F1 | Aston ottimista: testate 4 diverse posizioni di guida per risolvere il problema al sedile di Alonso
Il team britannico è fiducioso di aver risolto i problemi che avevano costretto Alonso a ritiarsi durante il fine settimana del GP del Canada. Il fatto che Alonso fosse già a Monaco ha aiutato il team a testare ben 4 posizioni differenti all'interno dell'abitacolo, con lo spagnolo che è tornato alla configurazione del 2025.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
In questa Formula 1 è raro vedere un ritiro che non sia dovuto a un incidente o a un problema legato alla vettura, ma in Canada Fernando Alonso è stato costretto a rientrare ai box per i dolori alla schiena dovuti a una posizione nell’abitacolo non proprio confortevole.
Alonso ha sofferto per tutto il weekend di Montreal, ma il team non è riuscito a migliorare la situazione nonostante le tante modifiche apportate al sedile per tentare di alleviare il problema, reso ancora più complesso dai numerosi avvallamenti e dai passaggi sui cordoli della pista canadese.
Uno scenario che, secondo Mike Krack, responsabile Aston Martin, dipende dalla posizione di guida e dalla forma del sedile. Fortunatamente, i primi correttivi sono stati introdotti già a Monaco, lavorando soprattutto sul sedile stesso per rendere più confortevole la posizione in macchina ed evitare punti di pressione troppo dolorosi, che a Monaco avrebbero potuto peggiorare.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Abbiamo lavorato un po’ la settimana scorsa con riunioni online, cercando di trovare una posizione diversa in macchina. E poi martedì, visto che vivo qui, per me è stato molto semplice passare dal garage e lavorare un po’ nel pomeriggio. E sì, abbiamo provato tipo quattro posizioni diverse”, ha raccontato Alonso giovedì a Monaco alla vigilia del Gran Premio.
“Ci sono sempre piccole differenze nei nuovi sedili che realizzi, in un nuovo spazio abitacolo. Uno o due millimetri di angolo diverso o un punto di pressione differente sotto la zona del fianco, o qualsiasi altra cosa, possono andare a comprimere qualche nervo. E allora inizi a perdere sensibilità. Ed è quello che è successo. Penso che, se mi sedessi in garage su sedili diversi degli ultimi tre o quattro anni, non noterei nulla, perché sono così simili. Ma poi, dopo 20 o 30 giri, puoi iniziare ad avvertire la differenza”.
Il sedile di una monoposto di F1 viene modellato con estrema precisione sul corpo del pilota, partendo da una colata iniziale ottenuta facendolo sedere in un sacco contenente una miscela di schiuma. Questa forma diventa poi la base per la realizzazione in composito di carbonio del guscio definitivo. Ma il problema dell’Aston sembra essere legato a scelte troppo aggressive.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Come aveva spiegato Krack in Canada, nella progettazione della monoposto i tecnici hanno spinto per una posizione più reclinata rispetto al passato, con l’obiettivo di abbassare il baricentro e ridurre l’esposizione del casco del pilota al flusso d’aria. Questo ha però creato problemi di pressione che risultavano molto fastidiosi per la schiena in alcune circostanze.
Un problema che Alonso sperava di poter individuare prima, ma è anche vero che nei test, a causa dei tanti problemi alla Power Unit, Aston non ha potuto girare con continuità, limitando a pochi giri consecutivi i run. Anche nei primi appuntamenti i piloti avevano faticato a concludere la corsa, con lo spagnolo che in Cina si era ritirato per le eccessive vibrazioni.
Fortunatamente, il problema del sedile è più semplice da risolvere e si può intervenire in vari modi, tanto che Alonso ha testato più soluzioni prima di tornare alla posizione del 2025: “Abbiamo cambiato molto rispetto al Canada. Quindi sono molto tranquillo, ottimista, perché il problema del Canada, dove ero molto a disagio e con dolore, ora non c’è più. Siamo praticamente tornati alla posizione del sedile del 2025. Quindi, di fatto, siamo tornati a una base conosciuta. Niente di sperimentale".
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Krack ha spiegato che la posizione è leggermente più alta rispetto all’ultima gara. Il fatto che Alonso si trovasse già a Monaco è stato particolarmente utile, perché ha permesso di provare più soluzioni che, a ogni modo, richiedono di intervenire a cascata su altri elementi. Non a caso, il team non sarebbe sorpreso di dover apportare altre piccole modifiche, ma è logico che certe cose si notino più quando la macchina è in movimento e affronta gli avvallamenti che quando è statica.
“Martedì è stato fatto davvero tanto lavoro, con molte varianti. Ora, la guida è il vero test. Quando ti siedi staticamente non è sempre la stessa cosa, ma penso che abbiamo fatto un piccolo passo nella direzione giusta. Era moderatamente fiducioso che ci sarebbe stato un miglioramento, ma non mi sorprenderebbe se dovessimo fare qualche ulteriore ritocco nelle sessioni per metterlo davvero a suo agio”, ha aggiunto Krack.
“Non puoi semplicemente cambiare una sola cosa, perché poi devi modificare i pedali, controllare l’altezza regolamentare e tutti questi aspetti, la distanza del volante. Quindi non è mai un singolo elemento. È un insieme completo di cambiamenti, e questo lo rende un po’ complicato se non hai ancora guidato”.
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