F1 | Tombazis ammette: "Bisognava limitare l'out wash, ma la FIA è stata sola"
L'ingegnere greco spiega che la Federazione Internazionale voleva cambiare le regole per migliorare l'effetto scia, ma senza un'adeguato supporto delle squadre era impossibile modificare le norme durante un ciclo normatico. Nikolas è convinto che le cose andranno meglio dal 2026, ma a giudicare dalle foto della Cadillac è giusto porsi dei dubbi.
Mercedes W16, dettaglio tecnico
Foto di: AG Galli
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Le F1 a effetto suolo escono di scena per lasciare il posto a quelle agili. I piloti, ora che questo regolamento va in pensione hanno cominciato a raccontare quanto abbiano risentito del mal di schiena per i forti sobbalzi del porpoising o per effetto del bouncing, il rimbalzo causato dal pattino quando strisciava sull’asfalto.
Nikolas Tombazis, invece, l’argomento delle vetture introdotte nel 2022 lo ha preso da un’altra angolazione, mettendo in evidenza la debolezza della FIA, in quanto legislatore, nel cambiare le regole in corsa se non ci sono motivazioni dettate dalla sicurezza.
Nikolas Tombazis, FIA
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
I tecnici della Federazione Internazionale sarebbero intervenuti prima della conclusione del ciclo regolamentare per limitare che le macchine si trovassero a gareggiare in “aria sporca”, perdendo molto carico aerodinamico stando in scia ad un’altra vettura.
Se il responsabile tecnico dell’area monoposto della FIA può ritenersi soddisfatto del lavoro svolto in materia di Budget Cap che ha portato tutte le squadre a una indiscutibile sostenibilità finanziaria, l’ingegnere greco non può essere altrettanto contento dei risultati conseguiti a livello aerodinamico.
"Il regolamento avviato nel 2022 aveva un obiettivo nel consentire alle vetture di gareggiare più da vicino. E i risultati positivi si sono visti fino al 2023, poi la musica è cambiata perché c'erano, non proprio delle scappatoie, ma c'erano sicuramente alcune aree del regolamento che erano un po' troppo interpretabili. E questo ha permesso ai team di adottare soluzioni che hanno creato un effetto collaterale negativo".
Ferrari SF-25: ecco l'effetto out wash dell'ala anteriore
Foto di: Franco Nugnes
Le squadre hanno capito che era possibile aumentare le prestazioni delle macchine aumentando l’effetto out wash dell’ala anteriore, ripulendo la scia della ruota anteriore che riduceva le perdite che potevano sporcare il flusso destinato ai canali Venturi, ma generando turbolenze che finivano a chi seguiva dietro.
"La principale area di ricerca è stata la forma della paratia laterale dell’ala anteriore. Originariamente l’endplate era stato progettato per essere un dispositivo con un forte effetto in wash. Gradualmente, invece, gli sviluppi che hanno trasformato il disegno su come i profili delle ali si univano alla paratia laterale hanno portato a un cambiamento di concetto perché le norme non sono state abbastanza rigide e abbiamo visto comparire un effetto out wash sempre più marcato”.
È interessante capire quale è stato il cambiamento in corso d’opera...
“Le monoposto 2021 quando erano dieci metri dietro a un’altra vettura perdevano il 50% del carico anteriore. Con le regole introdotte nel 2022 eravamo arrivati a contenere la perdita nel 20% circa, ottenendo un risultato positivo, ma dopo il 2023 c’è stato un peggioramento che ci ha portati anche al 35% di downforce in meno”.
McLaren MCL39, dettaglio del cestello anteriore
Foto di: Roberto Chinchero
Il risultato è stato che i sorpassi via via sono diventati sempre più difficili anche con il DRS aperto. Ovviamente gli aerodinamici dei team non hanno lavorato solo sulle paratie laterali...
"L'altra area in cui le squadre hanno sviluppato molto sono stati i corner anteriori e in particolare i componenti interni della ruota anteriore. E direi che anche i bordi di uscita del pavimento del fondo rientravano in quella categoria. Queste sono state le principali aree di deterioramento dell'effetto scia rispetto all'intento del regolamento".
Red Bull RB21: il bordo d'uscita del marciapiede del fondo con i generatori di vortice
Lecito, quindi, chiedere perché la FIA non sia intervenuta proponendo delle modifiche al regolamento tecnico per il 2024 o il 2025. E Tombazis offre una spiegazione interessante che non è tanto tecnica quanto politica...
"Questi aspetti aerodinamici che ho menzionato non sono stati una sorpresa recente. Era così anche due anni fa. Perché non abbiamo il regolamento? Beh, ci abbiamo provato, ma non abbiamo avuto abbastanza supporto dai team".
"È necessaria una governance per modificare le norme tecniche durante un ciclo regolamentare e quindi serviva il sostegno della maggioranza delle squadre per giungere a determinati cambiamenti. Ma solo noi abbiamo provato a fare qualcosa".
Tombazis ritiene che l’aria sporca sarà un elemento meno significativo con le monoposto che arriveranno nel 2026: "Per quanto riguardala gestone della scia ovviamente crediamo che migliorerà, ma ne parleremo tra due anni e spero di potervi dire che saremo tutti sorridenti, perché le cose saranno andate meglio".
Cadillac: l'ala del modello per la galleria propone soluzioni di effetto out wash
Glielo auguriamo, ma a giudicare da un’immagine che mostra un modello dell’ala anteriore che è andato in galleria del vento della Cadillac non sarà così: la fotografia, infatti, ci ha fatto vedere che sono stati sperimentati dei deviatori di flusso sul marciapiede esterno alla paratia laterale che hanno la funzione di ricercare l’effetto out wash. E ci risiamo ancora prima di cominciare...
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