Picci: “Vogliamo che la Sauber diventi un vero patrimonio svizzero”

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Picci: “Vogliamo che la Sauber diventi un vero patrimonio svizzero”
Di:
, Direttore Responsabile Motorsport.com Switzerland
Co-autore: Chiara Rainis
26 dic 2017, 14:41

Il Chairman di Sauber Holding AG ha promesso che, nei prossimi mesi, la scuderia di Hinwil lavorerà per rafforzarsi tecnicamente e per accrescere il proprio impatto a livello mediatico e tra i fan con eventi e competition varie...

Pascal Picci
Sauber, sede della factory
Sauber, galleria del vento
Sauber, galleria del vento
Sauber, galleria del vento
Sauber, galleria del vento
Sauber, volanti delle monoposto
Sauber C34-Ferrari
Sauber C34-Ferrari
Sauber C34-Ferrari
Sauber C34-Ferrari
Sauber C31-Ferrari
Frédéric Vasseur
Frédéric Vasseur

Il direttore generale del gruppo che ha salvato la Sauber dal tracollo finanziario e dunque neo deus ex machina della squadra Pascal Picci ha incontrato Motorsport.com Svizzera nella sede di Hinwil per parlare dei piani e degli obiettivi per le prossime stagioni di Formula 1. 

 

Il dirigente di Ecublens, nel Canton Vaud, è anche entrato nel vivo delle nuove collaborazioni e delle iniziative per attrarre i tifosi e altresì enfatizzare un’attenzione a volte mancata nei venticinque anni di esistenza del team.

Il luglio scorso avete nominato Frédéric Vasseur quale sostituto di Monisha Kaltenborn ai vertici della squadra. Perché la scelta è ricaduta sul suo nome?
“Essenzialmente per la sua competenza professionale. Tra i candidati con cui ci siamo confrontati è stato sicuramente il migliore. A nostro avviso è la persona giusta per riportare la Sauber davanti da qui a qualche anno”. 

Dopo aver festeggiato il quarto di secolo, quali sono i target che vi siete posti?
“Per continuare ad avere una certa credibilità dovremo trovare un partner industriale cui affidarci. Una volta diventati competitivi saremo in grado di attrarre sponsor stranieri e magari quelli di casa, che sarebbe molto importante avere. Ora che al comando della Formula 1 c’è la Liberty Media ci aspettiamo una distribuzione più equa delle risorse per il prossimo futuro. Un aiuto, visto che la competizione è lo strumento di marketing del nostro potenziale”.

È tra le vostre intenzioni accrescere il carattere elvetico della compagnia?
“Ci piacerebbe schierare un pilota svizzero, però non ad ogni costo. Il passaporto non basta, bisogna dimostrare di essere completi. Soltanto in casi di pari abilità con un altro candidato, il fattore provenienza potrà prevalere. Vorremmo inoltre farci conoscere maggiormente all’interno del Paese. Oggi molti considerano la Sauber soltanto un’azienda con base a Hinwil, o comunque un’entità del Cantone Zurigo. Non è così ed anche per questo sto accettando di fare interviste per TV e giornali di tutta la nazione”.

In che cosa consisterà la prossima collaborazione con la Ferrari?
“Nel 2018 sarà il nostro title sponsor (naturalmente, con il brand Alfa Romeo, ndr) e il desiderio è quello di lavorare a stretto contatto con loro, tuttavia cercheremo ugualmente di mantenere un tratto di indipendenza”. 

Poche settimane fa è stata annunciata la partnership con Alfa Romeo. Che carattere avrà?
“Sostanzialmente commerciale, ma in parte anche tecnico. Diciamo che si tratterà di un flusso di informazioni reciproco. Da parte nostra puntiamo a recuperare terreno nel presente, loro invece hanno espresso la volontà di produrre un proprio motore nel futuro”.

Alla luce di questi ultimi annunci, come userete la tecnologia all’avanguardia di cui disponete ad Hinwil e, nella fattispecie, la galleria del vento?
“Il ‘wind tunnel’ verrà utilizzata primariamente per la Formula 1. Non possiamo permetterci di rischiare che i clienti lo danneggino, andando a rovinare i piani di crescita che ci siamo fissati per i prossimi due campionati”.

Dopo dieci anni di assenza la Sauber è tornata all’Auto Zürich Show. Si è divertito? Avete qualche idea per il prossimo Salone di Ginevra?
“Purtroppo a Zurigo non ho potuto esserci, ad ogni modo mi sto già attivando per poter presentare qualcosa nel grande happening di marzo. Come detto, promuovere la squadra in Svizzera fa parte delle nostre ambizioni”. 

 

Tornando alle competizioni, che cosa state facendo in ottica promozione del marchio?
“Al momento ci stiamo mobilitando per rafforzare l’area social network e il sito Internet. In seguito ci piacerebbe creare degli eventi nostri, delle esibizioni e coinvolgere i media e le TV in particolare. Una possibilità potrebbe essere quella di coinvolgere i telecronisti e far fare nel corso delle dirette un paio di domande, per cui il più rapido a rispondere in maniera corretta vincerà due biglietti paddock per il round conclusivo”. 

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