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Analisi
Formula 1 GP di Spagna

F1 | Per Norris un secondo indigesto con un Verstappen regale

Lando è lo sconfitto del GP di Spagna: nonostante la pole position, il giro più veloce e la conquista del posto d'onore nel mondiale piloti, il pilota della McLaren boccia la sua prestazione a Barcellona. L'inglese subisce la cinica superiorità di Max che mette in campo i suoi talenti per coprire le mancanze della sua RB20.

Lando Norris, McLaren F1 Team

Un weekend concluso con un bottino composto da pole position, secondo posto, giro più veloce e piazza d’onore nella classifica generale non si può certo definire negativo. Eppure, Lando Norris al termine del Gran Premio di Spagna aveva il volto di uno sconfitto, roba mai vista neanche dodici mesi fa quando sul circuito di Catalunya concluse la corsa doppiato dopo un contatto alla prima curva. Il motivo, ovviamente, c’è. A distanza di un anno la McLaren gli ha messo a disposizione una monoposto in grado di lottare per la vittoria, opportunità che Norris ha vanificato subito dopo il via alla staccata di curva 1, facendosi sfilare da Russell e soprattutto da Verstappen. Un attimo, una leggerissima indecisione, e Max non ha lasciato scampo.

Russell, Mercedes F1 W15, Norris, McLaren MCL38, Verstappen, Red Bull Racing RB20, Hamilton, Mercedes F1 W15, Sainz, Ferrari SF-24

Russell, Mercedes F1 W15, Norris, McLaren MCL38, Verstappen, Red Bull Racing RB20, Hamilton, Mercedes F1 W15, Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

A Barcellona è stato evidente come per battere il tandem Verstappen-Red Bull gli avversari debbano mettere in campo la perfezione. Neanche la monoposto più veloce (di poco, ma comunque la McLaren è stata complessivamente più veloce) è sufficiente a garantire il successo se tutto il pacchetto non funziona perfettamente. Che sia una chiamata strategica, un pit-stop, un doppiaggio o, come nel caso del Gran Premio di Spagna, la prima staccata della gara.

Alla vigilia della corsa solo quattro piloti nella top-10 disponevano di gomme soft nuove, Verstappen, Norris ed i due ferraristi, ma Max ha deciso (a differenza del resto del gruppo) di montare un set di soft usate per garantirsi il set nuovo nell’ultimo stint. La differenza al via non si è vista, anzi, alla prima curva è stato lui a sopravanzare Norris. Entrambi sono stati sfilati da Russell, ma questo ha fatto ancora più il gioco di Max, riuscito a liberarsi della Mercedes al primo attacco mentre Lando è rimasto alle sue spalle fino alla prima sosta.

“Quella di Lando è stata una buona partenza – ha spiegato Andrea Stella in difesa del suo pilota- il fatto è che Russell ha preso la doppia scia di Lando e Max e questo gli ha consentito di essere in un’ottima posizione all’ingresso della prima curva. Alla fine credo che Lando sia stato davvero molto saggio, perché in quelle circostanze sarebbe bastato davvero poco per gettare tutto al vento. Ok, puoi fare una partenza ancora migliore, e ritrovarti un metro avanti, ma è davvero molto marginale. Conosciamo Lando, è spesso duro con sé stesso in termini di responsabilità”.

Lando ha visto svanire in un lampo le concrete aspettative di cogliere il secondo successo stagionale, ma è stato diverso rispetto a due settimane fa in Canada, quando a remargli contro fu l’ingresso in pista della safety car. Norris sa bene che per la vittoria sfuggita in Spagna può biasimare solo sé stesso e questo ad un pilota fa male, anche se ci sono altri aspetti molto positivi emersi dal weekend. Il primo è che Lando ha a disposizione una monoposto in grado di candidarlo alla vittoria su tutte le piste in calendario, ed anche la classifica generale gli sorride, visto che ora è secondo avendo sopravanzato Leclerc.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Ha festeggiato alla grande Verstappen, in fuga verso un titolo mondiale che nessuna valutazione razionale può collocarlo in mani diversi da quelle dell’olandese. Può sembrare paradossale, ma Max si sta godendo il momento tecnico non particolarmente felice della Red Bull.

La RB20 è una buona macchina, ma oggi la concorrenza si è fatta sotto, arrivando ad affiancare e in alcuni casi superare la performance tecnica dell’ultima Red Bull di Adrian Newey. Verstappen non può più passeggiare, come ha fatto lungamente lo scorso anno, e ormai da due mesi è chiamato a tenere a galla la squadra. Sono valutazioni che arrivano anche dall’interno del team, sempre impeccabile nella gestione in pista, ma oggi in attesa di sviluppi per riportarsi dove è stato molto tempo. Nel frattempo ci pensa Verstappen, mai visto così in forma e così felice come in questo periodo.

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