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Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Ferrari: GP sacrificato per capire i problemi. Come nel 2023

Vasseur ammette di aver sacrificato il Gran Premio di Gran Bretagna per capire i problemi portati dall'ultimo pacchetto evolutivo. Questi sono stati capiti e ora toccherà agli ingegneri di Maranello porvi rimedio, ma senza il dimissionario Cardile...

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Silverstone come Zandvoort. E no, non c'entra ovviamente né la geografia, né tanto meno il fatto di aver citato due tracciati storici del motorsport europeo. A quasi 12 mesi di distanza, la Ferrari si è trovata a dover replicare quanto fatto in Olanda la passata stagione, ossia sacrificare un gran premio per tornare a lottare per vincere in quelli successivi.

L'introduzione del nuovo pacchetto aerodinamico, nel corso delle ultime gare, ha fatto uscire la Rossa sia dalla lotta per il successo che da quella per il podio, portandola a essere seconda forza e vicina alla Red Bull a quarta, superata sia dalla McLaren che dalla Mercedes.

Un passo del gambero che ha fatto male agli appassionati del Cavallino Rampante, ma anche a chi lavora tutta la stagione, tutto l'anno per rompere l'incantesimo che dura ormai da quasi 20 anni e riportare i titoli iridati a Maranello.

Il Gran Premio di Gran Bretagna è stato l'evento scelto dalla Ferrari per compiere i test necessari per capire dove fosse il problema generato dalle nuove componenti e la scelta sembra aver pagato.

"L'anno scorso abbiamo vissuto esattamente la stessa situazione, quasi nella stessa fase della stagione: Silverstone, Budapest e Spa. Ci siamo fermati a Zandvoort. A quel punto facemmo una buona analisi della situazione e recuperammo bene, perché le settimane successive eravamo della partita con i migliori", ha affermato Frédéric Vasseur, team principal della Ferrari, al termine della gara britannica.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Erik Junius

"La cosa difficile in questa situazione è che non si hanno a disposizione test, test veri e propri, per risolvere il problema o, almeno, per capirlo. E' molto difficile per un team scendere a compromessi o sacrificare le sessioni del venerdì quando si sa che si sta perdendo tempo durante il weekend e dire: 'Ok, dimentichiamoci delle Libere 1 e Libere 2 per concentrarci sul medio termine'".

"Credetemi, questa decisione come team è molto difficile perché si inizia il weekend, ed è stato ancora peggio a Silverstone a causa del meteo, e significa che ci si mette in una situazione difficile, ma questo lo sapevamo già da prima. Ma è stato ancora peggio al sabato mattina, perché abbiamo dovuto usare le gomme da bagnato, ma è andata così. Abbiamo preso la decisione prima del weekend e penso che sia stata la scelta giusta".

A confermare questa tesi sono arrivate anche le parole di Carlos Sainz, pronunciate anche queste al termine della gara: "Stiamo ritrovando la strada, abbiamo capito cosa abbiamo sbagliato e qual è stata la direzione sbagliata che abbiamo preso. Adesso serve più tempo in galleria e a in fabbrica per sistemare il nuovo pacchetto che ci porta davvero performance, e non i problemi che abbiamo avuto nelle ultime gare".

Vasseur ha confermato che la correlazione tra simulazioni in galleria del vento e quelle in pista continuano a essere ottime. Il problema è legato alla simulazione nel tunnel del vento, dove non è possibile replicare il bouncing e capire se vi siano componenti che accentuano o provocano il problema quando si è in pista. E proprio questo aspetto è diventato il tallone d'Achille attuale della Ferrari.

"La correlazione va bene. La correlazione riguardo il carico aerodinamico va bene. E' ancora un punto interrogativo per tutti la questione e a volte il bouncing salta fuori come a Silverstone. E' piuttosto difficile avere una correlazione, perché in galleria del vento non si riproduce il bouncing. Abbiamo tutti delle metriche e non si può prevedere che ci sia più bouncing con una componente piuttosto che con un'altra, ma sapere se avrà un impatto negativo sulle prestazioni è un'altra storia".

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Erik Junius

"Abbiamo cambiato tutte le parti aerodinamiche e il bouncing è comparso in Spagna. Per risolvere il problema ci sono molte soluzioni. Alcune hanno compromessi sulle prestazioni, altre invece non le hanno sviluppando un nuovo pacchetto. Penso che ora siamo a buon punto, la prossima gara dovremo farla con la vettura aggiornata e prima la facciamo meglio è, e porteremo aggiornamenti che diano meno bouncing".

A Maranello, almeno sotto la gestione Vasseur, gran parte degli aggiornamenti sulle monoposto hanno funzionato. Quest'anno, invece, il pacchetto realizzato per la prima parte dell'estate ha giocato contro il team. Vasseur, però, non ne fa un dramma.

"Negli ultimi 16 mesi tutti gli aggiornamenti che abbiamo montato hanno avuto un'ottima correlazione con quanto fatto in galleria del vento. L'anno scorso è stato uno dei punto di forza del team quello di apportare piccoli aggiornamenti e ogni volta ha dato i suoi frutti. Questa volta abbiamo avuto un problema, ma non è che il problema sia la fine del mondo".

Ora la palla passerà agli ingegneri della Gestione Sportiva, i quali avranno il compito di correggere il tiro e riportare la Ferrari dove l'abbiamo vista sino alla fine del Gran Premio di Monaco. Ma dovranno farlo senza il dimissionario Enrico Cardile, ormai destinato a diventare membro di Aston Martin Racing.

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