Hamilton a San Paolo si eleva nell'escalation dei colpi bassi

Lewis è stato protagonista in Brasile di un weekend da incorniciare: l'inglese ha vinto annullando due penalizzazioni grazie a un super-motore che gli ha permesso di fare la differenza. L'epta-campione riapre il mondiale in un clima che è molto rovente fra sospetti di irregolarità e furbate. Ed è un peccato perché stiamo assistendo ad una sfida che resterà negli annali della Formula 1.

Hamilton a San Paolo si eleva nell'escalation dei colpi bassi

Ci sono stati titoli Mondiali che Lewis Hamilton ha festeggiato con meno enfasi rispetto alla vittoria conquistata oggi a Interlagos.

Il copione del weekend è stato una sceneggiatura perfetta per consentire al sette volte campione del mondo di costruire un’impresa: super pole venerdì, poi retrocessione in ultima posizione poco prima del via della sprint qualifying, rimonta eccezionale nei 24 giri di ieri e decima posizione al via della gara di oggi.

Da qui un’altra rimonta, eccezionale, che gli ha consentito di cogliere una delle vittorie più esaltanti della sua carriera.

Mettere Hamilton nelle condizioni di chi non ha nulla da perdere è pericoloso (per gli avversari) e nell’arco di ventiquattr’ore si è visto molto bene. Un Lewis in stato di grazia, per velocità, gestione di gara e freddezza nel portare l’attacco al suo rivale numero 1, ovvero Max Verstappen.

Ma oltre a Hamilton nel weekend di San Paolo si è vista una Mercedes stellare, soprattutto quella con il numero 44.

Se Lewis è riuscito a completare la rimonta complessivamente più esaltante della sua carriera è stato anche grazie ad una velocità di punta mostruosa, che in Mercedes hanno spiegato principalmente con l’utilizzo di una ICE nuova, il quinto V6 stagionale montato sulla vettura di Hamilton venerdì mattina.

Ovviamente, e non avrebbe potuto essere altrimenti, gli avversari diretti si sono mostrati dubbiosi nei confronti di questo livello di performance.
“Il motore fresco fa una grande differenza – ha commentato Toto Wolff – ed abbiamo da inizio anno una monoposto con un drag contenuto. I nostri avversari sono liberi di presentare reclamo, saremo a disposizione e possiamo anche regalargli un’ala posteriore da mettere in salotto, o se preferiscono per tagliarla in mille pezzi”.

“La velocità in rettilineo è davvero impressionante – è stato il commento post-gara di Christian Horner – soprattutto se consideriamo che hanno montato un’ala posteriore stile… Monaco. È molto, molto impressionante, ed anche un pilota come Max non ha armi per difendersi in questa situazione. Abbiamo visto che tra le altre monoposto per superare alla fine del rettilineo dovevi imboccarlo al massimo con mezzo secondo di ritardo dall’avversario, la Mercedes poteva farlo con 0,9. Diciamo che hanno un’arma molto potente a disposizione”.

Il mondiale 2021 ci ha ormai abituati a continui cambi di gerarchie. Analizzando solo le ultime gare abbiamo visto la Mercedes dominare in Turchia, poi la Red Bull in grado di ribaltare la situazione in Usa e Messico, ma il colpo messo a segno dalla Mercedes in Brasile non sembra essere un ‘bonus’ legato solo alle caratteristiche di Interlagos.

E questo preoccupa particolarmente la Red Bull, che su una pista su cui doveva (sulla carta) riuscire a fare bottino pieno, si è trovata a dover cedere dieci punti nella classifica Costruttori (Mercedes ora è a +11), mentre Hamilton si è portato a -14 da Verstappen. Il tutto in un weekend nel quale Lewis ha scontato 25 posizioni di penalità, mettendo in magazzino anche un nuovo motore.

Il clima è rovente, e non solo in pista. Horner gioca le sue carte, Wolff ovviamente replica e al termine del weekend brasiliano è stato proprio il manager austriaco ad essere più innervosito per quanto accaduto nel corso del fine settimana.

Ormai è difficile capire se gli attacchi sono tali o se sono funzionali alla difesa. Ogni vicenda diventa terreno di scontro, non ultima (nel corso del weekend) il contatto sfiorato in pista quando Hamilton ha portato il primo attacco a Verstappen.

L’olandese ha ‘accompagnato’ l’avversario nella via di fuga, e solo l’ampio spazio esterno ha consentito ad entrambe le monoposto di riprendere la pista senza conseguenze.

“Non c’è stato contatto – è stato il commento di Horner – e ormai da tempo la filosofia è quella di lasciar correre”.

“È stata una difesa davvero sbagliata da parte di Max – ha replicato Wolff – oltre il limite. Lo ha fatto per difendersi, ma è stata una manovra che avrebbe dovuto comportare una penalità di almeno cinque secondi, è ridicolo”.

La FIA da parte sua ha aiutato poco, visto che dopo la corsa il direttore di gara Michael Masi ha spiegato che non è stato possibile investigare l’episodio per la mancanza delle immagini della onboard camera di Max…

Nel lungo viaggio che accompagnerà la Formula 1 verso il Qatar non mancheranno argomenti di discussione, ma guai a cimentarsi in pronostici in vista del weekend di Doha.

La Mercedes vista a Interlagos nelle mani di Hamilton fa paura, e la power unit numero 5 consentirà a Lewis di poter completare la stagione senza ulteriori penalità. Sullo stesso fronte il prossimo fine settimana potrebbe essere Verstappen a dover scontare 5 posizioni sulla griglia di partenza se scatterà la decisione di montare il quinto V6.

Ma sarà davvero così? Solo sette giorni fa, dopo il trionfo messicano, la Red Bull e Max sembravano aver messo le mani sul mondiale, uno scenario poi modificato non poco dai clamorosi verdetti brasiliani. Meglio non fare previsioni, e godersi una stagione 2021 che sta proponendo il miglior menù possibile a tutti gli appassionati di Formula 1.

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