Analisi

Formula 1 GP del Belgio

F1 | Coraggioso e astuto: dove Piastri ha osato rischiando per passare Norris

Pochi secondi hanno cambiato il destino del GP del Belgio. Alla ripartenza dopo la SC, Piastri ha sferrato l'attacco decisivo su Norris, combinando astuzia e strategia, sia nella preparazione, sia quando nel prendersi dei rischi all'Eau Rouge e al Raidillon per darsi lo slancio per attaccare il compango di squadra. Ecco come è nato il sorpasso.

Gianluca D'Alessandro

Gianluca D'Alessandro

Pubblicato: 28 lug 2025, 13:20

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Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

La Sprint Race del sabato, pur disputata sull’asciutto, aveva lanciato un messaggio chiaro a chi si schierava nelle prime file: chiudere al comando il primo giro lanciato poteva rappresentare il momento decisivo della corsa. Con zone DRS ridotte, i sorpassi si preannunciavano tutt’altro che semplici, un fattore amplificato dal fatto che la lotta per la vittoria si sarebbe realisticamente giocata tra due vetture dello stesso team.

Proprio per questo motivo, prima della gara, in casa McLaren era stata dedicata particolare attenzione alla partenza e ai possibili scenari, con una raccomandazione precisa per i due piloti: non mettere a rischio il risultato di squadra. La consapevolezza che quegli istanti potessero decidere lo scontro interno era ben chiara a tutti.

La pioggia, però, ha spinto la Direzione Gara a un approccio prudente, posticipando il via del GP e optando per una partenza lanciata, uno scenario che Oscar Piastri temeva potesse privarlo della sua migliore occasione per sovvertire le sorti della corsa, destinata ad asciugarsi dopo i primi giri, rendendo molto più complicato inventarsi qualcosa.

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images

“Sapevo di essere vicino, e a dire il vero ero un po’ deluso per la partenza lanciata, perché pensavo avrebbe tolto qualche opportunità. Il primo giro era probabilmente la mia miglior chance per vincere la gara”, ha raccontato l’australiano.

“Però sono uscito bene da Curva 1, sono riuscito a restare vicino e, quando ero così attaccato, sapevo che avrei semplicemente alzato meno il piede rispetto a Lando, cercando di restare in pista. È stato un po’ movimentato su per l’Eau Rouge, ma sono riuscito a farcela”. Ma come è nato il sorpasso che ha deciso la gara?

Dove Piastri ha usato l'astuzia e dove ha osato

Tutto ha avuto inizio nel momento in cui Lando Norris ha provato a sorprendere il compagno alla fine del periodo di Safety Car, anticipando la ripartenza prima del Blanchimont. Un tentativo deciso per creare un margine in vista della prima staccata, ma Piastri ha risposto con prontezza, senza farsi cogliere impreparato. Questo ha impedito a Norris di guadagnare lo spazio necessario per gestire la frenata in modo ottimale, costringendolo a proteggere l’interno con una traiettoria meno efficace in uscita da Curva 1.

Ripartenza Piastri-Norris Belgio

Ripartenza Piastri-Norris Belgio

Foto di: Gianluca D'Alessandro

È proprio lì che Norris ha concretamente perso la possibilità di difendersi nel lungo allungo verso l’Eau Rouge: un accenno di sovrasterzo all’uscita della prima curva non gli ha permesso di trovare lo spunto in fase di trazione per sviluppare la velocità necessaria, lasciandolo vulnerabile.

Non a caso, ancor prima di arrivare all’Eau Rouge, Piastri era già incollato al compagno. È in quel momento che ha mostrato freddezza e astuzia, prendendosi più di qualche rischio in pochi metri. Analizzando i dati telemetrici, si nota come l’australiano abbia momentaneamente alzato il piede, parzializzando fino al 75%, mentre Norris è rimasto a gas completamente aperto.

Una scelta strategica: restare troppo vicino prima della salita verso il Raidillon avrebbe costretto Piastri ad alzare il piede in maniera più marcata in piena Eau Rouge, perdendo slancio all'uscita del Raidillon e rischiando di esporsi anche a chi lo seguiva. Così facendo, invece, ha creato lo spazio necessario per sfruttare la scia e creare un'opportunità di attacco efficace sul Kemmel.

Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images

Ma non è stato solo questo a permettergli il sorpasso. Come lui stesso ha ammesso, Piastri ha affrontato l’Eau Rouge prendendosi dei rischi, restando in scia sul bagnato al primo giro lanciato. In condizioni simili, è naturale attendersi una maggior parzializzazione dell’acceleratore da parte di chi segue rispetto a chi è davanti. E infatti, pur essendo leggermente più conservativo di Norris, il confronto con Charles Leclerc, decisamente più distante alle sue spalle, evidenzia come Piastri abbia osato prendendosi dei rischi.

Uscito dal Raidillon, Piastri, trovandosi alla distanza ideale, ha sfruttato perfettamente la scia per completare il sorpasso sul Kemmel, prendendo così la leadership che non avrebbe più abbandonato fino alla bandiera a scacchi, spingendo anche nel resto del primo giro, in cui ha costruito un margine di sicurezza per non essere attaccato nel passaggio successivo.

Dopo il pit stop Piastri, sfruttando anche il vantaggio ha accumulato, ha gestito in maniera eccellente le gomme, senza forzare all'inizio dello stint, in modo da preservare gli pneumatici sul finale quando Norris avrebbe inevitabilmente accorciato le distanze. Una gestione perfetta, perché negli ultimi giri, l'australiano ha potuto accelerare nuovamente, con dei giri velocissimi che gli hanno permesso di restare in vetta.

Ripartenza Piastri-Leclerc Belgio

Ripartenza Piastri-Leclerc Belgio

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Il tema batteria: entrambe le MCL39 hanno avuto un problema

C’è però un ulteriore elemento da considerare nella disamina, ossia il team radio di Norris nel quale l’inglese ha riportato un problema alla batteria proprio nella fase in cui stava subendo l’attacco. Dai dati, si nota infatti come la sua velocità resti inchiodata sui 306 km/h, senza aumentare ulteriormente, nonostante vi fosse margine.

Come confermato dal Team Principal Andrea Stella, il problema non ha però riguardato solo la vettura di Norris, ma anche l’altra MCL39. Tuttavia, nel caso di Piastri, grazie alla scia, la velocità sul rettilineo del Kemmel ha raggiunto i 316 km/h, circa 10 km/h in più rispetto a quella del compagno di squadra, prima di stabilizzarsi su quel valore. Anche senza quel problema, però, il sorpasso sarebbe stato inevitabile.

“Per quanto riguarda l’utilizzo della batteria alla ripartenza, da quello che ho capito c’è stata una leggera anomalia, che in realtà ha riguardato entrambi i piloti. Quindi nulla che avrebbe dovuto penalizzare in modo particolare Lando rispetto a Oscar”, ha spiegato Stella.

“Penso quindi che il sorpasso sia avvenuto semplicemente perché è molto difficile per chi guida il gruppo arrivare per primo in Curva 5. Non è impossibile, ma serve avere un certo margine quando si passa il traguardo, margine che Lando, alla ripartenza, non aveva”.

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