F1 | Quando dare più... punti diventa solo un rammendo
Lo schieramento dei GP è spezzato in due blocchi: le prime cinque squadre si contendono la maggior parte dei punti iridate, mentre quelle del secondo gruppo si prendono le briciole. La FIA pensa di premiare i primi dodici anziché solo la Top - 10, ma l'idea sembra solo un palliativo. Scopriamo perché...
Non è causale che nel weekend di Shanghai si sia discusso della possibilità di estendere l’assegnazione dei punti validi per le classifiche mondiali dalle attuali dieci a dodici posizioni. Dopo i primi cinque Gran Premi stagionali emerge uno scenario che apparentemente smentisce una parte di quelli che erano gli obiettivi del regolamento budget cap.
Dei 546 punti finora assegnati, 514 sono stati conquistati dalle prime cinque squadre, 12 dalle seconde cinque, gruppo che vede tre team ancora a quota zero. Confrontando i dati con le due precedenti stagioni, emerge che nel 2023 il bilancio tra i due gruppi era di 514 a 31 e nel 2022 di 480 a 66. In più nelle prime due stagioni del regolamento attualmente in vigore, tutte le squadre al termine delle prime cinque gare avevano conquistato dei punti.
Lo scenario che ha preso forma nelle prime cinque gare stagionali evidenzia una spaccatura netta tra il primo ed il secondo gruppo. C’è un gap in termini di performance che per alcune squadre (come Haas e Racing Bulls) non è poi così grande, ma l’affidabilità quasi totale raggiunta dai top-team rende tutto molto stabile.
Lance Stroll, Aston Martin AMR24, effettua una sosta ai box
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Per sperare di entrare nell’ambita top-10 le squadre del secondo gruppo devono augurarsi un weekend ‘no’ di Lance Stroll (finora a punti in due gare su cinque) o in imprevisti, come il doppio ritiro Hamilton-Verstappen in Australia, viceversa la classifica resta ferma.
Dopo i primi 5 GP stagionali
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2024 |
2023 |
2022 |
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Punti conquistati dalle prime 5 squadre |
534 |
514 |
480 |
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Punti conquistati dalle seconde 5 squadre |
12 |
31 |
66 |
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Numero di squadre a quota zero punti |
3 |
0 |
0 |
Il tutto coglie un po' di sorpresa, visto che in termini assoluti il gap che si vede in qualifica tra la prima e la decima posizione si è ristretto, ma quando si tratta di passo gare le cose cambiano.
Le squadre hanno perfezionato sempre di più il proprio operato, le strategie sono quasi sempre uniformate, i tempi dei pit-stop delle squadre di vertice si differenziano di qualche decimo, e soprattutto l’affidabilità meccanica (complice anche il congelamento delle power unit) ha raggiunto livelli che non hanno precedenti nell’intera storia della Formula 1.
Nel paddock c’è anche chi sostiene che il regolamento finanziario abbia ancora delle fessure che permettono alle squadre di vertice di potersi permettere qualcosa in più, e che il regolamento sull’utilizzo della galleria del vento (che garantisce più ore ai team nelle ultime posizioni) sia ormai stato superato dai sistemi di simulazione. Supposizioni che sembrano scuse ad hoc per giustificare altro.
Muretto Racing Bulls F1 Team
Foto di: Shameem Fahath
La proposta di allargare la zona punti alle prime dodici posizioni è la reazione al malumore delle squadre che vedono ridotte le loro possibilità di poter arrivare in top-10. In quest’ottica quella proposta è tutt’altro che una soluzione, al massimo un anestetico per vendere meglio uno scenario che di fatto resta immutato. In realtà il problema avanzato dalle squadre nella seconda parte della griglia ha una soluzione all’interno delle loro sedi.
Il confronto tra le situazioni di Aston Martin e Alpine è l’esempio più lampante: nel 2021 la squadra francese conquistò il doppio dei punti dell’altra, ma nella sede di Silverstone il piano programmato da Lawrence Stroll ha drasticamente invertito la rotta.
Questione di scelte (visto che possibilità finanziarie tendono sempre più a convergere), di competenza e di voglia di fare qualcosa in più dell’ordinario. Allargare la zona punti serve a poco, se non alla FIA, che a fine stagione vedrebbe arrivare nelle sue casse 3 milioni di euro in più grazie alla tassa d’iscrizione calcolata proprio sui conquistati nella classifica generale.
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