Sainz: "Con gli errori ho scoperto i limiti della Rossa"

Lo spagnolo è alla vigilia del debutto ufficiale in Rosso: Carlos non sembra emozionato, ma consapevole dell'avventura che va a cominciare. L'iberico ammette che ci vorrà qualche weekend per prendere in mano la SF21: "Bisogna capire come adattare il proprio stile di guida per riuscire a sfruttare al massimo le caratteristiche positive di una vettura".

Sainz: "Con gli errori ho scoperto i limiti della Rossa"

Ci sono diverse caratteristiche di Carlos Sainz che colpiscono subito. Una di queste è la capacità di radiografare ciò che lo circonda e la successiva analisi, un processo a cui non si sottrae in prima persona quando qualcosa non va come previsto.

Il tutto conferisce allo spagnolo un’immagine solida, ma Sainz sa bene che quello che poi conta davvero sono i risultati confermati dalla pista. Alla vigilia del suo esordio ufficiale da ferrarista non si colgono segnali che tradiscono un po' di emozione, ma una fredda consapevolezza di ciò che lo attende.

Dopo tante parole inizia la sua storia in ‘rosso’, anticipata imprudentemente da molti come quella di una seconda guida di lusso, ipotesi che Sainz conta di smentire quanto prima.

Ci vorrà qualche gara di apprendistato, direbbe la logica, ma non è detto che Carlos si voglia concedere molto tempo per familiarizzare con la sua nuova casa.

Ci siamo. Ti senti pronto alla vigilia del primo weekend da pilota Ferrari?
“Probabilmente non sono ancora pronto, ma considerando le opportunità che abbiamo avuto penso che sia stato fatto un buon lavoro, iniziato nel corso dell’inverno con l’obiettivo di farmi arrivare alla vigilia della prima gara il più preparato possibile".

"Ho lavorato al simulatore, poi ci sono stati i tre giorni che abbiamo completato qui a Sakhir, che sono filati lisci, senza imprevisti. Avrei ovviamente voluto girare di più, ma alla fine considerando tutto mi sento pronto per provarci”.

Sergio Perez ha dichiarato che avrà bisogno di quattro o cinque weekend di gara per sentirsi perfettamente a suo agio al volante della RB16B e nel box della Red Bull. Nel tuo caso hai guidato per tre squadre diverse negli ultimi sei anni, credi che questa esperienza ti aiuterà ad ambientarti più rapidamente al contesto Ferrari?
“Credo che aver guidato per tanti team diversi possa aiutarmi, aver cambiato diverse squadre può essere un aiuto in questo senso. Non credo però ci sia una regola precisa che indica il numero di weekend di gara che servono per ambientarsi al meglio, ogni singolo caso è differente, dipende dalla monoposto, dal feeling e da come ci si trova al primo impatto".

"Nel primo weekend dell’anno non mi aspetto che tutto sia automatico, ma se il feeling con la macchina sarà buono allora è possibile fare bene da subito, o comunque avvicinarsi al massimo rendimento. A volte, quando ho avuto una buona macchina, sono arrivato ad un ottimo livello in un paio di weekend, in altri casi ho avuto bisogno di più tempo, quindi oggi non posso ancora essere preciso”.

Quanto hai trovato diversa la Ferrari nel confronto con le squadre nelle quali hai corso in precedenza? 
“Come sapete… la Ferrari è diversa, è un posto molto speciale, è stato così sin da quando sono arrivato, nel mese di gennaio. Ricordo l’arrivo nella sede di Maranello, il primo test a Fiorano, per non parlare dell'incontro con i tifosi. È un qualcosa difficile da percepire dall’esterno, ma è qualcosa di speciale per un pilota di Formula 1, e nel mio caso ho avuto la fortuna di provare questa sensazione a 26 anni. Voglio sfruttare al massimo questa opportunità godendomi tutto il percorso, e mi rendo conto che ogni gara sarà da vivere al massimo. È una cosa che ho sognato da quando avevo dieci anni”.

Nei test in un paio di occasioni sei uscito di pista. Sono state situazioni influenzate dal forte vento presente durante le prove?
“Quella del vento è una scusa frequente che viene utilizzata dai piloti: diciamo spesso che è colpa del vento! Però in alcuni casi è vero, con queste macchine è molto difficile girare quando il vento è forte, è difficile da spiegare, ma quando arrivano folate molto forti cambia l'intero bilanciamento della macchina e diventa difficile da controllare".

"Dieci chilometri orari in più di vento possono sorprenderti, ma non so se è un limite della monoposto o no. Nei test ho fatto un paio di errori e devo dire di essere stato felice di averli fatti, perché si capiscono delle cose, nel mio caso ho cercato di comprendere i limiti della monoposto”.

Quanto è diversa in termini di guida la Ferrari che stai guidando rispetto alla McLaren del 2020? 
“Questa Ferrari è molto diversa dalla monoposto che ho guidato lo scorso anno. È incredibile quanto due monoposto così differenti riescano ad arrivare a girare in tempi vicinissimi, a conferma che ogni progetto ha punti di forza e le sue debolezze. Bisogna capire come adattare il proprio stile di guida per riuscire a sfruttare al massimo le caratteristiche positive di una vettura, credo che questa sia una regola imprescindibile”.

Abbiamo sentito che c’è stato un Sainz nominato membro onorario del Real Madrid…
“Si, ma non sono io! È mio padre, ovviamente anche io sono un super-tifoso del Real, ma non ancora così ‘vecchio’ per ricevere questa onorificenza. Magari un giorno arriverà anche a me, chissà, aspetterò con pazienza”.

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