FE | Da Costa: "Inizio difficile, dobbiamo capire il perché"
Antonio Felix da Costa ha chiuso anche il secondo weekend della stagione senza punti, tra l'altro partendo anche dall'ultima griglia nel round numero due del fine settimana in Arabia Saudita. Un nuovo punto basso a cui lo stesso portoghese fa fatica a trovare delle motivazioni che possano spiegare il calo di performance: cerchiamo di capire quali sono i problemi incontrati dal pilota della Porsche in questa prima parte di Season 10.
Tra i grandi delusi di questo inizio di stagione in Formula E c’è sembra ombra di dubbio Antonio Felix da Costa. Nei primi tre appuntamenti del mondiale il portoghese non è stato in grado di raccogliere nemmeno un punto nonostante il team gli abbia messo a disposizione un pacchetto competitivo, come dimostrano le due vittorie ottenute dalla 99X Electric in questo avvio di campionato.
Per quanto sia vero che già negli ultimi due anni di Gen 2 avesse alternato prestazioni di alto livello a risultati più sottotono, dall’altra parte sia il 2023 che l’inizio 2024 hanno riservato davvero poche soddisfazioni. Proprio sulla scia di una Season 9 non entusiasmante, Porsche aveva deciso di tagliarlo dal proprio programma WEC, dove correva con il team clienti JOTA, in modo che si potesse concentrare esclusivamente sulla categoria elettrica.
Dopo diversi campionati conclusi nella parte bassa della classifica, nell’anno del debutto della nuova Gen3 la scuderia tedesca è finalmente riuscita a mettere in pista una vettura estremamente rapida, in grado di lottare per i vertici della categoria. Un potenziale sfruttato a metà, perché seppur sia arrivato il titolo con la Porsche clienti del team Andretti, chiaramente il marchio di Stoccarda punta a vincere entrambe le corone iridate e il sogno sarebbe quello di riuscirci con la squadra ufficiale.
Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images
Antonio Felix da Costa, Porsche, Porsche 99X Electric Gen3
Un obiettivo su cui Porsche ha investito in maniera considerevole sia sul piano tecnico che finanziario, motivo per il quale la decisione di sollevare Da Costa dai suoi impegni nel mondiale Endurance non sorprende totalmente, per quanto lo stesso pilota portoghese in realtà avesse lasciato intendere come avrebbe preferito proseguire in entrambe le categorie. Ad esempio, anche il team cliente Andretti aveva spiegato come una delle motivazione che aveva portato all’ingaggio di Norman Nato in sostituzione di André Lotterer fosse quella che il francese non fosse impegnato nel WEC, per quanto in realtà poi abbia firmato proprio con JOTA in un secondo momento.
Tuttavia, per ora Da Costa sembra non solo l’ombra del pilota ammirato in passato, ma certi versi anche di quello della passata stagione. Nel 2023 la prima top 8 in qualifica arrivò solo a San Paolo anche se, grazie a delle buone performance e le qualità della 99X Electric in termini di gestione dell’energia sulla lunga distanza, riuscì comunque a conquistare dei risultati di rilievo in gara, tra cui una vittoria in Sudafrica, un podio in India e due piazzamenti a punti in Messico e Brasile. Nel corso dell’anno sono poi arrivati altri buoni risultati, tra cui i podi a Portland e Londra (con quest’ultimo poi revocato dai commissari perché la pressione minima degli pneumatici era al di sotto del valoro minimo in seguito a una foratura lenta), ma anche piazzamenti più deludenti.
Il problema di fondo è che, se nel 2023 spesso il portoghese riusciva a rimontare in gara entrando in top 10 grazie a un buon passo, quest’anno manca anche questo elemento, che si somma alle difficoltà in qualifica. Sin dall’inizio della Gen 3 il punto debole dei motorizzati Porsche è stata la prestazione sul giro secco, tanto che anche il compagno di squadra in diverse occasioni della Season 9 non era stato in grado di accedere ai duelli, dovendo così puntare a una corsa in rimonta.
Per questo, nel corso della pausa Porsche ha lavorato duramente a livello di gestione del software e preparazione del giro: in effetti, nei primi due round di questa stagione Pascal Wehrlein è riuscito a superare l’eliminazione nella fase a gruppi, mentre nel secondo appuntamento in Arabia Saudita il peggioramento della pista ha messo in evidenza alcuni limiti della 99X.
Photo by: Sam Bagnall / Motorsport Images
Antonio Felix da Costa, TAG Heuer Porsche Formula E Team, Porsche 99X Electric Gen3
A Diriyah l’asfalto viene rinnovato ogni anno e, come spesso accade, a inizio weekend è piuttosto sporco a causa della polvere e della sabbia che si posa sul tracciato. Curiosamente, nel secondo appuntamento del fine settimana le condizioni sono peggiorate, traendo di sorpresa diversi competitor, tra cui proprio le macchine spinte dal Powertrain Porsche, tutte eliminate già nei gruppi. Difficoltà che si sono tramutate addirittura nell’ultima fila sullo schieramento di partenza per Da Costa, tra l’altro con un passivo di oltre un secondo rispetto al tempo di riferimento del suo gruppo. In gara è poi riuscito a recuperare qualche posizione, ma ha sopravanzato solo le vetture spinte dal Powertrain Mahindra e le ERT, che indubbiamente dispongono di un pacchetto meno competitivo.
“Non siamo soddisfatti di questa seconda giornata di gara con una sola Porsche nella top 10. Pascal ha conquistato punti importanti, risalendo fino al settimo posto con alcuni sorpassi azzardati. Purtroppo, oggi era l'unica Porsche nei punti. La colpa di questo risultato è da attribuire alle nostre scarse prestazioni in qualifica. Dobbiamo lavorare su questo aspetto. Questo sarà il nostro obiettivo principale durante la pausa fino a San Paolo", ha spiegato Florian Modlinger, responsabile del progetto Formula E del marchio tedesco.
Parlando durante il fine settimana arabo, lo stesso pilota portoghese ha faticato nel dare una motivazione per le sue difficoltà, dato che non riesce a individuare una solo punto debole su cui lavorare: il bilanciamento è inconsistente e varia da sottosterzo a sovrasterzo nel giro di poche curve. Riuscire a guidare e trovare le giuste sensazioni con un comportamento così imprevedibile risulta una sfida difficile da vincere, specie se non si riesce a comprendere bene il funzionamento delle gomme.
Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images
Antonio Felix da Costa, Porsche, Porsche 99X Electric Gen3
Rispetto alla scorsa generazione, gli pneumatici realizzati da Hankook non sembrano garantire un buon grip rendendo la qualifica ancor più complessa, tanto che diversi piloti nell’ultimo anno hanno chiesto di apportare dei cambiamenti, i quali però non arriveranno prima della prossima stagione con il debutto della Gen 3.5. Altro tema da non sottovalutare è il miglioramento dei rivali: rispetto alla Season 9, anche gli avversari sono cresciuti compiendo degli importanti passi in avanti, così come dimostrano i risultati di DS e Maserati, a cui si aggiunge anche la buona prova di Nissan e McLaren nel secondo round in Arabia Saudita.
“Non era la nostra giornata. Avevamo una macchina veloce, ma è stato comunque difficile mettere insieme un buon giro di qualifica. Le qualifiche sono state la sessione più importante di oggi, perché è estremamente difficile sorpassare in gara", aveva raccontato Da Costa alla fine della prima giornata. Sensazioni negative poi sottolineate anche al termine del secondo round: “Che giornata deludente. Ci stiamo scervellando per capire perché le cose stanno andando così. Ma non sono mai stato uno che si arrende e farò tutto il possibile per uscire da questa situazione difficile il prima possibile”.
Un inizio così difficile, senza apparenti soluzioni a breve termine, si ripercuote anche a livello mentale, aspetto che lo stesso Da Costa non ha mai nascosto. Data la cancellazione dell’ePrix dell’India, ora il portoghese e Porsche avranno sei settimane per studiare a fondo i dati e cercare una soluzione per ritrovare competitività, sia sul piano tecnico che mentale.
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