MotoGP | Un Mugello che ha il sapore di un passaggio di consegne tra Aprilia e Ducati
La Casa di Noale ha dominato nel sabato del Gran Premio d'Italia, monopolizzando la prima fila ed occupando tre delle prime quattro posizioni nella Sprint e sembra intenzionata a rovinare la festa del centenario ai rivali di Borgo Panigale, battendoli proprio su quello che nel passato recente è stato un feudo quasi inviolabile.
Partenza
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Nelle ultime otto edizioni del Gran Premio d'Italia, in sette occasioni è stata una Ducati a salire sul gradino più alto del podio e dal 2023, quando hanno fatto la loro apparizione sulla scena della MotoGP le Sprint, le Desmosedici GP erano imbattute anche in quelle. Dopo un venerdì nel quale c'erano ben cinque Ducati nelle prime sei posizioni, il risultato del sabato del Mugello deve essere stato un vero e proprio schiaffone per la Casa di Borgo Panigale.
Ieri sembravano esserci tutti gli ingredienti per tingere ancora una volta di Rosso le colline intorno al saliscendi toscano, ma quando è stato il momento di fare sul serio sono state le Aprilia a lasciare il segno. Le RS-GP hanno monopolizzato la prima fila in qualifica, con Marco Bezzecchi che ha letteralmente polverizzato il record della pista con un 1'43"921 che lo ha reso il solo ad essere mai sceso sotto all'1'44" nella storia.
Un segnale forte che si è amplificato ulteriormente nella Sprint, nella quale Raul Fernandez e Jorge Martin sono riusciti a scappare via con un ritmo a tratti davvero impressionante, forti anche della scelta della gomma media al posteriore, che solo loro hanno montato di fronte ad una griglia che aveva puntato in maniera quasi unanime sulla soft.
A sottolineare la grande velocità mostrata dalle RS-GP è stato Pecco Bagnaia, solo settimo al traguardo della Sprint: "L'Aprilia oggi è riuscita a fare un passo avanti veramente importante, l'abbiamo visto sia in qualifica, con l'1'43"9 di Bezzecchi, ma soprattutto in gara: fare 1'44"7 con la gomma media è veramente un tempo stratosferico".
Dichiarazioni che in un certo senso contrastano però con quelle di Marc Marquez, che al rientro dalla doppia operazione al piede ed alla spalla destra ha chiuso invece in quinta posizione, sottolineando di essere lui probabilmente l'anello debole in questo momento.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"La moto ha potenziale, non sto riuscendo a sfruttarlo tutto, ma la moto ha la forza per lottare per il Mondiale", ha detto il campione del mondo, ribadendo di non essere ancora nella condizione di poter rischiare qualcosa, ma alimentando ancora una volta i dubbi sul reale valore della GP26.
Ancora una volta però la migliore delle Desmosedici GP non è stata una di quelle Rosse, ma quella con i colori della Pertamina Enduro VR46 affidata a Fabio Di Giannantonio. Dopo essere stato il più veloce in tutte le sessioni di libere, il romano ha "steccato" la qualifica, chiudendo solo settimo, ma poi nella Sprint è riuscito a risalire fino a conquistare il suo terzo podio Sprint della stagione. "Diggia" ha chiuso a poco più di tre secondi dal vincitore, ma sembra convinto che a parità di scelta di gomme le cose sarebbero potute andare anche diversamente.
"Dalle analisi Ducati, la soft e la media erano praticamente sullo stesso piano e ci siamo affidati a questi riscontri per la scelta prima della Sprint. Ieri abbiamo fatto pochi giri per avere un confronto. Io non stavo bene tra un problema di pancia e la mano. Poi, stamattina, abbiamo avuto un problema nel secondo run. Insomma, abbiamo provato proprio poco e ci siamo affidati alle analisi di Ducati. Però Fernandez e Martin hanno fatto una bella scelta, perché ci sono arrivati davanti", ha spiegato, lasciando intendere di essere fiducioso per domani.
La MotoGP di oggi ci ha insegnato che fare pronostici non è mai semplice, ma dopo una giornata come quella di oggi viene difficile credere che le Ducati possano sovvertire l'ordine nella gara lunga. In un derby tutto italiano, una vittoria Aprilia nel Gran Premio d'Italia, proprio nell'anno del centenario dei rivali bolognesi e per di più su una pista che nel passato recente è sempre stata un loro feudo, avrebbe un valore simbolico davvero importante. Anche se la stagione è ancora molto lunga ed apertissima, avrebbe quasi il sapore di un vero e proprio passaggio di consegne...
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