F1 | Red Bull privilegia la velocità di punta perché il suo "carico" è Max
La squadra di Milton Keynes ha fatto la scelta coraggiosa di scaricare le ali della RB21, ma è stata ripagata perché Verstappen ha tirato fuori un'altra prestazione da fuoriclasse e firmato la pole. E in gara avere tanta velocità di punta può aiutare con i trenini DRS. In casa McLaren non badano a Max, ma si concentrano sul duello interno.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images
Quando il gioco si fa duro Max Verstappen sale in cattedra. L’equilibrio dei valori tecnici constatato dopo la terza sessione di prove libere è stato confermato anche in qualifica, un livellamento tale da rendere i piloti la variabile più importante per fare la differenza. Era stato così anche a Suzuka, pista che non a caso ha caratteristiche simili a Silverstone. Anche in Giappone, la Red Bull e Verstappen avevano iniziato il fine settimana con una monoposto difficile da guidare a causa di un sottosterzo accentuato, poi nel momento in cui serviva fare la differenza il bilanciamento era risultato perfetto.
“Sapevamo che se fossimo riusciti a eliminare il sottosterzo saremmo stati tra i primi – ha commentato Helmut Marko – e passo dopo passo il bilanciamento è migliorato. Abbiamo fatto una piccola modifica dopo il primo run in Q3, e poi…è arrivato il fattore Max: un giro incredibile, ancora una volta impeccabile”. È un incastro che a volte sembra magico, in Red Bull non manca il coraggio per scelte tecniche coraggiose (oggi la monoposto è stata configurata con un carico aerodinamico molto basso) poi Max ci mette il resto. “Siamo riusciti a migliorare molto la macchina – ha confermato Verstappen - abbiamo tolto quasi tutto il sottosterzo che avevamo venerdì e questo mi ha permesso di spingere di più. Il sottosterzo in Formula 1 è un grosso problema, dovevamo cercare di minimizzarlo e ci siamo riusciti”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Max fa sembrare tutto facile, ma ancora una volta il suo giro è stato impeccabile. Non c’è solo Verstappen in queste performance, è giusto sottolinearlo, ma senza di lui non sarebbero possibili. Quando serviva (nell’ultimo ‘run’ della Q3) ha abbassato il suo tempo di quattro decimi, risultando il più veloce in assoluto nel primo e secondo settore. “Non è stato proprio semplice – ha spiegato – soprattutto a causa del vento. La macchina si muoveva molto sui rettilinei, a volte era un po' imprevedibile, ma per fortuna in quell'ultimo giro tutto è andato bene. Ho dovuto impegnarmi molto nei tratti ad alta velocità a causa del basso carico aerodinamico, ma ha funzionato”.
In vista del Gran Premio ci sono due scenari. In caso di pista asciutta in casa Red Bull c’è molto ottimismo. “Max è andato molto bene nei long run di venerdì – ha commentato Marko – e se le temperature saranno basse come in qualifica ci avvicineremo alla gara con fiducia. Se Max al via riuscirà a tenere il comando, credo che potremo gestire al meglio la situazione”. La Red Bull ha scelto di privilegiare la velocità di punta per difendersi dal probabile DRS degli avversari, cercando l’equilibrio minimo per non compromettere la stabilità del retrotreno, un aspetto fondamentale per la gestione degli pneumatici. “Vedremo come sarà il meteo – ha confermato Verstappen - la velocità in rettilineo è sempre un buon bonus, ma bisogna comunque gestire le gomme, non sarà tutto scontato”.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
In casa McLaren badano a marcarsi tra loro più che a Max
Se però la gara dovesse prendere il via sotto la pioggia, per Verstappen non mancheranno le difficoltà e la sua gara diventerà in ripida salita. Lo sanno bene in McLaren, ma quando è stato chiesto a Norris (seduto al fianco di Max nella conferenza stampa tenutasi dopo le qualifiche) cosa prevede in caso di pioggia, Lando si è sfilato dal ruolo di chi potrebbe trarne beneficio. “Probabilmente la pioggia andrebbe bene alla Ferrari, visto che hanno il maggior carico aerodinamico tra le monoposto del gruppo di testa, ma non escluderei neanche la Mercedes”.
Il tandem papaya non ha mostrato segni di grande disappunto per aver mancato la pole, ormai Norris e Piastri sono entrati nella fase di stagione in cui la bontà del risultato si basa quasi esclusivamente sul battere il compagno di squadra. In quest’ottica il primo verdetto del weekend va a Piastri, balzato alla ribalta un po' a sorpresa dopo delle prove libere in cui era sembrato distante da Norris. Ma ormai questa sembra una specialità di casa Oscar. I due domani si marcheranno a vista e questo potrebbe fare il gioco di Verstappen. Ma quando si lotta per il mondiale tutto finisce in secondo piano, la priorità è chiudere il fine settimana con un bottino di tappa migliore del tuo primo avversario, soprattutto se indossa gli stessi colori.
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