F1 | Aston, c’è un altro allarme: la posizione troppo reclinata causa dolore mettendo KO Alonso
In Canada, lo spagnolo si è ritirato per i forti dolori alla schiena che, secondo quanto spiegato da Mike Krack, non sarebbero dovuti a un difetto nel sedile in sé, piuttosto alla posizione nell'abitacolo, quest'anno ancora più reclinata. Sul tavolo c'è anche l'idea di fare un passo indietro, ma non sarebbe così immediato.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Tra i piloti ritirati al termine del Gran Premio del Canada figura anche il nome di Fernando Alonso, ma in questa occasione l’aver parcheggiato la macchina ai box ha un significato diverso rispetto ad altre gare, perché ha evidenziato un altro problema della AMR26, ossia la posizione del sedile.
Negli ultimi appuntamenti, a fermare l’Aston Martin erano stati i problemi di affidabilità legati a diverse rotture o alle forti vibrazioni, che oltre a poter provocare ulteriori guasti tecnici rendevano la guida estremamente disagevole. A Shanghai, infatti, lo spagnolo aveva scelto di ritirarsi dopo aver iniziato a perdere sensibilità a mani e piedi.
Tuttavia, in questa occasione la causa è diversa, chiudendo paradossalmente il cerchio in quello che è stato il miglior weekend della stagione. Dopo essere riuscito a entrare in SQ2 al venerdì, in gara Alonso, complice anche qualche bel sorpasso e una serie di circostanze favorevoli, si era ritrovato per la prima volta in top 10 prima di scivolare nuovamente indietro in classifica.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Tuttavia, giro dopo giro, Alonso ha iniziato ad accusare dolori sempre più intensi alla schiena che a un certo punto lo hanno portato a scegliere di rientrare ai box e ritirarsi, come già accaduto nella sprint. Anche Lance Stroll, in realtà, aveva manifestato l’intenzione di fermarsi ma, come ha spiegato via radio, ha deciso di continuare per i meccanici e per il padre Lawrence, portando la AMR26 fino al traguardo.
“Avevamo questo problema con il sedile: giro dopo giro mi sentivo sempre più a disagio. La posizione non era quella giusta e, visto che eravamo fuori dai punti, lontani dalla zona punti e senza più minaccia di pioggia, abbiamo deciso di mettere fine al dolore. Abbiamo provato a modificare alcune cose ieri notte, ma non ha funzionato”, ha spiegato Alonso dopo la corsa.
Ma c’è un retroscena interessante. Tra sabato e domenica, i tecnici e Alonso hanno provato a modificare il sedile per capire se il problema fosse legato a quella specifica unità, modellata sulle forme del pilota con una struttura in carbonio a cui vengono poi aggiunti dei supporti. Tuttavia, la situazione non è migliorata e infatti non sembra trattarsi di un difetto del sedile in sé.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Secondo quanto spiegato da Mike Krack, responsabile delle operazioni in pista di Aston Martin, la causa sarebbe da ricondurre soprattutto alla posizione in abitacolo, modificata rispetto alle scorse stagioni per essere ancora più reclinata. Una scelta pensata per abbassare il centro di gravità e, in linea teorica, esporre meno il casco al flusso d’aria, riducendo le turbolenze e migliorando le performance.
Se in altri appuntamenti il problema si era manifestato senza mai arrivare al punto di costringere uno dei due piloti al ritiro, in Canada il dolore è diventato eccessivo. Dalle immagini onboard si è notato come il due volte campione del mondo, in più occasioni, spostasse la mano sinistra dal volante verso l’interno dell’abitacolo tra le due gambe, sia sul rettilineo più lungo prima dell’ultima chicane sia su quello che precede curva 8.
Tuttavia, a un certo punto non ha più resistito e, come in Cina, dopo circa 25 giri ha scelto di ritirarsi, considerando che non sarebbe arrivata nemmeno la pioggia a rimescolare le carte. Rispetto ad altri appuntamenti, in Canada si usano molto più spesso i cordoli e questo amplifica le vibrazioni, ma è evidente che servirà del lavoro aggiuntivo per risolvere il problema, perché non si è manifestato solo a Montreal.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“È da un po’ che non si sente completamente a suo agio, mai al punto da diventare un vero e proprio ostacolo, ma è come un punto di pressione che peggiora giro dopo giro, e credo che dobbiamo riconsiderare un po’ la posizione”, ha spiegato Krack.
“Con queste vetture cerchi sempre di stare il più in basso possibile e, se guardi come i piloti si sono seduti negli ultimi anni, la posizione è diventata sempre più distesa. Dobbiamo verificare: forse siamo andati un passo oltre, ma è qualcosa che dobbiamo controllare”.
Chiaramente ora il team cercherà di introdurre dei correttivi temporanei già in vista del prossimo appuntamento, ma come spiegato da Krack potrebbero essere necessari interventi più profondi, che riguardano direttamente la posizione del pilota nell’abitacolo, anche se questa soluzione non sarebbe così immediata. “No, non credo” – ha spiegato se fosse una questione risolvibile solo con un nuovo sedile o se fosse per qualche problema in quella specifica unità – “Penso che dovremo forse riconsiderare un po’ la situazione, tornando a come eravamo in passato”.
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