F1 | Niente è ciò che sembra nella sfida fra Red Bull e Ferrari
Le prove libere non ha chiarito i valori del Belgio: i due sfidanti del mondiale dovranno partire indietro per il cambio di motore, ma come loro ci saranno molti altri piloti a fare altrettanto, per cui non sarà facile costruire la griglia con le penalità. Verstappen è stato il più veloce nel giro secco e nel (mini) long run, ma c'è il dubbio che abbia usato meno benzina per coprire gli effetti della TD039. E anche la sfida per la vittoria fra Sainz e Perez inizia con le carte coperte. La Mercedes non sembra un outsider.
Al di là di quelli che saranno gli esiti delle qualifiche di domani, ci vorrà un po' di tempo per stilare la griglia di partenza del Gran Premio del Belgio in programma domenica. La pioggia di penalità arrivata oggi a Spa (a causa dell’utilizzo di nuove power unit e trasmissioni) coinvolgerà metà dei piloti al via, e da qui la necessità di prendere carta e penna per procedere al calcolo della graduatoria sulla base delle posizioni da scontare.
A rendere più pepata la vigilia della gara belga c’è la presenza nel gruppo dei penalizzati sia di Max Verstappen che di Charles Leclerc, arrivati a Spa già consci di dover iniziare il Gran Premio dalle retrovie.
Uno scenario inedito, che vedrà l’attenzione divisa tra chi realmente partirà in prima fila e i due protagonisti principali della stagione che scatteranno nelle ultime file. Questo è ciò che vedremo domenica, ma intanto oggi le penalità non hanno influenzato i riscontri di giornata, e la classifica ha proposto Verstappen e la Red Bull in grandissima forma.
Quando il leader del mondiale ha stampato il crono che sarebbe poi risultato il migliore della sessione FP2, l’ingegnere di Leclerc ha comunicato il tempo al monegasco: “Charles, Max ha girato in 1’45”507”. Dopo una pausa Leclerc, comunque secondo ma a 0”862 dall’avversario, ha commentato lapidario: “Veloce, molto veloce”.
Charles Leclerc, Ferrari F1-75
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Le condizioni atipiche di oggi potrebbero aver giocato a favore di Verstappen, sempre molto a suo agio in condizioni di basso grip, e c’è chi sostiene che la Red Bull abbia girato con un po' meno benzina rispetto al solito per mascherare la perdita di performance conseguente all’entrata in vigore della direttiva TD39.
Verstappen è risultato particolarmente veloce nel secondo settore, grazie anche ad una soluzione con maggior carico aerodinamico, impressione confermata da velocità di punta non particolarmente impressionanti. Sulla veridicità di queste voci ci sarà una risposta definitiva nelle qualifiche di domani, ma al momento resta una classifica che ha confermato uno dei migliori venerdì della stagione per Verstappen e Red Bull.
Le simulazioni di gara sono state molto brevi a causa dell’arrivo della pioggia che ha ridotto di dieci minuti la sessione FP2, e le indicazioni arrivate dai run (che non hanno superato i 4 o 5 giri) hanno confermato Verstappen con un margine più ridotto rispetto alle due Ferrari.
In ottica gara c’è stata molta attenzione sulle performance di Sainz e Perez, di fatto le ‘punte’ su cui conteranno rispettivamente Ferrari e Red Bull per il successo di tappa. Un confronto che oggi ha visto di gran lunga vincitore Sainz, anche a causa dei problemi che hanno bloccato il messicano per lunga parte del turno pomeridiano.
“Abbiamo avuto un problema con l'impianto idraulico dell’ala posteriore – ha spiegato Christian Horner – ed è stato necessario un intervento che ha richiesto tempo. Quando abbiamo terminato il lavoro ha iniziato a piovigginare, e la sua simulazione di qualifica non è stata fatta in condizioni di grip molto buono, quindi non credo che il tempo di oggi (decimo, a 1”839 da Verstappen) sia rappresentativo del suo potenziale. Checo non prenderà penalità questo fine settimana, quindi sarà in buone condizioni per puntare in alto”.
Lewis Hamilton, Mercedes W13
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Al momento c’è meno fiducia nel box Mercedes, ma nel 2022 i venerdì nella squadra campione del mondo sono stati quasi sempre molto complicati. A non funzionare è stata gestione delle gomme, e non è la prima volta.
“Potrebbero essere le gomme – ha confermato Hamilton – ma potrebbe anche essere il carico aerodinamico che finisce con l’impattare sugli pneumatici. Il feeling non è disastroso, anzi, ma se poi guardiamo i distacchi rispetto ai primi siamo davvero molto lontani. Questa stagione ci ha visto però svoltare spesso tra venerdì e sabato, quindi aspettiamo domani per avere un quadro più chiaro”.
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