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Analisi

Bottas: come finire in un... buco nero

Il finlandese sta vivendo una stagione in Mercedes molto diversa da quelle precedenti: sa di non essere in lizza per un rinnovo del contratto (il suo posto è promesso a Russell), non deve puntare a traguardi troppo ambiziosi altrimenti toglie punti a Hamilton nel duello con Verstappen, ma non può nemmeno tirare i remi in barca perché rischia di essere sostituito. Eppure sarà l'uomo determinante per conquistat dell'ottavo titolo Costruttori.

Valtteri Bottas, Mercedes

Qual è il destino di Valtteri Bottas? Il finlandese è terzo nel mondiale piloti con 47 punti. Dopo quattro GP ha collezionato tre terzi posti e un ritiro a Imola grazie al crash causato da George Russell.

Il bottino di Valtteri è pingue rispetto agli ultimi due anni e solo nel 2018 aveva totalizzato a parità di periodo 48 punti, ma nel suo ruolino di marcia vantava un secondo posto che oggi non c’è nel suo ranking.

Il fatto nuovo è che non c’è ancora una vittoria nel suo carniere, mentre Bottas si è sempre fatto apprezzare per le sue ottime partenze di stagione per poi perdersi nel confronto diretto con Lewis Hamilton.

Stare al fianco di un fuoriclasse come l’epta campione non è facile, perché la differenza di talento è palese, eppure ogni anno Valtteri ha una capacità straordinaria di azzerare tutti i parametri mentali per ricominciare una nuova stagione con le motivazioni di chi, almeno all’inizio, prova a sfidare il suo “capitano”.

Nel giro secco a volte riesce a sorprendere Lewis, la pole in Portogallo lo sta a dimostrare, ma in questo campionato lo scenario intorno a Bottas è molto cambiato e può condizionare pesantemente il suo rendimento.

Valtteri sa di essere un pilota a scadenza. Se l’anno scorso si era meritato il rinnovo del contratto anticipato con un congruo aumento di stipendio (15 milioni di dollari) concesso direttamente da Ola Kallenius, presidente Daimler AG, adesso è consapevole di non rientrare più nei piani della Stella, perché l’anno prossimo al fianco di Lewis ci sarà George Russell.

Il ragazzo inglese non può essere mortificato oltre (tre anni di “esilio” alla Williams sono tanti), anche perché nel GP di Sakhir dello scorso anno aveva dato una chiara dimostrazione della sua classe cristallina sulla W11 lasciata libera da Hamilton alle prese con il COVID.

Quella gara in Bahrain è stata uno spartiacque nella carriera di Bottas, una mazzata che peserà sul suo futuro. Lo aveva battuto di un soffio in qualifica, ma in gara le aveva prese sonoramente dall’impenitente ragazzino, fintanto che non c’è stato il caos al pit stop.

Il nordico d’un colpo è stato declassato nelle gerarchie della F1: non era più lo sfidante principale al titolo del Re Nero, ma il suo “maggiordomo”, fedele compagno di squadra. A complicare le cose bisogna aggiungere il fatto che la Mercedes W12 non è parsa subito la miglior monoposto del Circus, sovrastata dalla Red Bull RB16B nei test colletivi pre-campionato.

Addirittura il favorito per il titolo sembrava Max Verstappen, finalmente in grado di incrociare i guantoni non per un round, ma, forse, per l’intero combattimento. E così sono cambiate anche le gerarchie all’interno del team di Brackley: certo i due piloti iniziavano la stagione con pari opportunità sportive e tecniche, ma era evidente a tutti che sarebbe stato Lewis a dover rintuzzare le scorribande della Red Bull.

Hamilton ha mantenuto fede al suo ruolo, costruendo un 3 a 1 su Verstappen che la dice lunga sulla grandezza dell’inglese, capace di centrare il bersaglio grosso anche in una situazione di sospetta inferiorità tecnica. Ma per Bottas, incapace di inserirsi nel duello rusticano fra i due top, la situazione si è fatta ancora più complicata.

Velocissimo nel giro secco, in gara Valtteri soffre le battaglie ruota a ruota e, spesso, è avversato da problemi tecnici che statisticamente non toccano mai il compagno di squadra, esente da qualsiasi guaio. È il “Calimero” della Mercedes, anche se è in grado di dare un contributo determinante alla conquista dell’ottavo titolo mondiale Costruttori.

Non ha solo Hamilton da battere, quest’anno deve fare i conti con uno scatenato Verstappen con la Red Bull e il “fantasma” di Russell, che poi fantasma non è perché si è fatto sentire eccome nel crash prima del Tamburello a Imola.

Cosa può fare Valtteri? Non può ambire a un rinnovo con Mercedes perché di fatto è già fuori dalla porta, ma può sperare che per il futuro gli venga assicurata una sistemazione adeguata al suo rango, magari all’Aston Martin, grazie all’intercessione di Toto Wolff con Lawrence Stroll.

Ma per chiudere questo tassello non deve esasperare la situazione: domenica Bottas, quando ha visto arrivare il “caccia” Hamilton in rimonta su Verstappen non si è messo di lato facilitando il sorpasso del compagno, ma è rimasto in traiettoria rendendo dura la vita a Lewis che si è dovuto prendere qualche rischio per portare a termine il sorpasso, dopo aver lasciato per strada qualche decimo.

Il fatto non ha determinato cambiamenti nel risultato finale (Lewis ha infilato Max prima delle simulazioni Mercedes…), ma il gesto di “ribellione” non è sfuggito ai vertici Mercedes che non hanno gradito affatto.

Toto ne ha discusso con Bottas, aggiungendo altri paletti a una stagione sempre più in salita per il finlandese. Valtteri è consapevole di avere un ruolo importante nel “duel”: la Mercedes è in grado di giocare strategie di gara con un attacco a due punte contro il solo Verstappen della Red Bull, almeno fino a quando Sergio Perez sarà relegato a posizioni di rincalzo, ma non potrà più alzare la testa per rivendicare diritti che ormai ha perduto.

Le voci che la stampa inglese ha messo in circolazione che lasciavano presagire una sostituzione precoce di Valtteri con George sono state smentite in modo netto dalla Mercedes (“c’è solo una squadra che si comporta così, ma non siamo noi” è stata la replica piccata di Bottas a chi gli chiedeva lumi sulla questione), ma è indubbio che il finlandese non si trovi in una “Comfort zone” come negli anni passati: se proverà a vincere delle gare per ribadire il suo valore, rischierà di rubare punti preziosi a Lewis e, quindi, dovrà farsi da parte.

Se reagirà mostrando orgoglio rischierà di essere fatto fuori prima del tempo, esattamente come se non avrà un rendimento adeguato alle aspettative. Insomma, comunque si comporti Bottas è destinato a finire sulla graticola. Ma è giusto?

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