E' morto Piero Fusaro, ex presidente Ferrari: aveva 88 anni
Si è spento dopo una lunga malattia il manager torinese che è stato a capo del Cavallino ed è stato dirigente di FIAT, Alfa Romeo e Seat. Aveva concluso la sua carriera come presidente dell'ANFIA.
Piero Fusaro e Nigel Mansell
Foto di: Alessandro Martellotta / Alessio Morgese / NurPhoto via Getty Images
Aveva 88 anni e un cruccio: passare alla storia come colui che aveva impedito ad Ayrton Senna di coronare il sogno di andare alla Ferrari per disputare la stagione 1991 con una monoposto rossa. Piero Fusaro se n’è andato in punta di piedi dopo una lunga malattia che lo ha debilitato. Torinese, avrebbe festeggiato il compleanno il 29 marzo: non ha fatto in tempo.
Cesare Fiorio giura e spergiura che sia stato Piero Fusaro, allora presidente del Cavallino, ad avvisare Alain Prost che il direttore sportivo aveva firmato un precontratto con il campione brasiliano per portarlo alla Scuderia al suo posto, tanto che il transalpino si era dato molto da fare perché la trattativa andasse a monte.
Inutile andare a ripercorre la questione: il risultato della vicenda era stato chiaro. Tutti quelli che erano rimasti coinvolti nella vicenda ne pagarono un tributo: Senna rimase alla McLaren, Fiorio lasciò la Ferrari e Prost, poco dopo fu cacciato dal Cavallino,. E a rimetterci il posto era stato anche Fusaro, in attesa che arrivasse alla presidenza, Luca di Montezemolo.
Il destino dell’Ingegnere è sempre stato legato alle automobili, anche se si era laureato al Politecnico di Torino in ingegneria elettrotecnica. Nel 1963 era entrato alla FIAT dove aveva fatto carriera: nel 1970 era diventato direttore dello Stabilimento di Sulmona e poi aveva dato vita alla fabbrica di Firenze. Nel 1975 era stato chiamato a Maranello da Enzo Ferrari che gli aveva affidato la Direzione Generale del Cavallino...
“Ho trascorso con il Commendatore gli anni più entusiasmanti e formativi della mia vita professionale – raccontava Piero -. Per me era stato come un padre, e senza presunzione, penso di essere stato per Lui come un figlio. Ricordo che gli vedevo fare dei regali magnifici e costosissimi. A me, cui non fece mai un dono, mi disse più volte: “A Lei Fusaro non faccio regali perché le do la mia amicizia”.
Nel 1979 era l’Amministratore Delegato di Seat in Spagna, mentre nel 1985 era entrato a far parte del Comitato Direttivo di FIAT Auto. Con l’acquisizione dell’Alfa Romeo ne era diventato l’Amministratore Delegato e Presidente”. Nel 1988 alla scomparsa di Enzo Ferrari aveva ricevuto una telefonata dall’avvocato Agnelli: “Ferrari mi ha sempre detto che lei sarebbe stato il suo successore. Assuma l’incarico di Presidente”.
Uomo d’azienda, manager preparato, molto sensibile nei rapporti umani, una volta uscito dal Cavallino era stato ancora nominato presidente dell’ANFIA nel 1992.
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