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F1 | Ferrari: c'è un piano per arrivare alla... macchina di Lewis

Cardile ha rassegnato le dimissioni da direttore tecnico del telaio dopo 20 anni trascorsi a Maranello: la Scuderia, a dispetto di ciò che sembra, non è impreparata al cambiamento. Vasseur sta disegnando il Reparto Corse del futuro. La nuova guida tecnica non sarà Serra, ma un "Mister X" che vedremo arrivare solo dopo la sosta estiva.

Meccanici ai box con Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Meccanici ai box con Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

È caos Ferrari? Enrico Cardile ha rassegnato ieri le dimissioni da direttore tecnico dell’area telaio e il ruolo è stato preso da Fred Vasseur ad interim. Il team principal del Cavallino, ancora domenica sera aveva assicurato che l’ingegnere toscano in partenza per l’Aston Martin era ancora regolarmente al suo posto, per tenere in piedi un castello di carte a cui ormai crede solo lui.

L’uscita del 55enne aretino non è certo una sorpresa, Motorsport.com aveva anticipato l’interesse di Lawrence Stroll in maggio per il tecnico cresciuto a Maranello considerato la persona giusta per organizzare il gruppo di lavoro tecnico nella nuova sede del team che è in via di completamento e per portare il know how del Cavallino in materia di macchina agile 2026 e sulla nuova power unit.

Enrico Cardile, Technical Director Chassis Ferrari

Enrico Cardile, Technical Director Chassis Ferrari

Foto di: Ferrari

Cardile, ingegnere di formazione aerodinamica, non è un progettista di F1, ma è considerato un abile organizzatore dell’ufficio tecnico. La sua uscita dalla Gestione Sportiva, per quanto ufficializzata solo ieri, non può essere considerata una sorpresa. Anzi. C’è chi ha letto nel gesto di Vasseur di assumere anche la delega tecnica, una sorpresa, uno smarrimento. Tutte balle. La sensazione, al contrario, è che si stia mettendo in atto il piano che il francese ha in testa da tempo: la definizione di una Ferrari secondo i suoi voleri e quelli del presidente John Elkann.

È vero che Cardile è stato operativo fino all’ultimo ed è vero che si deve assumere delle responsabilità sulla SF-24 che si è inceppata negli sviluppi, ma è altrettanto vero che lo scenario del capo prevede un disegno diverso con figure che si muoveranno subito dopo la sosta estiva.

Sarebbe facile pensare che la soluzione di tutti i guai possa essere Adrian Newey, ma il “genio” inglese non sembra troppo attratto ad andare a Maranello. C’era chi andava sbandierando che l’inglese avesse già firmato. È molto più facile che faccia scadere a fine mese l’opzione siglata con il Cavallino, sebbene gli emissari di John Elkann abbiano rilanciato a livello economico.

Adrian Newey: andrà a Maranello o all'Aston Martin?

Adrian Newey: andrà a Maranello o all'Aston Martin?

Foto di: Alexander Trienitz

Newey vuole essere uno spirito libero, un consulente esterno senza i vincoli della presenza giornaliera nel Reparto Corse. Esserci quando serve per la definizione di una nuova macchina, ma poi defilarsi e seguire i mille interessi che ha maturato negli anni.

Vasseur, quindi, ha assunto il ruolo di direttore tecnico ad interim per non affidare l’incarico a chi c’è già. È evidente che aspetta qualcuno che si deve liberare per rispondere presente. Si tratta di un “Mister X”, perché non sarà Loic Serra, il francese che arriverà il 1 ottobre dalla Mercedes insieme a Jerome D’Ambrosio, il belga che diventerà il vice team principal.

Loic Serra, Ferrari Head of Chassis Performance Engineering, Jerome d’Ambrosio, vice team principal della Ferrari

Loic Serra, Ferrari Head of Chassis Performance Engineering, Jerome d’Ambrosio, vice team principal della Ferrari

Foto di: Ferrari

Serra sarà l’Head of Chassis Performance Engineering, riportando direttamente al nuovo Direttore Tecnico “Mister X”, supervisionando varie aree come la pista, lo sviluppo aerodinamico e quello delle performance. Hamilton ha "segnalato" alcuni nomi e non è detto che arrivino tutti da Mercedes, segno che non arriverà solo il DT. Intanto dalla Red Bull è approdato a Maranello a inizio mese Cedric Sambardier, francese, esperto di compositi che in passato aveva avuto  un'esperienza anche in Sauber.

E Vasseur non lo ammetterà mai, ma tutta l’attenzione è già orientata alla progettazione della Ferrari per Lewis Hamilton. Non viene chiamata con la sigla di progetto, 677, ma con il nome del vincitore di Silverstone che la dovrà guidare l’anno prossimo.

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG

Foto di: Erik Junius

Abbiamo già anticipato che sarà una macchina del tutto nuova rispetto alla SF-24: sospensione anteriore a schema pull rod e il telaio verrà rifatto non solo per avere gli attacchi dei diversi cinematismi, ma anche per impostare una diversa ripartizione dei pesi, con una scocca che sposterà l’abitacolo più indietro, per avere una maggiore distanza fra la ruota anteriore e le pance, seguendo uno schema caro a Red Bull e McLaren.

E la SF-24? La battuta d’arresto con gli sviluppi che hanno debuttato in Spagna sono stati una bella mazzata: la Ferrari da Monte Carlo ha perso competitività, crollando dall’essere la sfidante della Red Bull a quarta forza, scavalcata anche dalla Mercedes.

Carlos Sainz, dopo la delusione di Silverstone, ha spiegato che i tecnici del Cavallino hanno capito dove mettere le mani, per cui la speranza è che ci sia una correzione di rotta di una macchina che all’improvviso non può essere diventata un disastro. Ungheria e Singapore sono segnate in rosso nel calendario, perché sono piste che, almeno sulla carta, dovrebbero restituire alla SF-24 la speranza di tornare a fare bella figura.

Si cercherà di salvare il salvabile, considerato che il budget di sviluppo per questa vettura è ormai stato speso e non si vogliono distrarre risorse destinate alla “macchina di Lewis”. In questo quadro, quindi, si può anche capire il momento di scoramento di Charles Leclerc: il monegasco è entrato in una spirale negativa dalla quale solo lui può uscire. Deve credere nel suo potenziale e nella capacità di battere Hamilton l’anno prossimo. Vasseur, grande amico del monegasco, in questa fase non sta assicurando quel supporto umano di cui Charles potrebbe avere bisogno. Quanto meno non sembra un problema attuale o una priorità, perché evidentemente ci sono scenari più urgenti da costruire.

In una Ferrari che sta cambiando pelle in silenzio, ci sono diverse figure tecniche che hanno cominciato a mandare curriculum in giro…

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