F1 | Kimi Antonelli brucia le tappe e ripaga il coraggio della Mercedes
Al suo sesto GP in Formula 1, a soli 18 anni, il pilota italiano ha conquistato la pole position per la Sprint di Miami, ripagando il coraggio della Mercedes, che ha creduto subito nel suo talento a dispetto della giovane età. Il piano è averlo pronto l'anno prossimo, per il nuovo regolamento, ma Kimi sta già bruciando le tappe.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Motorsport Images
Nell’hospitality della Mercedes c’è una gioia composta ma intensa. La maggior parte dei componenti di questa squadra ha vinto molto, nel curriculum ci sono stagioni trionfali con festeggiamenti cadenzati dalle tappe in calendario. Con questa premessa ha colpito molto quanto visto ieri a Miami dopo la Sprint Qualifying, una sensazione nuova, palpabile negli abbracci che si sono susseguiti tra tutte le divise in stile ‘Florida’ indossate questo fine settimana.
“È una mini pole”, ha ripetuto più volte Toto Wolff, ma se con le parole il team principal ha provato a contenere eccessi d’entusiasmo, il suo linguaggio del corpo ha detto altro, evidenziando una soddisfazione che arriva da lontano. La prima volta che Andrea Kimi Antonelli è entrato nel box della Mercedes (era il 2018) superava di poco il celebre tavolo dei pugni di Wolff, la storia è tutta li. “Lo ricordo bene – ha commentato Wolff - era in piedi accanto a me nel box, con gli occhi spalancati ed osservava tutto in silenzio. Sembra ieri…”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Motorsport Images
La pole conquistata a Miami è un segnale forte. “Ci voleva”, ha sussurrato Kimi quando si è ritrovato tra gli amici più intimi, perché ad un cavallo di razza il tormentone del ‘processo d’adattamento’ dopo un po' sta stretto. Il giro finale di Antonelli è sembrato un exploit, ma analizzando a freddo è stato il completamento di un lavoro iniziato nella sessione di prove libere. Sulla carta doveva essere un weekend non certo agevole per Antonelli, il format Sprint su una pista conosciuta solo sul simulatore (70 giri ad inizio settimana) non è proprio l’ideale, ma già nella sessione di prove libere Kimi ha confermato un buon passo. Qualche tratto migliorabile (per lo più nella velocità d’ingresso in alcune curve nel secondo settore) ma in generale un adattamento molto buono.
Nulla, però, aveva preannunciato il verdetto delle qualifiche. Antonelli si è confermato secondo in Q1, quarto in Q2 (sempre con gomme medie) poi il passaggio alle soft in Q3. Nel giro che gli ha garantito la pole position Kimi è stato l’unico a percorrere il secondo settore nei tempi delle due McLaren, poi nell’ultima curva ha sacrificato l’ingresso per favorire al massimo la trazione in uscita verso il traguardo. In questo tratto Kimi ha guadagnato più di due decimi su Piastri (non impeccabile nell’ultima staccata) volando verso il miglior tempo assoluto. “Quando ho tagliato il traguardo, ho pensato di aver fatto un buon giro – ha commentato Kimi – poi mi hanno detto ‘pole position’ e…è stato bellissimo! Mi godo un po' questo momento, ma tra poco inizierò a concentrarmi sulla gara di domani”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
C’è da crederci, dopo aver abbracciato tutti i componenti della squadra, Antonelli è tornato nel suo stanzino, poi il consueto briefing con gli ingegneri. Wolff si è trattenuto un po' di più, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. “Diverse persone che sostenevano che il meglio per Kimi sarebbe stato disputare la sua prima stagione in Formula 1 in una squadra come la Williams, ma non abbiamo mai avuto dubbi, volevamo concedergli un anno di preparazione all’interno del nostro team. Lo abbiamo sempre detto, l’obiettivo è portare Kimi ad essere pronto in vista della prossima stagione, quando entreranno in vigore i nuovi regolamenti. Eravamo disposti a correre questo rischio, anche a costo di commettere errori, ed ora il nostro coraggio ci sta ricompensando”.
A diciotto anni, e al suo sesto weekend di gara in Formula 1, Antonelli ha lasciato il suo primo segno. Il percorso che ha davanti è ancora lungo, non mancheranno giorni difficili e periodi intensi, è tutto messo in conto, a partire dalla Sprint che di disputerà oggi. Ma Kimi ci teneva molto a lanciare un segnale, perché chi ambisce a fare la differenza di solito non impiega molto a finire sotto i riflettori, smentendo tutti i trattati scientifici sulla crescita del pilota perfetto. Se si fosse trattato di una normale qualifica, Antonelli avrebbe battuto il record del più giovane poleman nella storia della Formula 1 (ancora nelle mani di Sebastian Vettel) e lo avrebbe fatto di ben due anni e mezzo. L’impressione è che Kimi avrà presto l’occasione per mettere nero su bianco quanto ha già ottenuto in pista ieri a Miami.
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