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FE | Da Costa e Porsche si separano: come è implosa una storia nata per vincere il titolo

Dopo tre stagioni con la casa di Stoccarda, il portoghese ha lasciato la squadra per iniziare un nuovo percorso. Una separazione per certi versi attesa, perché il rapporto tra le due parti si era ormai logorato tra tante piccole fratture e tensioni interne, nonostante gli alti e bassi. Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato.

Antonio Felix da Costa, Team TAG Heuer Porsche Formula E

La storia tra Antonio Felix da Costa con la Porsche si è conclusa dopo tre stagioni vissute accanto a Pascal Wehrlein. Un epilogo dal retrogusto amaro, come certi amori che non esplodono mai davvero ma si consumano a fuoco lento, finché resta soltanto la consapevolezza che le crepe erano nate molto prima dell’ultimo capitolo scritto in pista.

Reduce da una Gen 2 avara di soddisfazioni, la casa di Stoccarda aveva riversato grandi risorse nello sviluppo della Gen 3, inseguendo un obiettivo chiaro e ambizioso: vincere i due titoli. Tuttavia, per riuscirci serviva una coppia capace di fare la differenza e l’arrivo di Antonio Felix da Costa fu il segnale inequivocabile di voler alzare l’asticella e puntare senza compromessi al vertice della categoria.

Il rapporto, però, non è mai sbocciato come sperato. Pur impreziosita da una splendida vittoria a Città del Capo nel 2023 e da altri due podi, la prima stagione del portoghese con i colori della casa di Weissach si chiuse con un nono posto in classifica, lontano dalle ambizioni iniziali.

Jean-Eric Vergne, DS Penske, secondo posto, Antonio Felix da Costa, Porsche, primo posto, Nick Cassidy, Envision Racing, terzo posto, sul podio

Jean-Eric Vergne, DS Penske, secondo posto, Antonio Felix da Costa, Porsche, primo posto, Nick Cassidy, Envision Racing, terzo posto, sul podio

Foto di: Carl Bingham / Motorsport Images

Fu in quel momento che cominciarono ad aprirsi le prime crepe. Porsche, forte degli ingenti investimenti nella categoria, pretendeva che i propri piloti dedicassero ogni energia alla Formula E. Per questo chiese a da Costa di fermare la sua avventura nel WEC, dove guidava la Porsche 963 Hypercar del team Jota.

Il portoghese avrebbe voluto mantenere il doppio impegno, ma fu costretto a rinunciare anche alla 24 Ore di Le Mans. Una decisione accettata a malincuore, ma che rappresentò una prima frattura mai rimarginata, ancor di più se si pensa che nel 2025 Wehrlein ebbe modo di partecipare alla 24h di Le Mans proprio con una 963 del team ufficiale. 

Anche la seconda stagione in Formula E partì in salita: tre zeri consecutivi convinsero il costruttore tedesco a guardarsi attorno in vista dell’anno successivo, complice anche le difficoltà di da Costa nel comprendere a fondo le cause di un avvio così difficile.

Antonio Felix da Costa, Porsche, Porsche 99X Electric Gen3

Antonio Felix da Costa, Porsche, Porsche 99X Electric Gen3

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

In quel periodo, Porsche avviò una sorta di “casting” per un possibile sostituto, arrivando a far provare la 99X Electric a Nico Muller. Lo svizzero, in quel momento con il team ABT, stava ottenendo risultati superiori alle attese nonostante un powertrain Mahindra più pesante e meno efficiente. 

Un test inusuale, perché non è consuetudine che un pilota provi la vettura di un team rivale durante la stagione, ma che dava l'idea di quanto Porsche fosse determinata a trovare un nuovo pilota in grado di portare il titolo. La notizia ebbe un peso non indifferente su da Costa che, in quel momento, aveva bisogno di fiducia per ritrovarsi.

Curiosamente, la notizia del test trapelò proprio alla vigilia della tappa di Misano, dove da Costa riuscì a cogliere la sua prima vittoria stagionale. Un trionfo meritato per quella che fu la sua gara, che venne però cancellato poche ore dopo da una squalifica per un’irregolarità tecnica legata alla molla dell’acceleratore.

Quel successo, accompagnato dal messaggio radio in cui chiedeva il team di continuare a credere in lui, rappresentò il punto di svolta della sua stagione. Da lì in avanti, il portoghese riuscì ad inanellare una serie di prestazioni di alto livello, collezionando quattro vittorie complessive e diventando il pilota con il maggior bottino di punti nella seconda metà del campionato.

L'incidente a Berlino con il compagno di squadra Pascal Wehrlein

L'incidente a Berlino con il compagno di squadra Pascal Wehrlein

Foto di: Andrew Ferraro / LAT Images via Getty Images

Una striscia positiva che spinse Porsche a rinnovargli la fiducia per un’altra stagione, con la speranza che la ritrovata sintonia con la vettura potesse, questa volta, trasformarsi nel tanto atteso titolo a squadre e costruttori, sfuggito l’anno precedente per una manciata di punti.

Il rinnovo contribuì ad allentare le tensioni, mentre Müller, già sotto contratto con Porsche, venne “parcheggiato” nel team cliente Andretti in attesa di un possibile approdo alla squadra ufficiale per la Season 12. L’avvio della nuova stagione portò nuove speranze e in effetti partì bene, ma qualcosa continuò a non funzionare del tutto.

Anche il rapporto con Wehrlein finì per deteriorarsi, fino all’episodio di Berlino, quando i due si toccarono durante le libere. Un episodio all’apparenza marginale, ma che sancì una frattura insanabile. Nonostante i due titoli conquistati tra squadre e costruttori e le discussioni per un possibile rinnovo, il legame era ormai logoro e, pezzo a pezzo, si è arrivati all’inevitabile separazione. Ora da Costa guarda oltre e, tra le possibili destinazioni per il futuro, c’è anche Jaguar, pronta a offrirgli un nuovo capitolo da scrivere.

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