F1 | Verstappen, RB22 troppo ballerina: "I miei piedi volavano persino via dai pedali"
È stato un venerdì difficile per la Red Bull, con le due vetture di Milton Keynes che scatteranno dalla quarta fila. Nello specifico, Verstappen si è lamentato della poca stabilità della RB22 sulle sconnessioni, tanto che la maggior parte del gap accusato nasce nelle zone guidate dove occorre avere fiducia e sfruttare i cordoli.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Clive Mason / Getty Images
Se c’è un aspetto su cui Max Verstappen si è lamentato più volte in questa stagione è la mancanza di stabilità della Red Bull. Anche a Miami, la sua miglior gara dell’anno, nelle prove libere il pilota olandese aveva segnalato più volte un movimento eccessivo della monoposto, soprattutto in frenata, una fase in cui la precisione è fondamentale.
Qui il discorso è un po’ diverso, perché Montréal resta pur sempre un tracciato cittadino, e questo significa dover fare i conti con le numerose asperità dell’asfalto, ricco di dossi e avvallamenti in diversi punti del giro. Se a questo si aggiunge che in Canada è necessario sfruttare molto i cordoli, diventa ancora più evidente quanto sia fondamentale avere una vettura stabile.
Qualcosa che è mancata a Verstappen per tutta la giornata di venerdì e questo complica molto le cose, perché faticare dal punto di vista della stabilità, con una macchina che tende a scomporsi, significa che è difficile trovare quel comportamento costante e prevedibile necessario per poi estrarre quegli ultimi decimi nel momento decisivo della qualifica.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Non è la prima volta che la Red Bull soffre questo tipo di problematiche: anche negli anni passati i piloti si erano spesso lamentati di alcune caratteristiche della vettura in Canada, così come a Monaco e Singapore, piste dove la stabilità meccanica ha un peso preponderante. Certo, il contesto era leggermente diverso, perché allora si trattava anche di far funzionare il fondo a quote molto basse, ma il concetto di base resta simile.
Ed è anche per questo che Verstappen non si sorprende del settimo posto nelle qualifiche sprint, finendo anche alle spalle delle due Ferrari, che ci si aspettava potessero soffrire maggiormente sul giro secco su una pista come questa, dove la potenza della Power Unit ha un peso rilevante nella ricerca del tempo sui rettilinei.
Sebbene sugli allunghi la RB22 sia stata più competitiva della SF‑26, il tempo perso tra il primo e il secondo settore, soprattutto nelle zone più guidate, ha reso impossibile per Verstappen mettersi alle spalle almeno una delle due Ferrari. Anzi, alla luce dei problemi riscontrati dall’olandese, non sorprende che le aree più critiche siano risultate il tratto in discesa tra curva 3‑4, la chicane 5‑6 e la chicane 8‑9, punti in cui si fa un uso particolarmente intenso dei cordoli.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Non sono sorpreso [della posizione]. La sensazione in macchina non era per niente buona. Ho faticato molto con il comportamento della vettura sulle sconnessioni. Su tutti i dossi non riuscivo a mettere giù il piede sull’acceleratore. In realtà i miei piedi volavano persino via dai pedali. Questo ha reso tutto molto difficile in termini di costanza, ed è qualcosa che dobbiamo investigare”, ha detto il quattro volte iridato dopo le qualifiche, spiegando come faticasse anche a tenere il piede sull’acceleratore.
“Non è stato un gran risultato. Per la sprint siamo ovviamente bloccati con questo assetto, però ci sono altre cose da capire e speriamo di sistemarle un po’ meglio in vista della qualifica”.
Il parco chiuso verrà riaperto prima della sessione di qualifica del sabato, il che significa che la Red Bull può teoricamente ancora raddrizzare il proprio weekend trovando una finestra di funzionamento migliore. Secondo il direttore tecnico Pierre Waché, il team ha quantomeno alcune idee su cosa vada migliorato: la sprint complica un po’ i piani perché riduce la possibilità di fare esperimenti, ma la possibilità di intervenire nuovamente sulla vettura prima delle qualifiche offrirà margine per cercare soluzioni diverse.
“Abbiamo individuato una direzione da seguire, ma portare la gomma nella finestra ideale è stato piuttosto difficile. La sprint qualifying non è andata come speravamo. Abbiamo avuto un problema con Max, perché la prestazione della vettura è peggiorata man mano che la sessione procedeva, quindi dobbiamo capire cosa sia successo”, ha aggiunto Waché.
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