F1 | Leclerc a muro: "Non è accettabile. 3 freni su 4 non funzionavano, diventa pericoloso"
Il monegasco ha chiuso il Gran Premio di casa contro le barriere all'ultima curva a causa di un problema ai freni, diventati estremamente difficili da gestire in condizioni di Safety Car. Una situazione che si è presentata per tutto il weekend, ma c'è già una soluzione: dalla Spagna Leclerc seguirà la strada tracciata da Hamilton cambiando freni.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Jayce Illman / Getty Images
Alla vigilia era indicato come il grande favorito tra i muretti del Principato, su quelle strade che per lui sono quasi un’estensione del giardino di casa. Invece, per Charles Leclerc è stato un weekend da dimenticare, alle prese con una Ferrari che non ha mostrato quella superiorità sperata e con dei problemi ai freni già emersi in Canada.
Problemi che gli hanno tolto fiducia, creando uno sbilanciamento tra i due assi che, soprattutto quando non riusciva a girare con regolarità, finiva per generare un comportamento diverso da un giro all’altro, al punto da costringerlo a reinterpretare ogni staccata. Difficoltà che si sono sommate fino a portarlo, a pochi giri dal traguardo, a chiudere la sua gara di casa contro il muretto dell’ultima curva.
Prima di rilanciarsi, infatti, Leclerc è andato dritto, finendo contro le barriere. Un incidente che, a suo avviso, era inevitabile, nonostante non avesse applicato particolare forza sul pedale del freno. “Sono estremamente deluso, triste e arrabbiato. Un mix di emozioni negative. Non so quanto posso andare nei dettagli. Ma non è accettabile e i problemi che ho sperimentato con i miei freni… Non è che è difficile, è solo che diventa impossibile in questo momento”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Anni Graf - Formula 1 via Getty Images
i era ipotizzato che l’asfalto che si stava sgretolando e finiva sulla gomma anteriore sinistra potesse aver avuto un ruolo nella dinamica, ma per il monegasco la causa è legata ai freni. “Non darei colpa alla pista, anche se quello non aiuta. Quando i freni funzionavano, anche 4-5 giri prima, sono andato su quella parte”.
“Sicuramente c'è un po' meno grip, ma mi aiutava ad aprire la curva. E quello andava bene, anche se è un po' più scivoloso. Non sono uno che si nasconde dietro delle scuse. E più volte ho preso la colpa anche quando c'erano piccole cose che non erano ottimali, ma fa parte del nostro sport”, ha commentato Leclerc dopo la corsa.
“Oggi, anche riguardando i dati, non potevo fare assolutamente niente. Quando si tocca il freno ha una pressione... Non è neanche frenare. Mettere il piede sul freno e che il freno dietro è come se non ci fosse. Il freno davanti ti dà la doppia coppia frenante che su altri giri. Solo perché non sono nella temperatura giusta, non è buono abbastanza. Ma non è che non è buono abbastanza, è che è al punto dove diventa pericoloso”.
Allargando il discorso, Leclerc è entrato nel dettaglio di ciò che non ha funzionato: a causa dello squilibrio di temperature era come se tre freni su quattro non operassero correttamente. Finché si gira con continuità la gestione del calore resta sotto controllo, ma nel momento in cui si rallenta, per esempio dietro a una Safety Car, la situazione si complica e l’impianto va fuori finestra.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Di solito si prova a spostare la ripartizione per generare più calore, ma su una pista come Monaco, dove si procede lentamente e mancano lunghi rettilinei, diventa difficile riportare l’impianto in temperatura prima della ripartenza. Ed è proprio questo che ha portato Leclerc all’incidente.
“Finché giravamo in maniera continuativa era tutto un po’ inconsistente, ma non c’erano quei problemi. Il problema è stato quando è entrata la Safety Car. Appena è entrata la Safety Car, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. E non sono più riuscito a farli funzionare di nuovo, non funzionava più nulla”, ha aggiunto Leclerc, spiegando come potrebbe essere un problema di usura.
“Ho provato a fare molte azioni in macchina per cercare di aiutare la situazione, ma l’unica soluzione che avevo era non frenare all’ultima curva… e sarei finito a muro in curva 1. Non c’era modo di completare un giro, nessuna soluzione possibile. Quindi analizzeremo tutto. Non so se sia stato un problema di usura: qui succede spesso”.
“Ma tre dei quattro freni non funzionavano. Quello anteriore sinistro funzionava bene, quella anteriore destro lavorava a metà, mentre i due freni posteriori non funzionavano proprio. E quando dico per niente, intendo che dai dati non c’era alcuna decelerazione. Era come se, non so, le pinze non fossero nemmeno montate sulla macchina”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Leclerc ha spiegato anche che esiste già una soluzione, che adotterà dal prossimo Gran Premio di Spagna seguendo la strada intrapresa da Lewis Hamilton tre gare fa. In realtà questa configurazione era disponibile anche per lui già in questo weekend, ma ha preferito restare su un’unità che conosceva per non introdurre ulteriori variabili nel fine settimana su una pista già complessa.
“Non volevo cambiare questo weekend e questo forse è anche colpa mia. Ho pensato che questo fine settimana su una pista come Monaco fosse la scelta giusta iniziare con freni che conoscevo, ma considerando i problemi che ho dovuto affrontare e che non c’era soluzione su una pista come questa…”.
Senza quel problema, Leclerc avrebbe portato a casa un terzo posto che avrebbe potuto trasformarsi anche in una seconda posizione se il team non avesse deciso di richiamarlo ai box per montare gomme più morbide, dovendo però attendere che Hamilton scontasse una sanzione di 5 secondi. Uno scenario che lo stesso monegasco ha faticato a comprendere lamentandosi via radio, ma la sua preoccupazione era soprattutto quella di subire a sua volta una sanzione per aver rallentato troppo.
“Ero molto stressato soprattutto di dover rallentare nella pit lane, perché la direzione gara è stata molto chiara che non potevamo fare quello. E visto che ero troppo vicino a Lewis che doveva scontare 5 secondi di penalità, se avessi rallentato troppo in pit lane sarei stato io a prendere una sanzione. In più, le gomme andavano bene, però alla fine questo è un dettaglio e non avrebbe cambiato niente oggi”.
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