F1 | Amarezza Leclerc: "Perdere tempo sui rettilinei senza poter far nulla è frustrante"
Il monegasco non ha nascosto la sua delusione per il 4° posto in qualifica, ma più che la posizione è il modo in cui è arrivata a creare frustrazione. Pochi dettagli possono fare la differenza e il tempo perso, non solo verso i rivali, ma anche verso sé stesso racconta una situazione in cui il pilota ha poco potere per cambiare le sorti del giro.
Charles Leclerc resta uno dei piloti più trasparenti nel raccontare emozioni e sensazioni dopo un turno di qualifica. Anche a Suzuka non ha fatto eccezione: il quarto posto finale gli è rimasto stampato sul volto e nelle parole, nonostante un giro in Q3 di cui si è detto molto soddisfatto. A pesare è stato soprattutto il tempo perso sui rettilinei, non solo rispetto ai rivali ma anche nei confronti dei propri riferimenti interni.
Un tema che si ripropone dopo Australia e Cina, con la Rossa che nella manche decisiva fatica ancora a trovare il bandolo della matassa nella gestione energetica, elemento che le impedisce di estrarre gli ultimi decimi come fanno i rivali. Una parte del problema nasce anche da regolamenti molto restrittivi, che impongono ai piloti una precisione estrema sia nel modo di guidare sia nel momento in cui aprono l’acceleratore.
Affrontare una curva più rapidamente può modificare la fase di ricarica e anticipare il momento in cui il pilota torna sull’acceleratore. Per quanto possa sembrare controintuitivo, questo a volte diventa un limite perché significa usare prima ai 350 kW disponibili e ritrovarsi senza energia in anticipo sull’allungo. Sono dinamiche che i piloti vivono con poca soddisfazione, e la frustrazione è comprensibile ogni volta che qualcosa non segue il piano previsto.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Clive Mason / Getty Images
Nel corso del suo ultimo tentativo, Leclerc è stato anche autore di una grossa sbavatura in uscita dalla curva Spoon, ma da quel punto di vista non si ritiene troppo preoccupato, perché crede che aver portato più velocità in curva in realtà gli abbia fatto guadagnare tempo osando di più. Osservando i dati, in realtà la velocità di percorrenza della Spoon è simile, mentre la differenza nasce in fase di uscita.
Il monegasco ha provato ad anticipare il ritorno sull’acceleratore e, nello stesso punto, risultava circa 6 km/h più veloce rispetto al tentativo precedente. Quel sovrasterzo, però, lo ha costretto ad alleggerire leggermente il piede, perdendo lo spunto iniziale. Da lì in avanti la curva di accelerazione non è più stata la stessa: da un potenziale vantaggio si è ritrovato a pagare fino a 8 km/h di velocità in meno.
La Power Unit sembra aver dato più energia nella prima parte del rettilineo, tanto che ad un certo punto le due tracce vanno quasi a incrociarsi, con uno scarto di 1 km/h, ma da lì in poi si distanziano di nuovo. Nel secondo tentativo sembra quindi poi avere meno energia a disposizione, fino a quando, in termini di pura velocità di punta, si arriva a una differenza di 5 km/h che viene colmata dopo la 130R, quando è il solo motore termico a lavorare avendo raggiunto il suo picco di potenza.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Lars Baron / LAT Images via Getty Images
“È ok, non sono troppo preoccupato per quello [il sovrasterzo]. Penso che tanta gente pensi che io abbia perso tempo con quel sovrasterzo, ma in realtà ho guadagnato tanto tempo portando così tanta velocità in curva. In realtà è stato quasi positivo che abbia avuto quel sovrasterzo! Non credo che abbia sacrificato nulla del mio giro dopo quell’episodio, ho spinto al massimo. Nel complesso è stato un buon giro” , ha raccontato Leclerc dopo le qualifiche, prima di rimarcare il tempo perso sull’allungo seguente.
Queste Power Unit sono molto sensibili dal punto di vista della gestione energetica e piccoli dettagli possono fare una grande differenza, proprio perché avere un motore elettrico da 350 kW con una batteria così piccola drena in realtà molta energia e ci vuole un po’ di flessibilità anche da parte del software, nei limiti di quello che è possibile nel regolamento, per adattarsi alla situazione.
“Da parte nostra, soffriamo un po’ quando arriviamo in Q3 dal punto di vista dell’ottimizzazione del sistema. Soffriamo un po’ da quel punto di vista e poi perdiamo un po’ di tempo sui rettilinei, specie nel secondo e nel terzo settore. È molto frustrante, perché come pilota non puoi fare molto. Ma so che la FIA sta lavorando attivamente su questi problemi se possiamo trovare presto una soluzione in qualifica, perché è davvero frustrante”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Non è stato perfetto, ma sono contentissimo del giro. Ho perso tanto tempo sul rettilineo rispetto a me stesso e quello è veramente frustrante. Anche se sai quando sali in macchina che può succedere, quando succede… dai pugni sul volante. È molto frustrante, come pilota possiamo fare tante cose nella macchina, ma una volta che sei al 100% sul rettilineo, puoi fare poco. Non so cosa sia successo, ma in Q3 ho perso abbastanza tempo dalla 14 alla 16. Però è così, a parte quello è stato un buon giro. Ho avuto un episodio alla 8, ma la sequenza 8/9 è stata buona. Ci ho provato, è andata abbastanza bene, però 4° sono un po’ deluso”.
In vista della gara di domani, Leclerc ritiene che ci sia il passo per mettere pressione alla McLaren, tradizionalmente più incisiva sul giro secco, dove emergono le qualità della Power Unit Mercedes, che sulla lunga distanza, dove la MCL40 tende a mostrare qualche limite nella gestione delle gomme, come già osservato in Cina.
Qui a Suzuka sorpassare non è semplice, motivo per cui Leclerc punterà ancora una volta sulla partenza per provare a sorprendere i rivali. Per quanto riguarda il confronto con la Mercedes, le sensazioni restano quelle già emerse altrove: finché si riesce a rispondere colpo su colpo, la SF‑26 può giocarsela con la W17. Ma nel momento in cui entra in gioco la gestione delle gomme, oppure quando le due vetture della Stella trovano aria pulita, il loro passo torna a essere sufficiente per creare un margine.
“Con una buona partenza possiamo metterli magari sotto pressione, ma credo che poi a un certo punto ci passeranno andando via come hanno fatto nelle scorse gare. Hanno un vantaggio di passo troppo importante. Ma se riuscissimo a portare avanti la battaglia fino all’ultimo giro, allora forse avremmo delle opportunità di vittoria. Ma appena hanno un giro in aria libera, sarà impossibile per noi superarli di nuovo”.
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