F1 | La fantasia Alpine non si ferma: a Monte Carlo c'è la batteria di flap sul nolder
La squadra di Enstone ha lanciato in Giappone l'idea di aggiungere un piccolo elemento aerodinamico dietro all'attuatore dell'ala mobile. Nel principato, dopo i flap attivi sono vietati, gli ingegneri di Davis Sanchez hanno proposto una variazione sul tema.
Dettaglio tecnico Alpine
Foto di: Getty Images
All’Alpine va riconosciuto il merito di aver aperto la strada di aggiungere un piccolo flap in coda all’attuatore delle ali mobili. La soluzione si era vista per la prima volta sulla A526 nel GP del Giappone: gli aerodinamici di David Sanchez hanno scoperto che nel volume di regolamento legato al comando dei flap era possibile cercare un po’ di carico, senza penalizzare troppo l’efficienza.
La squadra di Enstone, dopo l’adozione del retrotreno Mercedes (ricordiamo che non c’è solo la power di Brixworth, ma anche la trasmissione e la sospensione posteriore di Brackley), ha fatto un indiscutibile salto di qualità, collocandosi con autorevolezza nel ruolo di “prima degli altri”, al quinto posto del mondiale Costruttori, con un vantaggio di 14 punti sulla Racing Bulls che segue.
Dettaglio dell'ala posteriore Alpine pensata per Monte Carlo
Foto di: Getty Images
Per il salotto di Monte Carlo tutti, tranne la Ferrari, hanno lavorato alla ricerca della massima spinta verticale tenuto conto che la FIA ha vietato l’aerodinamica mobile: l’idea del flap nella zona dell’attuatore posteriore per il Principato è stata sviluppata in modo diverso, e molto creativo.
L’Alpine, detentrice dell’intuizione iniziale, ha cercato di andare oltre, interpretando a modo suo l’esasperazione concessa dal regolamento. La foto di Getty Images, che ci mostra l’ala posteriore vista da dietro, ci regala una visione più completa del concetto elaborato a Enstone: oltre ai due flap verticali carenati nell’attuatore che avevamo già visto a inizio weekend, si possono apprezzare altri tre piccoli elementi che sono apparsi sul nolder nel profilo di uscita dell’ultimo flap.
Si tratta di parti in prototipazione rapida che assicurano un aumento del carico aerodinamico locale. Pierre Gasly, sulla pista che ormai considera di casa, considerato che il GP di Francia non è più in calendario, è riuscito a portare l’Alpine in Q3, portando a casa una preziosa P9, mentre Franco Colapinto, scintillante in Canada, è tornato dietro al transalpino in 14esima piazza.
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