F1 | Haas fa un passo chiave: il nuovo simulatore a Banbury sarà operativo da giugno
Grazie all'accordo con Toyota, la scuderia statunitense ha trovato le risorse per rafforzarsi a livello di strutture, ad esempio con l'acquisto di un nuovo simulatore che rappresenterà un piccolo punto di svolta per il team, sono a livello logistico, ma anche tecnico. La nuova struttura dovrebbe essere pronta entra maggio-giugno 2026.
In un’epoca in cui i top team possono contare su organici che sfiorano le 1.500 persone, inclusi i motoristi, una scuderia come Haas, che riesce a lottare stabilmente a centro gruppo togliendosi delle soddisfazioni con meno di 400 dipendenti, rappresenta un piccolo miracolo.
Non si tratta soltanto di numeri, ma di risorse. Certo, la partnership con la Ferrari consente alla Haas di alleggerire il fabbisogno di alcune figure tecniche, almeno dal punto di vista quantitativo. Ciò non toglie che riuscire a centrare determinati risultati con infrastrutture meno avanzate e un organico più ridotto rispetto ai rivali resti un merito da sottolineare.
Negli ultimi anni la Haas ha avviato una campagna di investimenti mirata, non solo per rafforzare l’organico, ma anche per potenziare le proprie strutture. L’arrivo di nuovi sponsor, tra cui Toyota che dal prossimo anno assumerà il ruolo di title sponsor al posto di MoneyGram, ha garantito un importante apporto economico. Risorse fresche che la squadra ha potuto reinvestire in ciò che serve per rendere il team più solido e competitivo.
Oliver Bearman, Haas F1 Team
Foto di: Clive Mason / Getty Images
Oggi, ad esempio, la Haas dispone delle risorse necessarie per avviare un programma di test TPC con vetture di almeno due anni, offrendo così ai piloti Toyota l’opportunità di avvicinarsi concretamente al mondo della Formula 1. Ma questo è soltanto uno dei tasselli del nuovo corso: grazie ai fondi garantiti dall’accordo con la Casa giapponese, oltre a sviluppare alcuni componenti a Cologna, la squadra americana potrà finalmente realizzare un simulatore nella sede di Banbury, in Inghilterra.
Fino ad oggi, infatti, la Haas ha potuto contare esclusivamente sul simulatore della Ferrari, utilizzato tramite una sorta di contratto di affitto che garantisce un numero prestabilito di giornate durante l’anno. Si tratta, naturalmente, di una parte di un accordo più ampio, ma è evidente che basarsi su strutture esterne comporti inevitabili limitazioni nel lavoro quotidiano.
Non sorprende che la Haas abbia preferito far attendere i suoi due piloti prima di provare al simulatore la monoposto 2026. Avendo poche giornate disponibili nell’arco dell’anno, la squadra americana ha scelto di concentrare gli sforzi sul raggiungere i propri obiettivi nella classifica costruttori 2025. Un approccio pragmatico, tenendo a mente che Haas aveva in cantiere anche delle novità per l'ultima parte di stagione, il che rendeva inutile anticipare prove su un modello della monoposto 2026 ancora lontano dalla sua versione definitiva.
Il simulatore Racing Bulls di Faenza: tutte le squadre oggi fanno di questo strumento un elemento fondamentale per lo sviluppo e la preparazione dei GP
Foto di: Racing Bulls
Avere un nuovo simulatore, attualmente in fase di costruzione, offrirà ai piloti della scuderia statunitense la possibilità di lavorare con maggiore continuità, anche tra un Gran Premio e l’altro. Proprio per questo rappresenta un passo cruciale: pur mantenendo la partnership con la Ferrari come pilastro del progetto, la Haas potrà contare su un margine di autonomia in più. Non un allontanamento, ma un passo per rendere il team più competitivo a 360°.
Il nuovo simulatore dovrebbe entrare in funzione tra maggio e giugno 2026, salvo eventuali ritardi legati alla fase di calibrazione, che potrebbe richiedere più tempo del previsto. Nel frattempo sono già in corso raccolte di dati comparativi, utili a preparare il terreno in vista del completamento e dell’installazione del simulatore nella factory di Banbury: un passaggio che dovrebbe rendere più fluido l’intero processo.
“È molto importante, perché abbiamo accesso a un simulatore Ferrari a Maranello. Però non è l’ideale, visto che la maggior parte dei nostri team di ingegneri è nel Regno Unito e i giorni disponibili sono limitati, essendo in Italia. Dal punto di vista logistico è piuttosto complicato”, ha spiegato Ayao Komatsu, Team Principal della Haas, ad Abu Dhabi.
Esteban Ocon, Haas F1 Team
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Infatti, solo una parte dei tecnici aerodinamici si trova a Maranello, mentre tutta la parte operativa e legata alla parte meccanica lavora in Inghilterra e spesso si trova costretta a inviare i suoi ingegneri dal Regno Unito in Italia. La Toyota ha un proprio simulatore nella sede di Colonia, ma utilizzarlo comporterebbe le stessi "problemi" logistici che nel caso di quello Ferrari, ed è anche per questo che avere una soluzione in casa sarebbe così vantaggiosa.
La speranza iniziale era di averlo disponibile con qualche mese di anticipo, così da poter avviare il lavoro sui nuovi regolamenti. Tuttavia, ci sono chiaramente dei tempi tecnici necessari da rispettare: riuscire ad averlo operativo già entro giugno rappresenterebbe comunque un traguardo significativo.
“In realtà avrei voluto averlo almeno sei mesi prima, perché con i regolamenti del prossimo anno credo che il simulatore sarà ancora più fondamentale. Non possiamo averlo subito, ma sarà davvero cruciale. E rappresenta una pietra miliare per il team poterlo fare”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments