Vai al contenuto principale

Consigliato per te

F1 | Antonelli aveva ribaltato il weekend, poi la batteria ha cancellato tutto

Formula 1
Barcellona
F1 | Antonelli aveva ribaltato il weekend, poi la batteria ha cancellato tutto

F1 | Hamilton, il giorno che aspettava da 17 mesi: la Ferrari ritrova la vittoria e il suo sogno

Formula 1
Barcellona
F1 | Hamilton, il giorno che aspettava da 17 mesi: la Ferrari ritrova la vittoria e il suo sogno

F1 | Antonelli: "Mi sento vuoto, ho perso punti importanti. L'affidabilità è il nostro vero punto debole"

Formula 1
Barcellona
F1 | Antonelli: "Mi sento vuoto, ho perso punti importanti. L'affidabilità è il nostro vero punto debole"

F1 | Elkann: "Grazie Lewis per la prima, grande vittoria con Ferrari. Un risultato importante per i tifosi"

Formula 1
Barcellona
F1 | Elkann: "Grazie Lewis per la prima, grande vittoria con Ferrari. Un risultato importante per i tifosi"

F1 | Rammarico Leclerc: "Sono felice per Lewis e il team, ma vado a casa deluso. Tocca a me fare un passo avanti"

Formula 1
Barcellona
F1 | Rammarico Leclerc: "Sono felice per Lewis e il team, ma vado a casa deluso. Tocca a me fare un passo avanti"

F1 | Wolff durissimo: "Oggi abbiamo perso due volte: male l'affidabilità e anche la strategia"

Formula 1
Barcellona
F1 | Wolff durissimo: "Oggi abbiamo perso due volte: male l'affidabilità e anche la strategia"

F1 | Vasseur: "Non eravamo scarsi 2 gare fa, non siamo campioni del mondo oggi. Terremo lo stesso approccio di sempre"

Formula 1
Barcellona
F1 | Vasseur: "Non eravamo scarsi 2 gare fa, non siamo campioni del mondo oggi. Terremo lo stesso approccio di sempre"

F1 | Hamilton: "Ora capisco cosa vuol dire vincere con la Ferrari. Il titolo? Non è finita qui"

Formula 1
Barcellona
F1 | Hamilton: "Ora capisco cosa vuol dire vincere con la Ferrari. Il titolo? Non è finita qui"

F1 | "Un colpo di genio": come Racing Bulls ha trasformato Monaco per la doppia top 10

In un weekend che sembrava poter essere deciso dalle strategie pensate durante la gara, il "colpo di genio" della Racing Bulls deciso dopo la qualifica ha trasformato il GP creando le circostanze per confermare la doppia top 10. Una tattica estrema, già vista altrove, ma che a Monaco fa parte del gioco, specie quando ci si gioca i punti.

Liam Lawson, Racing Bulls Team

La novità delle due soste obbligatorie a Monaco non ha cambiato il DNA della gara rispetto al passato, rimanendo inevitabilmente legata soprattutto all’importanza della posizione in griglia. Sebbene vi sia stato un po’ di movimento a centro gruppo, in realtà l’unico effetto è stato quello di estremizzare alcune tattiche già viste in passato, sfociate in giochi di squadra necessari per difendere la zona punti.

Se la speranza era che le due soste rendessero più complessa la lettura della gara durante il suo svolgimento, paradossalmente l’andamento del Gran Premio è stato definito da una strategia decisa a tavolino, con quello che Racing Bulls ha definito “un colpo di genio”. Una tattica aggressiva, ma che fa parte del gioco e che era già stata vista in altri GP.

Le buone prestazioni del sabato, con una VCARB02 che si è confermata ancora una volta concreta nei tratti più lenti, hanno permesso di portare entrambe le vetture in top 10 ma, soprattutto, di farle partire piuttosto ravvicinate: un elemento senza il quale la tattica scelta non avrebbe avuto la medesima efficacia.

Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Come Racing Bulls ha ideato la strategia

Racing Bulls aveva già messo in conto che in testa Lando Norris avrebbe mantenuto un ritmo sostenuto, in modo da ridurre al minimo i rischi e provare a creare rapidamente un margine tra sé e gli inseguitori. Questo aspetto, unito alla buona posizione di partenza delle Racing Bulls, ha fornito tutti gli ingredienti necessari per mettere in moto il piano ipotizzato dalla scuderia faentina.

Liam Lawson, che scattava in nona posizione, ha subito iniziato a mettere in atto quanto programmato, ampliando diligentemente il gap dal suo compagno di squadra, partito quinto, fino a creare il margine necessario per dare l’opportunità a Isack Hadjar di fermarsi e rientrare davanti in nemmeno 15 giri.

Ciò ha significato mantenere un ritmo circa un secondo più alto del normale per creare quei quasi 20 secondi necessari per la sosta. Racing Bulls non ha perso tempo e ha subito richiamato Hadjar che, in effetti, è poi rientrato davanti al compagno di squadra. Una mossa scaltra, anche per non dare modo ad Alonso, distante solo pochi secondi, di approfittarne e provare un undercut.

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Perché si è sacrificata la posizione su Hamilton

Il momento più delicato, però, è stato quello del secondo pit stop. A quel punto, per Racing Bulls si sono profilati due scenari: o fare gara su Lewis Hamilton, il che avrebbe comportato un’impostazione strategica diversa, oppure procedere con il piano, rallentando ulteriormente il gruppo per far effettuare subito la seconda sosta ad Hadjar e liberare Lawson, pur perdendo la posizione sul ferrarista.

La squadra faentina ha deciso di mettere al sicuro il sesto posto piuttosto che lanciarsi in una rincorsa a Hamilton, montando le gomme soft ad Hadjar per spingere e ricreare nuovamente quei venti secondi necessari per fermarsi entro pochi giri.

“In teoria si poteva fare anche di più. Il rischio era sicuramente alto, ma la decisione è stata di lasciar andare Lewis [Hamilton] per poter prendere controllo della gara con entrambe le nostre vetture”, ha poi detto Peter Bayer, CEO della Racing Bulls, a Servus TV.

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Avendo solo un set di medie e di hard, dato che si era puntato sulla qualifica, il team sarebbe stato comunque costretto a montare le soft, per cui si è deciso di smarcarle nel modo più rapido possibile. “Dovevamo usare le gomme soft, quindi abbiamo cercato di tenere quello stint il più corto possibile. I ragazzi sono stati perfetti".

Anche gestire Lawson non era così semplice

A quel punto, Lawson ha potuto iniziare a spingere, abbassando il suo ritmo di diversi secondi, andando a sfruttare anche quanto fatto dalla Williams, che ha adottato la stessa strategia per difendere la doppia zona punti con Alex Albon e Carlos Sainz. Il fatto che lo spagnolo abbia fatto da tappo, dando al compagno di squadra la chance di creare la finestra, ha inevitabilmente favorito anche Lawson.

Il neozelandese ha così avuto modo di spingere ed effettuare le sue due soste, con gli strateghi della Racing Bulls bravi nel tenere sempre sott’occhio le mosse della Williams, oltre a mantenere un margine di sicurezza senza fermarsi subito.

Sainz avrebbe infatti potuto cambiare ritmo e tentare di rientrare nella finestra di Lawson, in modo da uscire davanti alla sosta e bloccarlo, dando ad Albon la possibilità di spingere e uscirgli davanti. Su questo fronte, Racing Bulls ha letto la situazione con intelligenza, lasciando un margine di sicurezza per evitare che ciò accadesse.

Liam Lawson, Racing Bulls

Liam Lawson, Racing Bulls

Foto di: Red Bull Content Pool

Nonostante avesse passato il primo quarto di gara facendo da “blocco stradale”, Lawson ha comunque concluso all’ottavo posto, portando al team punti preziosi in ottica costruttori, su un circuito favorevole alle caratteristiche della vettura. Questo lascia comprendere come e perché si trattasse di una chance da non lasciarsi sfuggire.

“I nostri strateghi hanno fatto un lavoro brillante. Abbiamo vissuto la nostra dose di frustrazione con Laurent [Mekies, team principal] per quanto riguarda la strategia, ma oggi hanno davvero avuto un colpo di genio. Il piccolo rischio che abbiamo preso ha sicuramente ripagato. Ancora più importante è che la macchina funziona, il team funziona, e c’è armonia", ha aggiunto Bayer.

Una tattica così aggressiva, addirittura poi estremizzata ulteriormente dalla Williams, può certamente aver generato delle discussioni e non aver messi tutti d'accordo, ma a Monaco fa parte del gioco, perché l'ingegno strategico fa parte di quegli elementi che definiscono una gara. In questo caso è servito a massimizzare la certezza del risultato più che a regalare un risultato non alla portata.

Non a caso, molte squadre hanno ammesso che avrebbero fatto lo stesso, come la Haas, che già aveva adottato questa tattica a Jeddah nel 2024 per portare Hulkenberg in top 10. Una scelta aggressiva, ma che non avrebbe mai funzionato senza un VCARB02 così competitiva tra le strade del Principato.

Leggi anche:
Articolo precedente F1 | Antonelli: "Sorpasso su Bortoleto? Duro ma non scorretto"
Prossimo Articolo F1 | Minardi: "Leclerc non deve lamentarsi di un secondo posto"

Top Comments

Ultime notizie