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F1 | Max e Charles a raffica: ecco perché la Q3 è stata anomala

La Q3 del GP del Brasile è stata pesantemente condizionata dal vento che ha cominciato a soffiare in modo irregolare prima della pioggia: oltre a scoperchiare il tetto di una tribuna, ha dato ai piloti la sensazione che in pista non ci fosse grip, rendendo imprevedibile il comportamento delle vettura. Verstappen e Leclerc hanno guidato sopra ai problemi centrando la prima fila, altri piloti hanno pensato di avere un problema e sono rientrati ai box: le condizioni insolite erano improvvisamente proibitive.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Il gioco di parole è banale. Le monoposto di Formula 1 nascono in galleria del vento, e si potrebbe pensare che in presenza di vento siano nel loro habitat naturale. Niente di più sbagliato, e l’ennesima conferma è arrivata ieri nelle qualifiche di Interlagos con i piloti che al termine della sessione hanno descritto delle condizioni mai avvertite prima.

Durante il giro lanciato quasi tutti hanno chiesto di poter tornare ai box credendo di avere un problema alla monoposto, e gli ingegneri hanno dovuto intimare a molti piloti di completare la tornata avendo capito che il problema era uguale per tutti, ovvero il forte vento alzatosi improvvisamente. Il temporale che si è poi abbattuto sul circuito, scoperchiando anche una tribuna, è stato annunciato da forti raffiche che hanno colpito il circuito pochi minuti dopo l’inizio della sessione Q3.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB19

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB19

Che il tempo per completare un giro veloce fosse poco era chiaro, ma per qualcuno lo è stato di più. Max Verstappen è uscito dalla pit-lane dietro Russell, ma non ha esitato a passare la Mercedes cercando di completare l’outlap il prima possibile per non far calare la temperatura delle gomme. “Il mio giro d’uscita è stato abbastanza veloce – ha commentato Max – dopo essermi lanciato nel primo settore sembrava tutto a posto".

"Ma dopo curva 4 la situazione è diventata scioccante, perché vedevo che non stava ancora piovendo ma il vento ha cambiato direzione colpendo soprattutto il settore centrale. La monoposto scivolava da tutte le parti, e via-radio ho chiesto al mio ingegnere ‘cosa diavolo è successo?’. Ero certo che quel giro non mi avrebbe permesso di fare nulla di buono, ma la squadra mi ha detto di continuare a spingere perché tutti stavano lottando con le condizioni. Ma non ho mai sperimentato una cosa del genere, non ho mai sentito il vento avere una così grande influenza sul comportamento della vettura”.

Charles Leclerc precede, Carlos Sainz in qualifica a Interlagos

Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images

Charles Leclerc precede, Carlos Sainz in qualifica a Interlagos

Anche Leclerc ha descritto una situazione simile a quella di Verstappen. Charles è stato autore di un giro molto buono, essendo stato il sesto pilota a transitare sul traguardo. “Come ha detto Max, non ho mai sperimentato qualcosa del genere nella mia carriera – ha confermato - il cambiamento del vento è stato pazzesco. A partire dal secondo settore non c'era assolutamente alcuna aderenza, mi sono ritrovato confuso perché non avevo idea di quanto avrebbe tenuto la monoposto in ingresso curva, però devo anche dire che in un certo senso ha reso le cose… interessanti".

"Per fortuna sono riuscito a gestire la macchina, per un attimo ho pensato di tornare ai box, ero certo che sarei stato decimo con quel giro, ma fortunatamente ho proseguito ed eccomi secondo”. Leclerc non ha rimpianti, considerando che con le temperature che già in Q2 si erano abbassate, le possibilità di puntare alla pole position non sembravano essere molto elevate.

George Russell, Mercedes F1 W14

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

George Russell, Mercedes F1 W14

Tra chi ha avuto più da recriminare c’è George Russell. Il pilota della Mercedes ha percorso l’outlap senza troppa fretta, pagando un prezzo elevato. “È stato assolutamente pazzesco! – ha commentato - non ho mai visto cambiare le condizioni della pista così drasticamente come durante la Q3. Sono rimasto davvero deluso dal mio ultimo giro veloce, mi sono ritrovato con una monoposto che scivolava da tutte le parti, non avevo grip, la sensazione era quella che si solito si avverte su una pista bagnata, ma non avevo gocce sulla visiera. Quando ho visto che ero ad un secondo dal mio tempo della Q2 volevo rientrare ai box per montare un altro set di gomme nuove, ero certo di essere ultimo…”.

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