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F1 | Russell: "Solo queste nuove PU permettono di duellare così. Perché qualcuno vuole cambiarle?"

Il duello tra il britannico e Antonelli ha animanto il GP del Canada, sia nella sprint che nella gara della domenica. Lotte favorite anche dal come funzionano queste Power Unit, che i costruttori stanno già pensando di cambiare. Qualcosa che lo stesso Russell non riesce a comprendere, perché stanno regalando corse più movimentate.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

La questione l’avevamo affrontata più volte già prima che la Federazione intervenisse con le prime modifiche alle Power Unit a Miami. Uno dei motivi per cui la FIA inizialmente non voleva toccare ciò che accadeva in gara, concentrando gli interventi soprattutto sulla qualifica, è che questi motori con una ripartizione paritaria al 50% tra parte elettrica e termica, in realtà, favoriscono i duelli.

Lo si è visto in Australia, con il continuo botta‑e‑risposta tra George Russell e Charles Leclerc. Lo si è visto in Cina, nella battaglia tutta interna tra le due Ferrari. E lo stesso copione si è ripresentato anche in Canada, con il duello fra i due pretendenti al mondiale. Una lotta che ha acceso il pubblico e, a modo suo, anche gli stessi Russell e Andrea Kimi Antonelli, non senza qualche episodio destinato a far discutere.

C’è però un elemento che, in effetti, accomuna tutti questi Gran Premi. I limiti energetici di queste monoposto sono anche ciò che, più che in passato, rende possibili duelli così prolungati. Come ricordato alla vigilia, il Canada era uno degli appuntamenti più critici sul fronte della ricarica, tanto che in qualifica il tetto era stato abbassato a 6 MJ per tornata.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

Può sembrare strano, ma il fatto che fosse uno dei GP più difficili sulla gestione energetica in qualifica ha anche reso molto più semplice la gestione in gara, perché pur avendo quattro rettilinei consecutivi, grazie agli spazi di frenata più lunghi e la maggior quantità di energia recuperabile per giro, vi era ad ogni modo la chance di sfruttare bene la batteria sugli allunghi.

Questo è uno degli aspetti che ha contribuito a far apparire i sorpassi in Canada meno “artificiali” rispetto ad altre piste, con differenze di velocità più contenute. Certo, una componente artificiale rimane, è inevitabile con queste Power Unit. Ma il fatto che le gare non risultino scontate è ciò che la F1 sperava di ottenere, soprattutto agli occhi del pubblico più generalista.

Un elemento menzionato anche da George Russell al termine della gara che, seppur nel suo caso si sia conclusa con un ritiro a causa di un problema alla Power Unit, lo ha visto duellare a lungo proprio con il compagno di squadra. “Mi è piaciuto. L’ho trovato fantastico. Non facevo una battaglia così da anni. Non vedevo un duello del genere probabilmente dai tempi di Lewis e Nico in Bahrain 2014”.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

“E queste nuove vetture te lo permettono. Questi nuovi motori te lo permettono. Non capisco perché qualcuno voglia cambiarli, perché abbiamo avuto duelli spettacolari a Melbourne. Abbiamo avuto grandi battaglie in Cina. Kimi e io abbiamo avuto un gran bel duello oggi e ieri, ed è possibile solo grazie al modo in cui sono queste Power Unit".

Russell, in realtà, non sta facendo un confronto del tutto corretto, perché molti dei sorpassi visti nelle prime gare appartenevano alla tanto criticata categoria “yo‑yo”, generati dal fatto che le vetture si trovavano in stati di carica molto diversi. Anche in Australia, infatti, abbiamo visto più monoposto andare in evidente super‑clipping, restando senza energia proprio nei momenti decisivi del duello.

Il duello del Bahrain 2014, però, nasceva da presupposti completamente diversi, a partire dalla tipologia di mescole utilizzate, anche se all’epoca emerse che i due piloti Mercedes stavano girando con mappature motore differenti. Ciò che quei due Gran Premi hanno davvero in comune è altro: si sono disputati entrambi all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, in un momento in cui attorno alle rispettive Power Unit regnava un forte malumore.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Nel 2014 in molti puntavano il dito contro i problemi di affidabilità di quelle PU, al punto che nei test alcune monoposto faticavano persino a lasciare i box. Tuttavia, già allora, come del resto accade oggi, i piloti sottolineavano la complessità di quei motori, un salto concettuale enorme rispetto ai V8 con KERS utilizzati fino all’anno precedente.

La difesa di Russell per questo regolamento arriva in un momento in cui la Formula 1 sta già guardando oltre. Per il 2027 si sta valutando di modificare il rapporto tra motore termico ed elettrico verso un più tradizionale 60/40, una direzione supportata anche da Mercedes. Altri costruttori, invece, sembrano intenzionati a opporsi al cambiamento o quantomeno a posticiparlo al 2028.

Sul lungo termine, invece, per il 2031 sembra ormai quasi certo che si abbandoneranno questi motori a favore un ritorno al V8 con un piccolo KERS di supporto. Tuttavia, come insegna la storia della Formula 1, anche in quel contesto servirà un elemento che aiuti a completare i sorpassi, e non è affatto garantito che le gare restino movimentate come quelle odierne. Lo si è visto fino all’anno scorso, quando l’effetto DRS era quasi minimo.

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