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Intervista

F1 | Ceccarelli: "Piastri più considerato di Norris perché è troppo buono?"

Il mental coach di Formula Medicine tocca un aspetto molto interessante: fra piloti e addetti ai lavori, Oscar è dato per favorito l'anno prossimo nel confronto con il campione del mondo, se la McLaren sarà ancora in lotta per il doppio titolo. Perché Lando è sottostimato rispetto al valore che mostra in pista? Ecco alcune risposte.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images

La McLaren ha già dichiarato che nel 2026 si ripresenterà nel mondiale con le papaya rules, credendo nel fatto che la coppia di piloti sarà in grado di affrontare un altro anno in condizioni di parità. Sarà possibile ora che uno dei due è diventato campione del mondo?  
Lo abbiamo chiesto a Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, e dall’analisi dell’esperto medico sportivo viareggino emergono alcuni aspetti che meritano di essere approfonditi... 

“Beh, l'idea che mi faccio è che bisognerà vedere se dopo tutti questi cambiamenti di regolamento le McLaren saranno ancora lì a lottare per il titolo con i due piloti, perché magari c’è da aspettarsi una zampata della Mercedes, perché si sussurra che la power unit della Stella possa essere la più performante e, magari, la squadra di Toto Wolff farà l’atteso salto di qualità”. 

“Certo in uno scenario come quello 2025, penso che vedremo un Oscar Piastri un po' avvelenato e un Lando Norris più sicuro di sé, più tranquillo, e quindi avremo due stati mentali dei piloti McLaren completamente diversi”. 

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Andrew Ferraro / LAT Images via Getty Images

Ma a chi dovrebbe giovare? 
“L'impressione, e ovviamente non mi baso su nessuna evidenza, che in molti hanno avuto è che Piastri si sia sentito un po' messo da parte nel finale di campionato. Sono rimasto molto stupito dal fatto che, ascoltando il parere di diversi piloti, ex piloti e addetti ai lavori, ci sia una visione abbastanza condivisa come se Piastri avesse qualcosa di più di Norris. E questo per me è strano perché lo valuterebbero più forte in talento puro e in capacità mentale, come se il ‘pacchetto’ Piastri fosse più vincente di quello Norris”. 

Peccato che il titolo mondiale se lo sia portato a casa l’inglese e con pieno merito... 
“Non discuto, riporto solo la sensazione che ho annusato nell’ambiente. E non nascondo che tutto questo mi lascia un po' perplesso: Norris ha sempre dimostrato di non essere da meno rispetto a qualsiasi compagno di squadra che si è trovato di fronte. I risultati dicono che stava davanti e lo stesso Piastri, da rookie nel primo anno e mezzo ha faticato per raggiungere le performance di Norris, sia nel rendimento in gara che in qualifica. E mi stupisce che Norris, pilota di valore indiscusso, nonostante abbia vinto il mondiale, resti un po' sottostimato rispetto al suo reale valore, come se fosse un incompiuto nonostante il titolo conquistato”. 

Allora diventa interessante capire perché c’è questa percezione nel paddock... 
"Ho lavorato tre anni in McLaren e per me Norris è assolutamente meritevole del mondiale. Non vorrei che questa sensazione sia dovuta al fatto che Lando è un bravo ragazzo, come se si facesse fatica psicologicamente ad associare il campione di Formula 1 al ragazzo sorridente, educato, gentile, rispettoso”.  

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Possiamo allargare l'esempio alla MotoGP e lo possiamo estendere a Pecco Bagnaia?   
“Certo, nonostante due mondiali conquistati con la Ducati non è assurto agli onori della cronaca come un campionissimo, un grande del motociclismo. E io credo che la componente del bravo ragazzo vada un po' ad offuscarne l'immagine”. 

“Tutti ci aspettiamo che il pilota vincente sia aggressivo in pista, che magari sa dare la sportellata al momento giusto, che è polemico, a tratti ‘cattivo’. Quindi il duro guadagna qualche punto al di là della performance, mentre il buono paga qualcosa”.  

Piastri però ha avuto un ciclo di gare in cui ha avuto un rendimento al di sotto di Norris... 
“Vero, e qui vado un attimo in controtendenza, perché c’è chi sostiene che Piastri sia andato in crisi nella parte finale della stagione, come era già successo lo scorso anno. Come se Oscar soffrisse certi circuiti con le curve lente, trovandosi a suo agio su quelle veloci”. 

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images

È una questione tecnica, oppure potrebbe emergere una certa stanchezza dovuta a un calendario lungo di 24 GP? Perché pretendiamo da questi uomini col casco in testa che non vediamo mai in faccia, che debbano avere lo stesso comportamento da Melbourne fino ad Abu Dhabi... 
“Questo è un altro tema importante, sul quale sta aumentando la consapevolezza dei piloti. Negli altri sport le stagioni lunghe hanno proprio sdoganato l'autoconsapevolezza che la fatica mentale porta l'atleta a fine stagione a essere più appesantito, più lento, più affaticato, meno performante. E non si parla di cali mentali o di forma di stati di ansia, ma proprio di fatica”. 

Sinner, che conosci bene, è stato molto criticato per aver saltato la Coppa Davis con la Nazionale di tennis perché voleva riposarsi... 
“Gli sono stato vicino negli ultimi tornei ed era effettivamente stanco, come se avesse una gomma un po'... sgonfia. Poi è molto bravo a tirare fuori tutto quello che ha, come ha fatto a Vienna, a Parigi e agli ATP, ma indubbiamente non era al top della forma in quel momento. Va aggiunto, però, che quasi sicuramente anche gli avversari non erano all’apice”.  

“I piloti hanno cominciato ad accettare l’idea di non poter essere sempre al 100%, per quanto ci sia sempre una macchina che può giustificare una performance non adeguata. È sempre difficile attribuire se i due decimi che mancano sono dovuti al mezzo o al pilota”. 

Qui si entra in un ambito non ben definito... 
“Oggi c’è molta più consapevolezza. Ho sentito piloti ammettere che arrivano alla domenica e sono già molto stanchi. Succede nella MotoGP come in macchina. La stagione lunga porta a consumare molte più energie. Ed è per questo che c’è chi sta lavorando sul risparmio di energia, sull’ambiente sereno intorno ai piloti. L’esempio ce lo offre Andrea Stella in McLaren che è riuscito a creare una sorta di bolla intorno a Lando e Oscar”. 

La McLaren festeggia il doppio mondiale

La McLaren festeggia il doppio mondiale

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

E come si può intervenire? 
“Si entra più nel dettaglio con studi scientifici: si misurano il metabolismo, le energie cerebrali, insomma si analizzano dei parametri biometrici che danno riscontri oggettivi. A volte si nota un calo di efficienza: aumenta la spesa e diminuisce la resa. Spendi molte più energie rispetto a qualche mese prima e allora devi dosarle meglio nel weekend di gare, rinunciando a qualcosa il venerdì e il sabato. Le energie sono come soldi, una volta che le hai spese, arrivi alla fine che ti mancano e non puoi più comprarti le cose che ti permettevi prima”. 

Per concludere, ci dobbiamo aspettare una coppia di piloti McLaren molto agguerrita nel 2026? 
"Sarà una bella battaglia perché Piastri gode di molto credito nel paddock, mentre Norris è leggermente sottostimato, perché ovviamente non si può non considerare il campione del mondo. Sarà una lotta aperta sempre che la McLaren dica ancora la sua...”. 

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