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F1 | Max: "Modifiche ai motori 2027 bloccate? Continuare così per me non è sostenibile. Se mi ritiro, non torno"

Il muro di alcuni costruttori sulle modifiche ai motori 2027 ha generato polemiche e malumori nel paddock, tra cui quelli di Max Verstappen. L'olandese ha spiegato che se gli interventi non dovessero andare in porto è pronto a considerare un futuro lontano dalla F1, dove non tornerebbe più, ma spera che la FIA possa spingere per il cambiamento.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

È stata una di quelle giornate difficili da decifrare per Max Verstappen, sesto in qualifica davanti al compagno di squadra e a pochi millesimi dalla Ferrari di Lewis Hamilton. Già ieri l’olandese aveva lamentato una vettura fin troppo ballerina, con un saltellamento costante che gli impediva di spingere davvero in frenata e di anticipare l’apertura del gas.

Oggi la situazione è cambiata, ma con il calo delle temperature non è mai riuscito a far funzionare l’asse anteriore, arrivando più volte al bloccaggio. Il vero pensiero di Max, però, va oltre le qualifiche e il risultato di questo weekend: riguarda il suo futuro in F1, con un orizzonte che resta appeso a un filo sottile, pronto a spezzarsi.

Poche settimane fa i costruttori avevano trovato un accordo per intervenire sulle Power Unit già dal 2027, aumentando la potenza della parte termica e riducendo quella elettrica per superare quel rapporto paritario al 50% che tante polemiche aveva generato. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale si è rapidamente raffreddato: i costruttori hanno già alzato le barricate su diversi punti ancora privi di un’intesa.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Divisioni su tempi, budget e sulla validità dell’ADUO stanno mettendo concretamente a rischio la possibilità di modificare le Power Unit già dal prossimo anno, al punto che sul tavolo c'è l’ipotesi di rinviare gli interventi più significativi al 2028, limitandosi a piccoli aggiustamenti per il 2027. Uno scenario che ha inevitabilmente generato malcontento tra i piloti, che da mesi spingono per un cambio di rotta. E tra le voci più insistenti c’è proprio quella di Max Verstappen.

Sin dai test invernali l’olandese ha spinto per introdurre modifiche sostanziali a un regolamento che lui stesso aveva definito una “Formula E su steroidi”. Proprio per questo la decisione dei costruttori di ribilanciare la Power Unit verso un rapporto 60/40 tra parte termica ed elettrica a partire dal 2027 era stata accolta con favore dal 4 volte iridato.

Giovedì Verstappen aveva definito il passaggio al rapporto 60/40 “un passo molto positivo” nella direzione giusta, e anche il suo team, Red Bull, si era detto favorevole a una modifica regolamentare già dal prossimo anno. Ma con il rischio che la proposta venga ora bloccata dall’ostruzionismo di alcuni costruttori, l’olandese ha chiesto alla FIA di intervenire e spingere affinché il processo vada avanti.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

“Ovviamente sono d’accordo. E sarebbe meglio per lo sport nel suo complesso”, ha detto Verstappen quando gli è stata riferita la posizione di Carlos Sainz, direttore della GPDA, che giovedì ha chiesto alla FIA di rimanere ferma sulla sua posizione e spingere per un cambiamento nel 2027, senza che venga di fatto ostacolato dall’opposizione di alcuni dei costruttori più restii a intervenire.

Più volte nel corso dell’anno Verstappen ha lasciato intendere di essere pronto al ritiro qualora le cose non cambiassero entro il 2027. E dopo questo primo dietrofront sul cambio regolamentare, l’olandese ha rincarato la dose, lasciando intendere tra le righe che affrontare un altro anno con queste normative non sarebbe per lui un’opzione plausibile. Un messaggio che, di fatto, apre ancora una volta allo scenario del ritiro.

“Se le cose restano così, il prossimo anno sarà molto lungo, cosa che non voglio” – ha aggiunto Max -. “Posso dirvi che se le cose restano così, allora… vedremo. Per me, mentalmente, non è sostenibile continuare in questo modo, assolutamente no”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Quando gli è stato chiesto se, nel caso la proposta venisse bocciata, sarebbe disposto a prendersi un anno sabbatico, Verstappen ha risposto con un “no” secco, aggiungendo che qualora decidesse di ritirarsi, sarebbe una scelta definitiva: non tornerebbe più in Formula 1, preferendo dedicarsi ad altro. 

È chiaro che in questo momento Max sta provando a mettere pressione, soprattutto alla FIA (e indirettamente anche alla F1) che dovrebbe forzare sui costruttori, così come hanno già fatto altri alla vigilia del weekend. È altrettanto chiaro che il suo è il richiamo di un pilota spinto dal forte desiderio di ritrovare una Formula 1 più vicina a quella che vorrebbe davvero, supportato anche da una Red Bull che sarebbe favorevole alle modifiche. 

Dopo dieci anni nel paddock, Verstappen non è sorpreso che la proposta di modifica regolamentare sia diventata un tema politico, anche se spera che gli interventi promessi possano comunque andare in porto, anche con il sostegno della Federazione. 

“Questa è la Formula 1. È semplicemente così. Ed è un po’ un peccato. Cerchiamo di restare positivi. Stiamo ancora lavorando per ottenere questi cambiamenti. E ovviamente chi in questo momento ha un piccolo vantaggio cercherà di rendere le cose difficili. Ma se la FIA sarà forte, e anche la F1 dal lato della gestione, allora devono semplicemente farlo”.

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