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F1 | Modifiche alle PU: Mercedes e Red Bull favorevoli, Ferrari, Honda e Audi davanti a un bivio delicato

Nel paddock di Montréal si continua a discutere sulle revisioni regolamentari riguardo i motori e chi al momento dispone delle migliori, come la Stella e il team di Milton Keynes, si ritrova invece contro chi dovrà capire come gestire eventuali benefici ADUO e lavori in ottica 2027.

Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

L’esito delle discussioni in corso tra i motoristi sulle specifiche di power unit che verranno utilizzate il prossimo anno avrà un impatto cruciale sulla Formula 1 che vedremo in pista nel 2027. 

Lo scenario è inedito. Solitamente chi gode di una superiorità tecnica tende ad opporsi a qualsiasi cambiamento, ma in questo caso Mercedes e Red Bull, accreditate delle power unit più competitive viste finora, sono i principali sostenitori della revisione regolamentare. 

“Nel bene dello sport”, è il messaggio che arriva da Laurent Mekies e Toto Wolff, ed è difficile negare che la proposta di spostare il rapporto tra potenza endotermica ed elettrica dall’attuale 50/50 a 60/40 sia ciò di cui oggi necessita la Formula 1.

Allo stesso tempo è inevitabile osservare come, in questo caso specifico, l’interesse generale coincida anche con quello di chi sostiene la proposta. Il quadro è complesso, perché l’eventuale approvazione della nuova configurazione 60/40 metterebbe Ferrari, Honda e Audi davanti a un bivio delicato. 

La power unit della Red Bull

La power unit della Red Bull

Foto di: AG Photo

Salvo sorprese clamorose, saranno infatti proprio questi tre Costruttori a poter accedere ai bonus previsti dall’ADUO. Una possibilità che consentirebbe loro di intervenire sulle rispettive power unit, ma attraverso un lavoro impegnativo che richiederebbe almeno sei settimane per introdurre il primo aggiornamento e circa due mesi per il secondo.

Se nel frattempo venisse ufficializzata l’introduzione della nuova configurazione di power unit per il 2027, i tempi per arrivare pronti alla prossima stagione diventerebbero estremamente stretti. 

Mercedes e Red Bull, escluse dai benefici dell’ADUO, potrebbero concentrare immediatamente tutte le risorse sul progetto 2027. Ferrari, Audi e Honda, invece, sarebbero costrette a dividersi tra lo sviluppo degli aggiornamenti consentiti dall’ADUO e la progettazione del nuovo motore. L’unica alternativa sarebbe rinunciare ai bonus ADUO per concentrare uomini e risorse sulla power unit 2027. 

Inoltre, l’introduzione di una nuova specifica tecnica renderebbe di fatto inutili gli aggiornamenti già pianificati in ottica 2027 dai Costruttori che accederanno all’ADUO. In pratica, si ripartirebbe da zero.

Sono soprattutto questi i motivi per cui la proposta sostenuta dalla FIA lo scorso 8 maggio è destinata a incontrare numerose resistenze. Rileggendo oggi la comunicazione inviata due settimane fa dalla Federazione Internazionale, emerge come lo scenario descritto sia tutt’altro che definitivo. 

Koji Watanabe, President, CEO and Representative Director of Honda Racing Corporation, Andrea Stella, McLaren, Ayao Komatsu, Haas F1 Team

Koji Watanabe, President, CEO and Representative Director of Honda Racing Corporation, Andrea Stella, McLaren, Ayao Komatsu, Haas F1 Team

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

“Passando alle misure di lungo termine – si legge nella dichiarazione FIA - è emerso un impegno unanime nell’introdurre cambiamenti che possano migliorare ulteriormente una competizione equa e sicura, che siano intuitivi per piloti e squadre e che vadano nell’interesse dello sport”.

L’ “impegno unanime” rappresenta un dato reale, ma secondo quanto raccolto nel paddock di Montréal i Costruttori che oggi appaiono meno favorevoli alla modifica (pur senza prese di posizione ufficiali, né commenti, da parte di Ferrari, Audi e Honda) sarebbero più disponibili a valutare un cambio di specifiche a partire dalla stagione 2028.

Quando la FIA ha parlato della proposta di “misure approvate che prevedono un aumento nominale della potenza del motore endotermico (ICE) di circa 50 kW, accompagnato da un incremento del flusso di carburante, e una riduzione nominale di circa 50 kW della potenza erogata dal sistema di recupero energetico (ERS)”, ha precisato che si trattava di una discussione “in linea di principio”, quindi ancora lontana da una proposta pronta per essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Mondiale.

La questione, nel suo insieme, è destinata a tenere banco anche nei prossimi giorni. 

“La proposta, 60/40 è per il bene dello sport – ha commentato Andrea Stella - credo che l'interesse generale prevalga su quello del singolo. È un'importante opportunità per la comunità della Formula 1 di assicurarsi che lo sport resti in una posizione forte. Quindi, speriamo che questo processo abbia successo”.

Della stessa linea Laurent Mekies: “Supportiamo qualsiasi passo che lo sport voglia compiere per avvicinarsi a qualifiche e gare più combattute. Come Red Bull Ford Powertrains crediamo in questo cambiamento. Nessuno si sentirà a proprio agio nell’affrontare un cambiamento con tempistiche così strette, ed è per questo che ne stiamo discutendo". 

"Ma da parte nostra siamo pronti ad uscire dalla nostra zona di comfort per trovare una soluzione che sia per il bene dello sport. Siamo ancora in una fase di lavori in corso, ma sono fiducioso che arriveremo alla soluzione giusta”. 

Finora chi si trova su posizioni contrarie ha preferito non esporsi pubblicamente, ma è probabile che le prime prese di posizione ufficiali arrivino presto. 

 

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