F1 2026 | Carburanti sostenibili: ecco cosa c'è dietro alla rivoluzione che può cambiare i valori in pista
Le regole 2026 segnano una svolta storica per la F1 con l'arrivo di carburanti inediti. Un cambiamento profondo, come confermato da Valeria Loreti di Shell, che coinvolge l’intera filiera produttiva, riporta le benzine al centro della competizione tecnica e che può trasformare la F1 in un laboratorio chiave per il futuro della mobilità sostenibile.
Scuderia Ferrari HP 2025 - Shell Track Lab
Foto di: Shell Motorsport
Tra gli aspetti innovativi che caratterizzano il regolamento tecnico 2026, uno dei più rivoluzionari riguarda i carburanti. È un cambiamento senza precedenti nella storia della Formula 1, visto che ad alimentare le nuove power unit saranno carburanti derivanti da materie prime sostenibili. Una sfida tecnologica invisibile al grande pubblico, ma estremamente complessa per le aziende coinvolte, e così ampia da poter incidere sui valori in campo.
Dopo anni di stabilità in cui i carburanti sono diventati una variabile secondaria, l’argomento ‘benzine’ è destinato a tornare di stretta attualità. Valeria Loreti, Technology Manager di Shell Motorsport, ne è consapevole: la portata del cambiamento è tale da riportare i carburanti al centro della scena. Shell ha celebrato il 75° anniversario dell’inizio della partnership con Scuderia Ferrari, una ricorrenza che coincide con l’avvio del nuovo ciclo tecnico, partito nei laboratori quattro anni fa.
“La prima novità è stata la tempistica a nostra disposizione, una volta congelati tutti i fluidi per la stagione 2022 è scattato il progetto 2026. Siamo partiti, ovviamente, da un foglio bianco, esplorando nuove aree poiché il regolamento FIA prevede che il carburante 2026 sia composto da molecole derivate da feedstock (materie prime) definite ‘advanced sustainable’, cioè sostenibili”. Un addio definitivo al petrolio per aprire la ricerca a nuove materie prime.
Scuderia Ferrari HP 2025 - Shell Track Lab
Foto di: Shell Motorsport
“Le possibilità concesse dalla FIA sono ampie: residui dell'industria agricola e alimentare, rifiuti municipali o plastica riciclata. Per garantire il punto di partenza, la massa organica che contiene il carbonio non deve generare nuove emissioni. La sfida ha richiesto dei grandi cambiamenti, a partire dalla selezione del feedstock per passare ai processi successivi fino alla produzione delle molecole. È fondamentale capire quali processi siano applicabili a un materiale e quanta resa consentano di estrarre. Per questo motivo il nostro team si è ampliato e continuiamo a cercare nuovo personale. In passato avevamo soprattutto chimici che costruivano modelli e macinavano dati, oggi servono esperti nella supply chain, di trading e di certificazione”.
Il concetto di “carburante sostenibile” ha introdotto vincoli che non riguardano solo il prodotto finale, ma l’intera filiera produttiva. Il feedstock non deve essere prodotto appositamente per il carburante, bensì provenire da fonti di seconda generazione. Nel caso di materie prime biologiche, non vengono ammesse coltivazioni dedicate, ma essere residui derivanti dal suo primo utilizzo. Anche i processi di lavorazione prevedono restrizioni in termini di emissioni, incentivando l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili.
“Siamo partiti dall’identificazione del prodotto di scarto da utilizzare – ha spiegato Loreti – poi ci siamo concentrati sul processo. La sfida è stata capire come ottenere molecole chiave per il prodotto finale con il minor dispendio energetico possibile. Non avrebbe senso un carburante sostenibile che richiede molta energia per essere realizzato. Per questo nel regolamento attuale c'è una grossa differenza tra un processo alimentato da energia eolica rispetto ad uno alimentato da fonti fossili”.
Scuderia Ferrari HP 2025 - Shell Track Lab
Foto di: Shell Motorsport
Tra le fasi più delicate del progetto c’è l’adattamento alla power unit che utilizzerà il carburante. “Siamo come un sarto che cuce un abito su misura per il cliente, nel nostro caso Scuderia Ferrari. Prendiamo le misure, ma ovviamente ci sono anche delle limitazioni. Fino alla scorsa stagione l’obiettivo principale era massimizzare performance ed efficienza, oggi si aggiungono le limitazioni derivanti dalla supply chain, dai feedstock e dai processi addottati”.
“Con Scuderia Ferrari abbiamo una collaborazione molto stretta ed un feedback continuo. Ad esempio, noi mettiamo insieme le componenti scelte nelle concentrazioni che abbiamo definito e ricaviamo le caratteristiche del carburante: numeri di ottani, densità, potere calorifico ed altri parametri. Individuiamo i valori migliori per soddisfare le richieste Ferrari, ma se intravediamo un vantaggio non esitiamo a proporre alternative ai motoristi; quindi, è un continuo scambio di informazioni. Quando arriva l’ok per iniziare i test, per noi inizia la fase più delicata, perché i modelli aiutano, ma il banco prova è sempre la risposta definitiva. Anche qui le ore a disposizione sono limitate, quindi è cruciale poter contare su dei modelli affidabili per ridurre al minimo l’utilizzo dei banchi prova”.
I riscontri che arriveranno dalla nuova generazione di carburanti saranno oggetto di grande attenzione sin dai primi test che scatteranno l’ultima settimana di gennaio. C’è la possibilità che un produttore riesca ad ottenere un vantaggio decisivo? Secondo Loreti è presto per qualsiasi previsione. “Tutti siamo partiti da zero e finora ogni produttore si è confrontato solo con sé stesso. Noi, ovviamente, avevamo dei target, ma basati sui nostri prodotti, e posso confermare che siamo tutti molto abbottonati, nessuno si sbilancia”.
Scuderia Ferrari HP 2025 - Shell Track Lab
Foto di: Shell Motorsport
C’è, infine, una sfida nella sfida, che coinvolge i produttori dei nuovi carburanti sostenibili così come la FIA. Per la Federazione Internazionale i riscontri che arriveranno dalla pista serviranno anche per valutare un possibile impiego futuro dei nuovi carburanti nella mobilità ordinaria. Un passaggio chiave per rafforzare il ruolo della Formula 1 come laboratorio in grado di riversare idee e tecnologia nel settore dell’automotive.
“Se FIA e Formula 1 avranno visto giusto, avremo un carburante performante che non richiederà particolari cambiamenti nel setup dei motori. In tal caso, ci saranno tutti i presupposti per accelerare la crescita di questa tecnologia. Lavorare a questo progetto ci ha consentito di comprendere sempre meglio pro e contro, individuando quali possono essere i margini di sviluppo. Siamo ancora in una fase embrionale, ma presto capiremo se ci sono le condizioni per un’adozione su larga scala. Per noi il motorsport è un progetto di ricerca e sviluppo, un investimento in un laboratorio mobile e velocissimo per esplorare nuove frontiere”.
Scuderia Ferrari HP 2025 - Shell Track Lab
Foto di: Shell Motorsport
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