MotoGP | Marco Melandri testimonial LAV per chiedere ai piloti di non usare più tute con pelle di canguro
Il Campione romagnolo diventa testimonial per affrontare un tema importante: l'utilizzo di materiali provenienti da animali per equipaggiare i piloti del Motomondiale.
Basta mattanza dei canguri. Il 31 maggio LAV sarà al Gran Premio d’Italia MotoGP con la campagna “Ride Smart. Go K-Free!” al Mugello Circuit.
“L’89% dei piloti usa ancora tute con inserti di pelle di canguro. Abbiamo fatto un’analisi sui di LAV sui 102 piloti in griglia nel 2026 e questo dato chiama in causa l’intera filiera produttiva: dai brand di abbigliamento tecnico ai team, fino ai manufacturer, nessuno deve sentirsi escluso” ha dichiarato Simone Pavesi, responsabile moda animal free di LAV.
A supportare LAV in questa campagna anche Marco Melandri, campione del mondo della 250cc nel 2002 e per oltre vent’anni protagonista delle griglie di MotoGP e WorldSBK, che ha scelto di prestare la sua voce alla campagna.
“Ho indossato per anni quelle tute, senza chiedermi di cosa fossero fatte. Oggi lo so, e voglio che lo sappiano anche gli altri piloti e i fan”, ha dichiarato Melandri in una video intervista rilasciata a LAV.
Con un canguro gonfiabile di quattro metri e materiali informativi distribuiti ai tifosi, LAV sarà presente al Moto GP in tutti i punti di accesso al Mugello Circuit per accendere un riflettore su un uso ancora invisibile ai più, quello della pelle di canguro nelle tute da gara dei piloti.
LAV ha condotto un’analisi sistematica su tutti i 102 piloti iscritti ai campionati MotoGP, Moto2, Moto3 e WorldSBK 2026, verificando marca e materiale delle tute per ciascun atleta. I risultati sono inequivocabili.
Il brand più diffuso è Alpinestars, che equipaggia 51 piloti (68%) con la Racing Absolute V2, una tuta in “canguro e pelle bovina”. Al secondo posto Dainese con 15 piloti (20%): la sua Mugello RR D-air e la Demone GP sono “interamente realizzate in pelle di canguro”. L’unica alternativa 100% animal-free in griglia è la Virus Power MultiProtective, indossata dal WorldSBK rider Alberto Surra: la prova concreta che si può gareggiare senza uccidere.
“Si lavora sulla moto per migliorarne le prestazioni, si è lavorato tanto sulla sicurezza, si lavora sul fisico per essere più prestanti, è importante anche salvaguardare gli altri e in questo caso gli animali, i canguri", prosegue Melandri.
"Quando andate in Australia a salutare i canguri provate a pensare che potrebbe essere il prossimo che vestite. Mettetevi una mano sul cuore e preferite materiali alternativi alla pelle animale”.
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MATERIALI TUTA — MotoGP™ / Moto2™ / Moto3™ / WorldSBK 2026 |
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Base: 75 motociclisti con marca di tuta confermata (su un totale di 102, esclusi 27 non disponibili) |
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Dettagli |
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