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Il pilota tedesco è uno dei veterani della griglia della F1, ma di fatto quello con l'Audi è il suo primo programma full factory. Per il momento, tuttavia, non si lascia andare in proclami, e crede che la sua esperienza nell'endurance non sarà troppo utile in questa nuova F1 a 50-50 tra termico ed elettrico, perchè ormai è passato troppo tempo.

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Foto di: Audi

La grande occasione della carriera è arrivata solo a 38 anni, ma Nico Hulkenberg sembra intenzionato a provare a tirarne fuori il massimo. Dopo una vita passata a correre sempre in squadra che potremmo definire di seconda fascia, il veterano tedesco è finalmente entrato a far parte di una struttura factory  come quell'Audi, con la quale per di più condivide anche la nazionalità.

Un progetto che, costruito sulle fondamenta della Sauber, è ancora ai suoi albori, e che si è dato cinque anni di tempo per cominciare a raccogliere dei frutti importanti. Probabilmente, "Hulk" non ha a disposizione tutto questo tempo, ma spera di poter essere parte integrante e fondamentale del percorso che i vertici della Casa degli Anelli sperano li possa portare al vertice della Formula 1. Anche se, dopo aver finalmente raggiunto l'obiettivo del podio nella passata stagione, sognare almeno la prima vittoria è lecito...

E' il progetto più grande della tua carriera?
"Sì, non dico altro".

E' un po' un sogno far parte dell'Audi, che è tedesca come te?
"È sicuramente qualcosa di molto allettante ed emozionante. Ecco perché due anni fa ho deciso di partecipare a questo progetto, molto prima che diventasse realtà, perché ne intuivo il fascino e sapevo come sarebbe stato. Quindi sì, ora vederlo prendere vita, diventare realtà, è bello".

Tre anni fa avevi detto che questa era una sorta di estensione della tua carriera...
"Beh, finora direi che è stata piuttosto di successo. Quando sono tornato nel 2023 con Haas, dove sono rimasto due anni, poi ovviamente mi sono trasferito qui, penso di aver superato le mie aspettative personali e di aver raggiunto diversi traguardi. E continuerò a farlo. Sono molto contento di dove sono, sono felice ed orgoglioso di far parte di questo progetto. Stiamo comunque scrivendo la storia portando Audi in Formula 1, ma ovviamente vogliamo che questa storia abbia successo. E ora sta a noi. Il tempo lo dirà. È solo l'inizio. Sarà una montagna difficile da scalare e ci saranno molte sfide da superare, ma siamo qui per accettare la sfida, affrontarla e portare a termine il compito".

Livrea Audi F1 Team R26

Livrea Audi F1 Team R26

Foto di: Audi

Sei uno dei tre piloti della griglia che hanno esperienza con vetture ad alta rigenerazione. E' vero che hai fatto solo un paio di gare con la Porsche 919, ma pensi che questo ti possa aiutare ad affrontare questo nuovo regolamento?
"No, non credo. Ora è una formula completamente nuova e quello che è successo nel 2015, con quelle auto, non credo che ci sia nulla che possa essere utile qui. È un completo rimescolamento, un foglio bianco, un reset per tutte le squadre e tutti i piloti. E penso che tutti noi dovremo reimparare, ovviamente esplorare queste vetture a partire dalla prossima settimana. Avremo l'opportunità di metterci le mani sopra per la prima volta. E poi, sarà tutto un po' work in progress".

Puoi dirci qualcosa dello shakedown che avete fatto a Barcellona?
"Non posso dire molto perché è un filming day, non c'erano le gomme vere e non abbiamo spinto al massimo. Quindi, purtroppo no. Dobbiamo aspettare".

In base alla tua esperienza finora con il simulatore e quei pochi chilometri percorsi, questo è il cambiamento più grande che hai visto in termini di guida in F1?
"Beh, dobbiamo anche vedere come funziona il simulatore, perché se non lo provi nella realtà, non sai qual è il vero riferimento e quindi non puoi capire se la correlazione è buona o meno. Anche questo ovviamente va visto e verificato. Ma sì, voglio dire, ho attraversato diversi cicli di cambiamenti di generazioni e regolamenti in F1. Questo sarà il più diverso ed estremo? Potenzialmente sì. Ma ne riparleremo la prossima settimana".

Audi ha fissato un obiettivo piuttosto ambizioso per il 2030. Cosa devi fare personalmente per aiutare il team a raggiungere questo obiettivo?
"Dare il massimo in pista e fuori pista, contribuire il più possibile in ogni modo possibile. Ovviamente siamo un team giovane, soprattutto per quanto riguarda il reparto motori: è la prima volta che costruiamo un motore ed un cambio, e questo comporta molte sfide. Quindi, soprattutto all'inizio, penso che la curva di apprendimento sarà ripida, ci saranno molti ostacoli e sfide da superare. E questo fa parte anche del lavoro del pilota: individuare le aree critiche, cercare scorciatoie e soluzioni per questi problemi, dare suggerimenti. Cercherò di essere il più utile e prezioso possibile".

