Mercedes: la superiorità è schiacciante per tutti

La squadra di Brackley ha firmato la prima doppietta stagionale delle W11. Verstappen ci ha provato a tenere il passo di Hamilton, ma anziché prendere Lewis ha subito l'attacco di Bottas. Risolti tutti i problemi di affidabilità.

Mercedes: la superiorità è schiacciante per tutti

I Gran Premi di Austria e Stiria, pur condividendo la stessa pista, hanno detto cose diverse. E se si parla di valori in campo, la corsa più attendibile tra le due è indubbiamente quella odierna, dominata da Lewis Hamilton e dalla Mercedes.

Senza safety car a spezzare la gara (la vettura di servizio la si è vista solo nel secondo giro) è emerso in modo prepotente il reale potenziale degli abbinamenti monoposto-pilota, con un verdetto finale che non si può certo definire a sorpresa.

Nessun risultato da far balzare sulla sedia, ma c’era una domanda che meritava una risposta non era poi così scontata. Tornando indietro di una decina di giorni, la vigilia del Gran Premio d’Austria (e del Mondiale 20209 era stata vissuta sulle ambizioni mondiali del tandem Verstappen-Red Bull, convinzioni rafforzate anche dalle dichiarazioni delle stesse parti in causa.

La gara dello scorso weekend aveva tolto di scena Verstappen, privandoci così dell’atteso confronto, e qualche noia accusata sia da Hamilton che dal vincitore Bottas non avevano consentito di avere un quadro chiaro.

Sette giorni dopo il verdetto è stato invece molto convincente ed anche la Red Bull ha dovuto prendere atto che c’è del lavoro da fare, se l’obiettivo è quello di dar fastidio alla Mercedes in chiave Mondiale. Verstappen le ha provate tutte, mettendoci il talento e la determinazione (ultima a cedere) ma semplicemente oggi a Spielberg non c’era nulla da fare con Hamilton e Bottas.

Le due W11 al via sono partite come da programma, ma dopo quindici giri Max era comunque a soli tre secondi dal leader Hamilton, un margine sufficiente per poterci credere ancora. Nelle dieci tornate successive Lewis ha aumentato un po' il ritmo, e quando Verstappen ha deciso al giro 24 di fermarsi ai box per il cambio gomme, in molti hanno pensato che fosse un tentativo di undercut su Hamilton da parte del pilota Red Bull.

Lo stesso Verstappen, un po' sorpreso, ha chiesto via-radio il motivo della sosta anticipata, e il suo ingegnere Giampiero Lambiase è stato molto chiaro: “Max, eri a rischio undercut da parte di Bottas”.

Infatti mentre Verstappen ha provato a dare la caccia a Hamilton, è stato Bottas a riuscire ad agganciare l’olandese, portandosi a due secondi e innescando la reazione della Red Bull. Al box Mercedes hanno poi calcolato che il ritmo tenuto dopo il pit-stop sarebbe costato a Verstappen un calo di performance nell’ultima fase di gara, ed hanno così deciso di ritardare il cambio gomme di Bottas per permettere al finlandese l’assalto finale alla Red Bull. Piano perfettamente riuscito.

“Abbiamo visto che non avevamo la stessa potenza – ha commentato Helmut Marko – e perdevamo sui rettilinei. Poi ci sono stati dei danni sulla monoposto di Max che gli sono costati la posizione sui Bottas. E abbiamo visto anche le difficoltà di Albon quando si è dovuto difendere da Perez”.

Marko, come da tradizione, punta il dito sul motore, ma in realtà anche la vettura di Bottas ha riportato dei danni allo scivolo, come subito segnalato al finlandese dal suo ingegnere. L’impressione è che al netto dei danni riportati dalle due monoposto a causa dei passaggi sui cordoli, il verdetto non sarebbe cambiato.

Marko tuttavia resta ottimista sulla possibilità Budapest: “Il layout dell’Hungaroring ha un solo rettilineo, e nemmeno così lungo, il resto sono solo curve. Dovrebbe essere una condizione migliore per noi, soprattutto se farà caldo”.

Il consulente della Red Bull spera nella tappa ungherese, ma la Mercedes nell’arco di pochi giorni ha già risolto alcune delle noie che aveva accusato la scorsa settimana. “Non abbiamo avuto preoccupazioni – ha confermato Toto Wolff – abbiamo usato di più i cordoli senza problemi, ed anche il cambio ha funzionato perfettamente, è stato fatto un ottimo lavoro”. A fine gara, come se non bastasse, sulla monoposto di Hamilton è stata rilevata una quantità di carburante maggiore rispetto a quella attesa, a conferma della possibilità di poter spingere un po' di più sul fronte delle mappe-motore senza temere per il consumo.

Eppure, ascoltando Wolff, sembra sempre che la Mercedes sia un cantiere aperto: “Siamo sempre scettici sulla nostra performance, pensiamo che sia possibile migliorare. È la mentalità di questa squadra, non essere mai soddisfatti di un risultato. Se ascoltassi il nostro debriefing del lunedì mattina, magari dopo aver vinto una gara, penseresti ad una squadra che ha vissuto un weekend molto problematico".

"È la cultura che abbiamo sviluppato negli ultimi anni, non incolpiamo mai una persona ma identifichiamo e cerchiamo una soluzione. Lo scorso fine settimana è stato un chiaro esempio di questo approccio: abbiamo vinto la gara con Valtteri, ma non abbiamo concluso in una posizione soddisfacente con Lewis ed eravamo preoccupati per l’affidabilità. Abbiamo risolto i problemi di affidabilità e abbiamo confermato una monoposto molto competitiva. Lavoriamo sessione per sessione, weekend dopo weekend, traendo insegnamento dai giorni negativi e raccogliendo punti in quelli buoni”.

Gli avversari sono avvisati.

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