perché...
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Clive Mason / Getty Images
La Ferrari resta seconda forza. La Scuderia tiene botta: in Canada, data per scontata la superiorità della Mercedes, era stato profetizzato il sorpasso da parte di McLaren e Red Bull. La squadra di Woking si è auto eliminata con una scelta strategica di gomme folle, mentre la RB22 di Max Verstappen si è dovuta arrendere all’imperiosa rimonta di Lewis Hamilton, particolarmente a suo agio su un circuito come quello di Montreal che sente come un “giardino di casa”.
Lewis Hamilton precede Max Verstappen al traguardo del GP del Canada
Foto di: Cristobal Herrera-Ulashkevich / via Getty Images
Il Cavallino, finalmente, trae delle soddisfazioni dalla F1, perché il calo in borsa alla riapertura delle consultazioni di oggi, ha reso molto pesante la giornata di chi possiede i titoli Ferrari: meno sei per cento. Il mercato boccia la Luce, prima vettura elettrica presentata ieri a Roma. La “provocazione” di Maranello è destinata a far discutere: lo stile si stacca volutamente dalle altre rosse. Forse bisogna abituarsi a un qualcosa di diverso, come è diversa la motorizzazione elettrica: 1050 cv e 990 Nm di coppia con una tecnologia applicata sopraffina, interni straordinari.
La Ferrari vuole essere diversa da tutte le altre e per trovare la sua identità è pronta a pagarne uno scotto pesante. I collezionisti faranno a gara per averla. Ma non va giudicata nell’immediato, ma in una prospettiva a media gittata. Il discorso vale per la Luce come per la SF-26.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
La rossa di Loic Serra non regge il passo della Stella, e, anche se non ne vogliono parlare, a Maranello hanno il forte dubbio che l’affaire del rapporto di compressione maggiorato, unito a una speciale benzina studiata apposta per quell’utilizzo del motore endotermico, possa aver aperto la forbice di potenza oltre quei 20 cavalli che sono stati stimati dall’inizio della stagione. Dal 1° giugno cambiano i criteri di misurazione del rapporto di compressione passando dalla temperatura ambiente ai 130 gradi di olio: a Brixworth dicono che non cambierà niente. È possibile, ma vedremo...
La vulgata racconta di una rossa con il miglior telaio e l’aerodinamica più innovativa, ma con una power unit non all’altezza, sbagliata. Si aspetta la decisione della FIA per la concessione dell’ADUO, nella speranza di ridurre (dimezzare?) il gap di potenza e rimettersi in lizza per sfidare anche le Mercedes.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Il Canada, però, ha offerto delle interessanti chiavi di lettura che non devono essere trascurate. Il secondo posto di Lewis Hamilton deve essere analizzato perché offre degli spunti di riflessione. Sul lungo rettilineo che precedeva la chicane con il muro dei campioni la Ferrari ha pagato 2,7 km/h alla Red Bull accreditata di un motore quasi pari a quello Mercedes. Un distacco non eclatante, considerato che il sette volte campione del mondo nel T3 lasciava poco più di un decimo al vincitore Kimi Antonelli. E se cerchiamo una motivazione, possiamo dire che l’ala reverse è un gioiello perché rispetto alla versione standard la “Macarena” vale 8,5 km/h!
La SF-26 dispone di un carico posteriore invidiato da tutti: con 13 gradi di aria e 17 gradi di asfalto la rossa è riuscita a controllare meglio di altri le basse temperature e la difficoltà di mantenere le gomme nella corretta finestra di funzionamento. Hamilton, inoltre, rispetto a Charles Leclerc ha accettato di prendere qualche rischio in più nelle scelte di assetto, puntando ad un maggiore angolo di camber: minore impronta a terra in rettilineo e maggiore superficie di appoggio nei transitori. Ha scommesso su una regolazione che lo esponeva a una staccata meno precisa, ma ha avuto il coraggio di provarci, trovando finalmente quella soddisfazione che andava cercando da quando è a Maranello.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Geoff Robins / LAT Images via Getty Images
E proprio Hamilton, dopo il secondo posto di Montreal, strizza l’occhio a Monte Carlo. Se è vero che nel Principato il motore non è l’elemento principale della prestazione, ma contano il telaio e il carico aerodinamico è lecito aspettarsi una Ferrari capace di puntare al massimo risultato. Pole position e vittoria.
"È un processo lungo per fare dei passi avanti - ha spiegato Lewis a Montreal -, ma se riusciamo a ottenere un secondo posto su una pista nella quale la potenza è determinante, allora penso che nei circuiti in cui la potenza potrà incidere di meno, magari possiamo fare anche meglio. Guardo avanti e penso a Monaco...”.
Frederic Vasseur, Ferrari
Foto di: Ryan Pierse / Getty Images
Fred Vasseur, team principal molto astuto, dal Canada ha spostato l’attenzione direttamente alla Spagna, dove la Scuderia porterà in pista il secondo pacchetto aerodinamico. Per il transalpino la remuntada potrebbe cominciare da Barcellona, saltando Monaco.
Ma il tracciato di casa di Charles sembra disegnato apposta per esaltare tutte le doti della SF-26, mettendo in secondo piano i difetti, per cui è lecito che i tifosi del Cavallino attendano una rossa competitiva già dal prossimo appuntamento in calendario.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments