F1 | Mercedes al buio: dovrà attendere mesi per riavere e analizzare la batteria danneggiata di Russell
Il ritiro del britannico in Canada ha il sapore di una beffa. Al di là dei punti persi in classifica dal compagno di squadra, Mercedes dovrà attendere mesi prima di riavere ed esaminare a fondo l'unità che ha ceduto sulla vettura del britannico, dovendo sottostare ad alcune norme di sicurezza specifiche che limitano anche il trasporto.
Il Gran Premio del Canada non era certo il crocevia del mondiale, considerando quanti appuntamenti mancano ancora alla fine della stagione. Tuttavia aveva un peso specifico importante, soprattutto per George Russell: l’obiettivo era interrompere lo slancio di Andrea Kimi Antonelli, reduce da tre vittorie di fila che ne hanno consolidato la fiducia.
Tuttavia, dopo la vittoria nella sprint race, le sue speranze di ripetersi anche nella gara lunga sono state spezzate da un ritiro causato da un problema alla batteria che ha spento completamente la vettura. Un colpo duro da digerire per il britannico, non solo per i punti persi, dato che ora è scivolato a oltre 40 lunghezze dalla vetta, ma anche per il peso simbolico che avrebbe avuto una vittoria in quel momento della stagione.
Come confermato dalla stessa Mercedes già nella settimana successiva al GP, il ritiro è stato causato da un problema alla batteria, che è andata in surriscaldamento provocando danni già prima della rottura e continuando a deteriorarsi anche negli istanti successivi. Quando il modulo è stato recuperato, presentava infatti danni piuttosto importanti.
George Russell, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Si è trattato di uno spegnimento causato da un problema al sistema ERS sulla vettura quando è arrivato in curva 8. Ha creato un bel po’ di danni, anche dopo”, ha spiegato il vice-Team Principal Bradley Lord nel podcast prodotto dalla stessa Mercedes, sottolineando come i danni alla batteria, realisticamente dovuti alle alte temperature, siano aumentati anche dopo il ritiro.
Non deve sorprendere che quest’anno le batterie possano diventare l’anello debole di queste Power Unit, persino più del motore termico. Sono infatti sottoposte a un ciclo continuo di carica e scarica da 350 kW che genera un forte stress termico e porta a temperature elevate. Per questo lungo le batterie scorre un particolare tipo di serpentina che porta un liquido che aiuta lo smaltimento di calore.
Mercedes, del resto, ha già accusato problemi alla batteria anche con le squadre clienti, a conferma che questo potrebbe forse essere il punto critico della Stella sul fronte dell’affidabilità. In situazioni del genere la speranza degli ingegneri è sempre quella di riavere il prima possibile l’unità per ispezionarla a fondo e capire cosa non abbia funzionato. Ed è proprio qui che nasce il problema.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La Stella dovrà attendere mesi prima di riavere la batteria di Russell e analizzarla a fondo, perché dopo la rottura deve essere sottoposta a una serie di controlli approfonditi. Solo al termine di questa procedura potrà essere spedita nuovamente a Brixworth, sede del reparto motori HPP, che tra l’altro collabora anche con alcune squadre di Formula E.
Esistono infatti protocolli internazionali estremamente rigidi che regolano il trasporto di materiali pericolosi e potenzialmente instabili. Per motivi di sicurezza, enti come la IATA e l’ICAO, le massime autorità globali che disciplinano il trasporto aereo e ne definiscono gli standard, vietano il trasporto di batterie al litio danneggiate o difettose a bordo di qualsiasi velivolo, inclusi i voli cargo commerciali normalmente utilizzati dai team.
Chiaramente le compagnie aeree non vogliono correre alcun rischio quando gli aerei viaggiano ad alta quota e anche il “rimpatrio” via mare richiede una lunga trafila burocratica e tecnica. Prima di poter essere imbarcata, la batteria deve infatti seguire specifiche procedure di sicurezza, incluso un periodo di quarantena necessario a monitorare la stabilità delle celle.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Non potendo ispezionare fisicamente la batteria in fabbrica con l’attrezzatura specifica, gli ingegneri dovranno affidarsi ai dati raccolti dai sensori per ricostruire sia le cause del cedimento sia le sue conseguenze. Qualcosa di assolutamente fattibile, ma è logico che si preferirebbe analizzare anche l'unità fisica, in modo da evitare che il problema si ripresenti in futuro, tanto sulle monoposto ufficiali quanto su quelle dei team clienti.
“Abbiamo recuperato la vettura e siamo riusciti a estrarre il modulo. Ha dovuto essere sottoposto ad alcune insolite procedure di sicurezza e poi deve essere rispedito nel Regno Unito. Di conseguenza, passeranno diversi mesi prima che l'hardware ritorni in fabbrica; avremo bisogno di scavare a fondo nei dati per capire esattamente cosa sia andato storto e poi capire come cercare di prevenire il ripetersi del problema su uno qualsiasi degli altri moduli in futuro”, ha aggiunto Lord.
Russell era infatti già alla sua seconda batteria dopo i problemi accusati in qualifica a Shanghai. Solo per quest’anno, il regolamento permette un’unità aggiuntiva, per cui il britannico avrà solamente ancora un’altra batteria fresca prima di incorrere in una penalità.
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