F1 | Russell: la scia a Max valeva 4 decimi, ma ha costruito la vittoria dove i rivali speravano di battere Mercedes
Nei dieci giri finali di Baku, Russell ha spinto come in qualifica per resistere a Verstappen che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, sfruttando al massimo la scia. Ma la vera forza della vittoria Mercedes è stata la differenza costruita nel guidato, proprio dove i rivali speravano di fare la differenza.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Sentivo il suo fiato sul collo, all’improvviso è diventato come se dovessi fare giri di qualifica, uno dopo l’altro. Il passo era così elevato, guadagnavamo un secondo al giro su tutti gli altri”. Nonostante la supremazia Mercedes durante tutto il weekend e una gara che sembrava ormai indirizzata, George Russell ha affrontato gli ultimi dieci giri come una lunga apnea, inanellando intertempi record per tenere dietro Max Verstappen.
Non è un caso che il britannico, già dopo le qualifiche, avesse individuato proprio nel rivale della Red Bull la minaccia più insidiosa per la corsa, nonostante partisse dall’ottava casella per problema al motore che con ogni probabilità gli era costato la prima fila. La Safety Car ha però rimescolato tutto, offrendo a Max la possibilità di rimettersi in gioco.
Già nella prima parte di gara la Mercedes aveva individuato le Red Bull come una possibile minaccia, tanto che, nel momento in cui si erano riportate dietro Piastri, Russell aveva improvvisamente cambiato ritmo, spingendo per aprire un margine di sicurezza. Dopo la neutralizzazione, però, l’inglese non ha più potuto gestire, ma ha dovuto imporre un ritmo impressionante, senza concedersi la minima sbavatura.
George Russell, Mercedes
Foto di: Alex Pantling / LAT Images via Getty Images
È vero che, con così pochi giri ancora da percorrere, il duo di testa ha potuto permettersi di “strapazzare” la soft, ma il dato più significativo per comprendere il passo mantenuto è il gap su Isack Hadjar che, in soli dieci giri, ha perso circa sette secondi. Questa volta, però, spingere era davvero necessario per Russell, perché Verstappen poteva contare su un elemento in più: la scia.
Se entrambe le vetture avessero girato in aria pulita, la Mercedes avrebbe preso il largo. Ma la strategia di Max era la stessa che aveva funzionato anche a Monza gettando il cuore oltre l'ostacolo: essere aggressivo, aumentare la pressione, forzare e poi sfruttare la scia sul lungo rettilineo finale, che a ogni giro valeva poco meno di quatto decimi. Una tattica semplice a parole, ma più difficile nella pratica.
Ciò costringeva il britannico a dover ricostruire ogni volta il gap nei primi due settori, ed è proprio lì che la Stella ha posto le fondamenta della sua vittoria. Se si ripercorre la stagione, la W17 si è spesso confermata una vettura efficace in trazione e nello scaricare la potenza a terra, una caratteristica che fa la differenza su piste ricche di ripartenze.
Il confronto tra Verstappen e Russell a pochi giri dalla fine
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Tuttavia, è ormai da tempo che la Mercedes non introduce novità di peso e i rivali speravano che quel secondo settore e la zona del castello potesse trasformarsi in un fortino utile a compensare quanto perso altrove. Non deve quindi sorprendere che, più degli otto decimi rimediati in qualifica, a preoccupare Charles Leclerc siano stati i decimi lasciati non sui rettilinei, ma nel tratto più guidato.
In parte è vero che, nel finale, la Mercedes abbia ritoccato le mappe per ottenere un extra deployment nella prima parte del giro, ed è altrettanto vero che Verstappen soffrisse l’effetto dell’aria sporca. Ma quei decimi che Russell riusciva a guadagnare soprattutto nel settore centrale raccontano un tema che Andrea Stella ha sintetizzato con chiarezza: la Mercedes vince grazie alla globalità del suo pacchetto, non solo per il motore.
Le caratteristiche di Baku, con curve molto spigolose che non permettono di tagliare troppo in ingresso, hanno aiutato Russell a valorizzare il suo stile anche su una pista dal grip ridotto. Ma resistere alla pressione di Verstappen per tutti quei giri non è stata affatto un’impresa semplice, anche alla luce di ciò che è accaduto nell’ultimo giro.
Il confronto dell'ultimo giro in cui si nota come il vantaggio di Russell si sia dimezzato sotto bandiere gialle, aprendo anche ai problemi con il turbo
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Il distacco di 196 millesimi racconta una storia più grande
L’incidente di Valtteri Bottas ha portato all’esposizione della bandiera gialla, costringendo i piloti a rallentare in una delle curve più impegnative, proprio quella che però apre la porta alla possibilità di costruire una buona scia in vista del lungo rettilineo successivo. Osservando i dati, emerge chiaramente come Russell, per evitare qualsiasi rischio, abbia alzato il piede molto più di Max.
Ciò si è tradotto in due conseguenze ben distinte. La prima è che, in quel tratto, frenando in ritardo e portando più velocità nella zona delle doppie bandiere gialle, Verstappen è riuscito a recuperare circa mezzo secondo, dimezzando di fatto il gap con cui solitamente arrivava in quel punto della pista. Ma c’è anche un secondo aspetto, decisamente più interessante.
Per come sono costruite queste Power Unit, l’aver rallentato così tanto ha fatto sì che il britannico non avesse il turbo pronto, il che cambia anche il modo di usare l'energia, al punto che è arrivato alla staccata di curva 16, l’ultima prima di immettersi sul lungo rettilineo, con ben 18 km/h in meno rispetto a Verstappen.
Fortunatamente per Russell quello era ormai l’ultimo giro, il che gli ha permesso di scaricare completamente la batteria fino al traguardo senza doversi preoccupare della tornata successiva. Se però tutto questo fosse accaduto un passaggio prima, con ancora un giro da coprire, con ogni probabilità avremmo assistito a un finale che avrebbe fatto parlare.
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