F1 | Duello Russell-Antonelli, Wolff: "Kimi fa bene a provarci, ma nessuno lascia la porta aperta in curva 1"
Analizzando uno degli episodi decisivi della sprint race, Wolff ha sottolineato come Antonelli debba mantenere il suo carattere aggressivo in macchina e che abbia fatto bene a tentare l'attacco. Tuttavia, ha anche menzionato che è normale che chi è davanti provi a chiudere la traiettoria in curva 1: ora serviranno regole chiare per il futuro.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Dalla sprint del Canada emerge soprattutto un episodio: il duello tra i due principali contendenti al titolo, George Russell e Andrea Kimi Antonelli. Dopo sei giri, consapevole di avere il passo per provare il sorpasso, l’italiano ha tentato l’attacco all’esterno di curva 1 dopo essersi affiancato in frenata, ma il compagno di squadra lo ha accompagnato nella via di fuga.
Una manovra che non è finita sotto la lente dei commissari, ma Antonelli via radio ha fatto subito sentire la propria voce, chiedendo una penalità per essere stato spinto nell’erba. Toto Wolff ha provato immediatamente a smorzare gli animi, anche perché un’altra battaglia interna in Mercedes è l’ultima cosa che il Team Principal desidera in questa fase della stagione.
Tuttavia, è inevitabile che, quando si dispone di una vettura in grado di lottare per il mondiale e di due piloti molto vicini in termini di passo, episodi del genere prima o poi accadano. Era più una questione di quando che una semplice probabilità da mettere sul tavolo. Analizzando l’episodio, Wolff ha sottolineato che sarà necessario definire in modo chiaro quali siano le regole interne da seguire.
George Russell, Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Anch’io mi sono divertito a guardare la lotta. Vogliamo vedere gare e sorpassi. E per me questi momenti sono molto positivi, perché c’è davvero tanto da cui possiamo imparare. Posso prendere i piloti da parte e chiedere: come lo vedete? Come vogliamo gestirlo in futuro?”, ha spiegato Wolff dopo la corsa.
“Ci stiamo affrontando come se fosse un’altra macchina qualsiasi? O un altro compagno di squadra? Bene, questa è la regola adesso. Oppure ci stiamo comportando in modo diverso? Daresti al tuo compagno di squadra lo spazio che daresti a un altro pilota? E se stessi lottando per il campionato? Credo che spetti anche a loro stabilire le regole per il futuro”.
Da una parte, Wolff ha il compito di dettare le regole del gioco, essendo il responsabile del team per cui corrono sia Russell sia Antonelli. Per Mercedes gli interessi del marchio vengono prima di tutto: nessuno vuole ritrovarsi due W17 nell’erba dopo un contatto. Dall’altra, lo stesso Team Principal ha cercato di responsabilizzare i piloti, mettendoli di fronte alla necessità di sapersi anche autogestire.
George Russell, Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Tuttavia, Wolff non vuole che la lotta degeneri: “I piloti hanno emozioni. È normale essere arrabbiati per essere stati spinti fuori o per non aver ricevuto spazio. Ma non vogliamo che inizi una narrativa da "Star Wars". Dare un messaggio una volta va bene. Una seconda posso capirla. Ma se arrivi alla terza o alla quarta, non è positivo avere tutto questo là fuori”.
Analizzando nello specifico l’episodio, il Team Principal della Mercedes ha spiegato che l’intenzione, anche via radio, non fosse quella di trattenere Kimi. Anzi, l’obiettivo è avere un pilota capace di fare la differenza e, quando ci si gioca un mondiale, è naturale che ognuno pensi anche a sé stesso. Proprio per questo Wolff non ha voluto far ricadere la responsabilità su un singolo pilota, ma ha anche menzionato che non ci si poteva attendere che Russell avrebbe lasciato sfilare il compagno di box senza rispondere.
“Non voglio assolutamente frenare Kimi. Se analizziamo la situazione, entrando in curva 1 con George aveva il muso davanti, ma poi ovviamente in frenata – e l’abbiamo visto anche con Max – cerchi un po’ di “spingere” dentro la curva per restare davanti. Ma è una curva in cui ti aspetteresti che qualcuno ti lasci la porta aperta? Probabilmente no. Nessuno lo farebbe. Lo stesso con Lando: si vede chiaramente che non c’era spazio, non poteva funzionare. Queste sono le due situazioni”.
“Ma voglio che continui a essere aggressivo, perché non puoi aspettarti di avere un leone in macchina e un cucciolo fuori. È il suo carattere. Si arrabbierà, e bisogna accettarlo e rispettarlo. La vera domanda è: come gestiamo tutto questo andando avanti? Quali sono le regole? Se decidiamo che ci si deve comportare come se l’altro fosse una terza macchina qualsiasi, allora entrambi lo sapranno. E magari l’approccio cambia”.
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