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Analisi

F1 | Red Bull: Perez a rischio, in un mosaico piloti che è un rebus

La clausola di contratto di Sergio (100 punti di distacco da Verstappen alla sosta estiva) il messicano non riuscirà a rispettarla: il team di Milton Keynes ha bisogno di un secondo pilota che faccia punti per il Costruttori, visto che la supremazia può essere minacciata dalla McLaren. Ricciardo è l'alternativa a breve, ma non la soluzione.

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Foto di: Red Bull Content Pool

Sarà un’estate calda per Sergio Perez. Lo scorso 4 giungo, tra lo stupore generale, la Red Bull ha annunciato il rinnovo contrattuale con il messicano, un accordo biennale per le stagioni 2025 e 2026. Una scelta che ha sorpreso sia per la tempistica in cui è stata presa che per la durata del contratto, ritenuto ingiustificato rispetto al basso potere contrattuale di Perez.

Oltre a sembrare una decisione in controtendenza con le prestazioni in pista, l’accordo biennale è stato visto come una chiusura definitiva nei confronti dei piloti speranzosi di poter ambire ad una promozione, tra tutti Yuki Tsunoda e Daniel Ricciardo.

In realtà il contratto firmato ad inizio giugno non garantisce a Perez la certezza di essere al fianco di Verstappen la prossima stagione. Nel momento in cui ha siglato l’accordo (alla vigilia del Gran Premio del Canada) ‘Checo’ occupava la quinta posizione nella classifica generale, a 62 punti dal leader Verstappen. Una clausola inserita nel contratto, voluta da Christian Horner e Helmut Marko, prevede che se prima della pausa estiva Perez si troverà distante più di cento punti da Verstappen, la Red Bull (se vorrà) potrà rescindere l’accordo.

Per Perez il problema è che dopo quattro Gran Premi (le gare seguite a partire dal weekend di Montreal) il suo gap da Verstappen è salito a 137 punti, con un parziale nei confronti del compagno di squadra di 11 a 86. Perez ha in teoria a disposizione ancora due gare prima della pausa estiva, ma oggi la possibilità che possa recuperare 37 punti su Verstappen tra Budapest e Spa appare realisticamente irrealizzabile.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Erik Junius

Un mosaico complesso e il problema “Costruttori”

Tra i cinque piloti Red Bull che ruotano intorno al programma Formula 1 solo Yuki Tsunoda oggi ha la certezza di essere al via del prossimo mondiale con una monoposto del gruppo. Verstappen, per gioco politico o per reali intenzioni, non chiude ancora definitivamente la porta ad un clamoroso addio alla squadra, Perez traballa ed il tandem Ricciardo-Lawson è in attesa di notizie. Come da prassi la priorità per Horner e Marko è chiarire chi affiancherà Verstappen, con la speranza che Max rispetti il contratto con la squadra senza colpi a sorpresa.

Ci sono due scenari, in parte collegati, che coinvolgono la seconda monoposto della Red Bull. Si parla di 2025 ma non solo, perché la pausa estiva potrebbe anticipare delle decisioni. Gli undici punti conquistati nelle ultime cinque gare pongono Perez nell’imbarazzante situazione di avere uno score inferiore non solo ai piloti di vertice, ma anche di Stroll e Hulkenberg. Il rendimento di Checo sta creando un problema non indifferente alla Red Bull, visto che nelle ultime cinque gare la squadra campione del mondo ha perso 37 punti nei confronti della Mercedes ed uno in meno rispetto a McLaren.

Al giro di boa della stagione la Red Bull può contare su 71 punti di vantaggio sulla Ferrari ma soprattutto 78 sulla McLaren, che appare la vera minaccia. Nel 2023 furono sufficienti i soli punti di Verstappen per mettere le mani sul mondiale Costruttori, ma i valori tecnici che stanno emergendo quest’anno difficilmente consentiranno di poter puntare solo su Max. Se Perez nelle prossime due gare non riuscirà a garantire alla squadra un punteggio accettabile è probabile che durante la pausa estiva possa perdere il suo sedile.

In questo caso è probabile che Marko possa sostituire Checo con Ricciardo, nonostante Daniel abbia mediamente performato meno di Tsunoda nella prima metà di stagione. A Daniel non sarebbero chiesti miracoli, ma di portare a casa con regolarità dei punti preziosi per la squadra e probabilmente in quest’ottica l’australiano (che tornerebbe nel team in cui ha corso per cinque stagioni) offre qualche garanzia in più dell’attuale compagno di squadra.

In questo scenario si inserisce anche un filming day che la Racing Bulls ha pianificato a fine luglio su un circuito italiano (probabilmente Misano Adriatico) con Liam Lawson. Il neozelandese dovrà farsi trovare pronto qualora la squadra dovesse veder partire Ricciardo in direzione Milton Kaynes.

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