F1 | Aston, il cambio con marce "casuali" preoccupa Alonso: "Se fa come a Miami, finiremo a muro"
Alla vigilia del GP di Monaco, Alonso e Stroll hanno parlato a lungo della guidabilità della AMR26. Una delle preoccupazione riguarda il cambio che soffre di problemi di sincronizzazione sotto una certa velocità e che non risponde come previsto. Per Alonso, se ci fossero gli stessi problemi di Miami, ci sarebbe il rischio concreto di finire a muro.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Aston Martin arriva a Monaco con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita non tanto sul piano aerodinamico o telaistico, quanto sulla Power Unit e su altri componenti della vettura. Sul fronte delle vibrazioni Honda ha compiuto passi avanti, anche se il problema non è ancora del tutto risolto, mentre sul versante della potenza resta ancora molto lavoro da fare, già in ottica ADUO.
Questo però non significa che il tema della potenza sia l’unico ambito su cui intervenire. Anche la guidabilità offre un ampio margine di miglioramento per Honda e Aston Martin, un aspetto chiave su una pista come Monaco, dove la risposta del motore e il comportamento dei vari componenti devono essere il più possibile armonici, ancora più che altrove.
A Monte Carlo non c’è spazio per sbagliare, e non è un caso che i responsabili del progetto F1 di Honda abbiano sottolineato alla vigilia come la guidabilità sia uno degli aspetti su cui hanno concentrato maggiormente l’attenzione in vista del fine settimana del Principato. Ma non è l’unico tema emerso: c’è infatti un altro elemento di cui i piloti si sono lamentati, ovvero il cambio.
Vettura di Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images
Soprattutto da Miami in poi, sia Fernando Alonso sia Lance Stroll hanno dovuto fare i conti con un cambio diventato imprevedibile, al punto che, secondo gli stessi piloti, in alcune fasi la AMR26 arrivava a selezionare le marce in modo del tutto randomico.
Anche Audi ha incontrato problemi di questo tipo, seppur in misura minore. Difficoltà che, in realtà, non devono sorprendere: per la squadra di Silverstone così come per quella di Hinwil è infatti la prima volta che il cambio viene realizzato interamente in casa, senza potersi appoggiare a un fornitore esterno.
“Stiamo faticando con il cambio da Miami. E Monaco non è certo il posto in cui vuoi avere una scalata casuale, con il rischio di un bloccaggio del posteriore o di una spinta improvvisa, perché finisci contro il muro e il pilota fa la figura dello stupido”, ha detto Alonso alla vigilia del GP di Monaco.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
“A volte siamo semplicemente passeggeri: metti una marcia in meno e il motore ti dà una spinta come se fossi a pieno gas. Dobbiamo assicurarci di fare un passo avanti in Canada, e Monaco dirà la verità”, ha aggiunto lo spagnolo, riferendosi proprio al fatto che il cambio può influenzare anche la risposta del motore, in particolare nella fase di decelerazione.
Questo problema può manifestarsi in due modi. Da una parte in allungo, quando non arriva il rilascio di potenza atteso e il pilota avverte una carenza di coppia; dall’altra in scalata, fase in cui la risposta del cambio e del freno motore deve essere impeccabile per evitare che il posteriore si blocchi o reagisca in modo diverso dal previsto, cogliendo di sorpresa il pilota.
Una risposta sbagliata, soprattutto tra i muretti di Monaco, può significare il ritiro ed è un elemento che Alonso ha voluto rimarcare: “Se abbiamo il problema in scalata che abbiamo avuto a Miami, forse non riusciremmo nemmeno a correre, perché finiremmo per andare a muro in uno dei punti di frenata: avresti un tipo di scalata completamente diverso dal previsto”.
Lance Stroll, Aston Martin Racing
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
“Se poi abbiamo problemi di affidabilità come a inizio anno, quando completavamo 8-12 giri o qualcosa del genere, allora essere a Monaco non cambia molto. Dobbiamo mettere insieme tutto”.
Parlando dei problemi legati al cambio, Stroll ha offerto un punto di vista particolarmente interessante ossia che, secondo il canadese, si verifica una perdita di sincronizzazione delle marce, soprattutto ogni volta che si scende sotto una certa velocità. Può capitare nel corso del weekend, e in genere esiste una procedura per far “reimparare” al sistema la corretta sequenza delle marce. Farlo in corsa, però, diventa decisamente più complesso.
Una situazione che a Monaco potrebbe effettivamente verificarsi nella zona più lenta del mondiale, quella del tornantino, dove si scende a velocità poco superiori ai 45 km/h. Non a caso, secondo il canadese, proprio lì ci si aspetta il rischio maggiore di perdere la sincronizzazione delle marce.
“Ci sono molte cose. Con le scalate era andata un po’ meglio in Canada, ma ogni volta che siamo sotto i 40 km/h perdiamo la sincronizzazione di alcune marce. Quindi dobbiamo risincronizzarle. Qui, per esempio, ogni volta che passeremo al tornantino della Loews perderemo completamente la sincronizzazione su alcune marce, e dobbiamo sistemarle di nuovo, con una perdita di tempo enorme ogni volta che succede. È questo il tipo di situazione”.
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