E qual è il tuo obiettivo per il 2026?
"Ottenere buoni risultati, divertirmi e crescere. Progredire nella giusta direzione".

Livrea Audi F1 Team R26

Livrea Audi F1 Team R26

Foto di: Audi

Riesci ad immaginarti a correre ancora nel 2030?
"Non direi che sia impossibile, ma non è qualcosa a cui penso adesso. Non ho un grande progetto del tipo 'voglio smettere in un determinato momento'. Finché sono felice, finché il cronometro va bene, il datore di lavoro è contento... Finché sarà così, continuerò ad andare avanti".

Ma la tua ambizione finale è ancora quella di diventare campione? Perché, voglio dire, se rimani con Audi, se l'obiettivo di Audi è quello di lottare per il titolo nel 2030, o l'ambizione è quella di aiutare il progetto?
"La mia ambizione è entrambe le cose: aiutare il progetto, come ho detto, essere una risorsa preziosa, ma nel frattempo renderlo il più vincente possibile, per la mia carriera personale, ma anche per la storia del team e di Audi".

Pensi che i migliori piloti delle ultime stagioni, come ad esempio Verstappen, saranno tra i migliori anche quest'anno, o potrebbe essere una stagione completamente folle?
"Beh, di solito i migliori piloti riescono sempre a emergere. È per questo che sono i migliori, perché sono più bravi ad adattarsi o più bravi a fare certe cose. Ma ovviamente questo è sempre legato alla competitività e alla qualità del pacchetto. E penso che soprattutto all'inizio potrebbe essere molto più variegato e molto più volatile. Forse anche in termini di costanza, di prestazioni delle squadre da un circuito all'altro, potrei sicuramente immaginare che ci saranno un po' più di alti e bassi, soprattutto nella prima parte della stagione, quando tutti staranno ancora cercando di capire come funzionano le cose ed imparando tutto".

Dato che hai molta esperienza, il team ti chiede cose diverse rispetto a Bortoleto?
"Non credo. Ma le richieste vanno poste subito, anche se poi è solo teoria. Prima di correre, puoi parlare quanto ti pare in teoria, ma la musica inizia davvero solo quando si va in pista".

La pausa invernale è stata molto breve e di solito questo è il periodo in cui i piloti lavorano sul loro fisico. Quanto è stato diverso quest'inverno rispetto agli altri?
"Soprattutto è stato più breve. L'anno scorso siamo stati impegnati quasi fino a Natale. Poi ovviamente Natale e Capodanno sono stati un periodo di pausa. Quindi abbiamo cercato di mantenere le cose stabili, di continuare ad allenarci con costanza, non in modo intenso, ma solo per stare al passo. E ora, ovviamente, guideremo un po' di più del solito nei test, il che è positivo, perché questo migliora la forma fisica rispetto al passato".

Helmet of Nico Hulkenberg, Audi F1 team

Helmet of Nico Hulkenberg, Audi F1 team

Foto di: Audi

Pensi che la pausa invernale sia stata un po' troppo breve?
Penso che, tutto sommato, considerando che le vetture sono così diverse e nuove, fosse prevedibile. Sappiamo da tempo che i test si terranno alla fine di gennaio, quindi era ovvio che ci sarebbe stato un effetto a catena e tutto sarà anticipato. Penso che per noi piloti non sia un grosso problema. Ovviamente è più difficile per i meccanici, gli ingegneri e molti progettisti, perché penso che potrebbero risentirne verso la fine dell'anno".

C'è entusiasmo in Germania per un pilota tedesco con una squadra tedesca?
"Credo che dobbiamo ancora dar vita a questo entusiasmo e dare loro qualcosa per cui entusiasmarsi. Speriamo di riuscirci".

Ti piacerebbe tornare a correre in Germania? Saresti disposto ad impegnarti in prima persona per far tornare la F1 in Germania?
"Sarebbe bello, non c'è dubbio. Penso che non sia qualcosa di imminente, ma mi pare di capire che ci siano alcune trattative in corso, ma non ne so nulla. Penso che non sia una questione politica. Ovviamente ci sono alcuni fattori commerciali che devono essere concordati, e devono solo raggiungere un accordo. Non è qualcosa su cui ho ovviamente un impatto o su cui posso decidere, quindi non è in cima alla mia lista di priorità. Come ho detto, sarebbe bello riaverlo, questo è certo".

Per molto tempo il tuo obiettivo è stato ovviamente il podio. Ora c'è qualcosa di nuovo, come vincere una gara o qualcosa del genere?
"Beh, vincere una gara è un sogno, ovviamente. Il podio è stato raggiunto; vincere una gara è ovviamente un obiettivo, un traguardo, un sogno. Ma si tratta di massimizzare le opportunità e il potenziale della vettura. Tutto dipende da dove partiamo, da quanto saremo competitivi quest'anno. Ancora non lo sappiamo. Quindi, ovviamente, sarebbe un sogno che si avvera. Ma dobbiamo essere un po' pazienti e vedere dove saremo al via della stagione".

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