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Motor1.com Italia
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F1 | Hamilton: perché i 50 secondi accusati a Monaco non sono veritieri

Lewis Hamilton ha chiuso il GP di Monaco con un distacco di 51 secondi da Norris e 48 da Leclerc, ovvero il suo secondo peggior gap della stagione dopo quello di Miami. Ma questi numeri non raccontano tutta la verità, perché sulla gara del britannico pesano diversi elementi, tra penalità, traffico e comunicazione poco efficace. Capiamo il perché.

Lewis Hamilton, Ferrari

Se si scorre la classifica del Gran Premio di Monaco, c’è un dato che fa storcere il naso in casa Ferrari: i 51 secondi rimediati da Lewis Hamilton dal vincitore della gara, Lando Norris, che diventano 48 se il riferimento è il compagno di box, Charles Leclerc.

Un gap importante, il secondo peggiore della stagione dopo il minuto accumulato a Miami. Ma se in quel caso il distacco da Leclerc fu di soli pochi secondi, a circa un minuto dalla vetta, a conferma di come il problema di fondo fosse una SF-25 in difficoltà su quei tracciati dove si devono accettare compromessi aero-meccanici per bilanciare curve lente e veloci, a Monaco la storia è diversa.

Non è un mistero che Leclerc sia uno dei piloti più rapidi sui tracciati cittadini, specie nella sua Monte Carlo, dove i risultati dimostrano come sia sempre capace di prendersi rischi ed estrarre qualcosa in più. Un’efficacia tra le stradine del Principato che ha trovato la sua massima espressione in qualifica, dove Hamilton ha chiuso a circa tre decimi.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Su un tracciato ricco di curve lente, il gap più significativo di Lewis sul giro secco è arrivato… nei tratti più rapidi, come l’inserimento alla Massenet, così come al Casinò e al Tabaccaio, curve in cui servono coraggio e precisione per sfrecciare vicino ai muretti, limitando il sottosterzo. È proprio in questi tratti che è emersa la cronica mancanza di fiducia di Hamilton nell’anteriore, già vista altrove.

Ciononostante, il buon comportamento della vettura nel lento gli ha comunque permesso di chiudere con il quarto tempo in qualifica, che si è poi trasformato in una settima posizione sulla griglia di partenza, in seguito a una penalità per aver ostacolato Max Verstappen. Una sanzione che ha complicato tutta la gara.

15 secondi persi per la penalità

Nei primi 17 giri del GP, in cui Hamilton è rimasto bloccato nel traffico di Isack Hadjar e Fernando Alonso a causa della penalità, il sette volte iridato ha accumulato ben 15 secondi da Lando Norris, circa un secondo al giro, ridotti a poco meno di 12 da Leclerc.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Quando anche Alonso è rientrato e Hamilton ha avuto pista libera, i suoi tempi si sono subito abbassati, portandosi in linea con quelli dei piloti di testa. Tanto che, nei giri successivi, in cui l’inglese cercava di completare l’overcut su Hadjar e Alonso, il distacco da Norris è rimasto pressoché invariato.

Il problema è che, a quel punto, Hamilton era già fuori da qualsiasi possibile obiettivo. Tutti i piloti di testa, da Norris a Verstappen, avevano margine sufficiente per fermarsi ed uscire comodamente davanti alla Ferrari. Anche lo stesso Verstappen, ad esempio, poteva gestire la sosta in tutta tranquillità.

A tratti Hamilton ha avuto un buon ritmo, pesano i doppiati

Se si osservano i tempi dal 20° al 29° giro, ovvero quando Norris si è avvicinato al traffico dei doppiati, il gap di Hamilton dall'inglese è rimasto quasi costante, salendo a poco meno di sedici secondi. La scelta di anticipare il pit stop e girare con gomma nuova per qualche giro in più ha permesso a Hamilton di ridurre anche il gap da Leclerc.

Grafico che mostra il gap tra Hamilton e Norris durante GP di Monaco

Grafico che mostra il gap tra Hamilton e Norris durante GP di Monaco

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Ma è proprio in questa fase che emerge il secondo grande problema della sua gara: il traffico. Se Norris è riuscito a liberarsi del gruppetto di doppiati (da Carlos Sainz a Oliver Bearman) in due o tre giri, Hamilton ha impiegato più tempo. Anche perché, nel frattempo, sia Colapinto che Bortoleto si erano riaccodati.

Se prima di incontrare i doppiati Hamilton era a circa 15 secondi da Norris, nel momento in cui ha finalmente superato tutto il gruppo, il gap era salito a circa 30 secondi. A quel punto, ogni possibilità di recupero era definitivamente sfumata.

A metà gara pesa il target dato da Ferrari

In questa fase che Hamilton ha iniziato a esprimere perplessità via radio, chiedendo maggiori informazioni su quanto stesse accadendo in gara. Analizzando il passo nei dieci giri successivi, dal momento in cui è tornato a girare in aria pulita fino alla seconda sosta di Norris, il distacco è aumentato di circa 5 secondi, con un delta di passo di mezzo secondo al giro da Norris e quattro decimi da Leclerc.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Tuttavia, c'è un motivo: in realtà Hamilton ha solo rispetto quel target di 1:15.0 chiesto dalla Ferrari dal 40° giro in poi, per questo è nato un delta così importante. Non avendo nulla da perdere, Ferrari ha scelto di allungare lo stint centrale, in parte “facendo il gioco” della Red Bull, che a sua volta ha potuto estendere con Verstappen tenendolo sempre fuori dalla portata dell'undercut nonostante il traffico.

Ferrari non ha provato a mettere pressione per forzare l'undercut, nemmeno dopo la seconda sosta di Hamilton ed è qui che, probabilmente verificata la maggiore incomprensione tra pilota e muretto. Lo stesso Lewis si è lamentato via radio della mancanza di informazioni.

Invece di spingere per provare a mettere pressione su Verstappen, i primi giri del terzo e ultimo stint sono stati molto lenti, con Hamilton che ha perso altri sei secondi dal vertice, che si sono sommati a quelli persi in precedenza per aver allungato lo stint rispetto a chi si era già fermato per effettuare la seconda sosta.

Mentre Verstappen iniziava a rallentare il gruppo davanti, Hamilton si è ritrovato nuovamente bloccato nel traffico dei doppiati, impiegando sei giri per liberarsi. Il tempo perso a inizio gara per la penalità, quello nei vari doppiaggi e una comunicazione tutt’altro che perfetta hanno avuto un peso importante sui 50 secondi finali.

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