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Analisi
Formula 1 GP d'Austria

F1 | La Ferrari soffre: il bouncing la condanna a quarta forza

Red Bull imprendibile, McLaren e Mercedes decisamente più vicine, ma comunque davanti: questa è la fotografia delle qualifiche della Scuderia nel GP d'Austria. Sainz è quarto con una SF-24 che è migliorata rispetto alla SQ, ma è diventata più difficile da guidare. Leclerc ha provato ad andare oltre il limite da ha fatto degli errori.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

La penalità per track-limit (millimetrica e ancora sub-judice) inflitta ad un inconsolabile Oscar Piastri ha cambiato un po’ la fotografia delle qualifiche della Ferrari. La sostanza resta la stessa, ovvero la Scuderia oggi è la quarta forza, ma una macchina in seconda fila salva un po' un bilancio che resta comunque deficitario.

Fino al Gran Premio di Monaco il trend della stagione di Leclerc e Sainz è stato complessivamente positivo, due vittorie all’attivo e il ruolo di ‘prima dell’altro’, ovvero di Max Verstappen. Negli ultimi tre appuntamenti non è più stato così, il consolidamento della McLaren e il passo avanti della Mercedes hanno ridimensionato le ambizioni della Scuderia.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Tra Barcellona e Spielberg è tornato anche l’incubo del bouncing, proprio quando l’arrivo degli aggiornamenti tecnici era visto come un potenziale colpo di reni in direzione Red Bull. Oggi le gerarchie sono abbastanza chiare: Verstappen e la McLaren davanti, e il tandem Sainz/Leclerc che se la gioca con Hamilton/Russell. La conferma è arrivata dalla gara Sprint così come dalle qualifiche del Gran Premio, e per quanto i margini siano piccoli (i centesimi di secondo sono diventati la nuova unità di misura della Formula 1) se vanno sempre in una direzione un motivo ci sarà.

“Nel complesso abbiamo fatto un piccolo passo avanti rispetto a ieri – ha commentato Vasseur - anche se in verità speravamo di essere un po’ più davanti in griglia. Siamo migliorati nell’ultimo settore ma soffriamo ancora troppo in un paio di curve”.

Come accade da un po' di tempo, ad entrare maggiormente nel dettaglio è stato Carlos Sainz: “È un fine settimana molto complicato, non sembra che abbiamo centrato l’obiettivo negli ultimi due weekend. Sembra che siamo decisamente un passo indietro rispetto alla Red Bull e alla McLaren e in lotta con la Mercedes”.

Dopo la gara sprint nel box della Scuderia hanno deciso di apportare delle modifiche al setup delle monoposto e un miglioramento c’è stato. “I cambiamenti hanno reso la macchina un po' più veloce – ha aggiunto Sainz - ma anche un po' più al limite, ed è stato molto complicato mettere insieme un giro. Sono felice perché credo che ce l’abbiamo fatta, siamo in quarta posizione e se me lo aveste proposto prima delle qualifiche è un risultato che avrei preso”. Il problema maggiore delle due SF-24 si è confermato alle curve ‘7’ e ‘9’, ma in generale il feeling con la monoposto è diventato meno confortevole.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

A pagarne maggiormente le spese è stato Leclerc uscito di pista dopo aver provato un ‘all in’ nel giro finale della Q3. Fino alla curva 4 il monegasco aveva abbassato molto i suoi parziali, ma sono poi arrivati una sequenza di errori che hanno vanificato tutto. “In Q3 dopo un primo tentativo incoraggiante con gomme usate ho sentito delle buone sensazioni e ho provato a spingere al massimo. Purtroppo, ho commesso diversi errori, nelle curve 4 e 6, e così domani dovrò partire sesto”.

In vista dei 71 giri in programma domani per la Ferrari ci sono speranze e timori. “Oggi nella Sprint abbiamo visto che si formano dei treni di vetture con DRS – ha spiegato Vasseur - e se ci si trova nella giusta posizione si può beneficiarne parecchio. L’effetto contrario è che se si finisce in fondo a quel treno è facile surriscaldare le gomme e la vettura in generale. Molto dipenderà dalla partenza e dal primo giro”.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Nella gara Sprint è suonato però anche un allarme che riguarda la tenuta dei freni. Sia Sainz che (soprattutto) Leclerc, sono stati costretti a lunghe fasi di corsa condizionati dal lift-and-coast a causa di un surriscaldamento del gruppo frenante.

Un grattacapo non da poco (e non legato alla fornitura del materiale) considerando che al via del Gran Premio le monoposto caricano (rispetto alla gara sprint) sessanta chili in più di carburante, oltre ovviamente a dover percorrere una distanza tripla. Se la temperatura dei freni esce dal range ottimale di utilizzo il materiale non rispondere come dovrebbe alle sollecitazioni del pilota, un problema che i tecnici della Scuderia dovranno cercare di tamponare in vista della gara. Quello di Spielberg è un tracciato provante per l’impianto frenante e se si ripresentassero i problemi sofferti nella gara sprint per Sainz e Leclerc la domenica diventerebbe un calvario.

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