Racing Point: è un giapponese il... segreto di Stroll

La pole position di Lance nelle qualifiche del GP della Turchia esalta le doti sul bagnato del pilota canadese, ma da qualche anno la squadra di Silverstone si fa apprezzare anche con Perez per il perfetto sfruttamento delle gomme. E si è scoperto che nel team c'è un tecnico nipponico che era stato alla Bridgestone: si chiama Jun Matsuzaki l'ingegnere che studia le strategie che spesso premiano la squadra nella gestione degli pneumatici.

Racing Point: è un giapponese il... segreto di Stroll

Quando le qualifiche del Gran Premio di Turchia sono entrate nel vivo con il via della Q3 proprio nessuno poteva immaginare che dodici minuti dopo Lance Stroll avrebbe festeggiato la sua prima pole position in Formula 1.

A dirla tutta nessuno poteva immaginare un poleman diverso da Max Verstappen, dominatore delle sessioni Q1 e Q2 con (almeno) due secondi di margine su tutti. Mentre le vetture uscivano dai box per l’assalto alla pole position, è passata in secondo piano la scelta di pneumatici effettuata da Sergio Perez, unico a puntare subito sulle Intermedie.

L’attenzione è rimasta tutta su Verstappen, che al secondo giro lanciato è transitato in 1’52”326, ipotecando pesantemente la pole, ma poco dopo è arrivato sul traguardo Perez lasciando tutti di sasso, portandosi in prima posizione con il crono di 1’52”037. In un attimo nei box tutti hanno capito che la gomma giusta non era la full-wet, ed è suonato l’allarme. Nel frattempo il primo ad entrare ai box è stato proprio Stroll, chiamato dalla squadra appena è stato chiaro il passo molto veloce di Perez.

Stroll, il sottostimato

Il messicano è riuscito ad abbassare il suo tempo nel giro conclusivo a 1’49”321, completando un ‘run’ di sei tornate durante le quali è riuscito a prendere bene le misure alla pista. Nessuno poteva immaginare che Stroll sarebbe stato in grado di portare le sue gomme nella finestra di utilizzo perfetta dopo un solo giro lanciato (percorso in 1’51”470) per poi piazzare il crono di 1’47”765 che gli è valso clamorosamente la pole position.

Non è la prima volta che Lance conferma di avere una grande sensibilità di guida in condizioni di scarsa aderenza, ovvero un terreno dove generalmente emerge l’istinto del pilota.

Un aspetto che viene riconosciuto a tutti come un grande valore aggiunto, ma non a questo ragazzo, che paga dazio dall’essere entrato nel paddock di Formula 1 con il bollino di pilota pagante. Cosa vera, verissima, ma che non pregiudica la possibilità di crescere anno dopo anno.

Stroll non ha il killer-instinct dei cannibali, non riesce ancora a mantenere una costanza di rendimento nell’arco dell’intera stagione, ma guidare una monoposto di Formula 1 in condizioni come quelle viste oggi a Istanbul non è cosa proprio da tutti, ed è corretto rendere omaggio a chi lo ha saputo fare mettendosi anche in prima posizione.

Gestione gomme: il ruolo di Matsuzaki

L’exploit della Racing Point è maturato grazie a delle scelte strategiche rivelatesi ottime, ma non solo. Le due RP20 hanno ‘acceso’ le gomme intermedie in modo perfetto, e non è la prima volta che la squadra di Silverstone spicca nella gestione degli pneumatici.

Da anni Perez è diventato un vero e proprio maratoneta nelle gare in cui gli avversari accusano graining o blistering, e qualcuno nel paddock ha indicato una figura strategica che ha portato nel team un grande know-how nella cruciale gestione gomme.

È un ingegnere giapponese, Jun Matsuzaki, ex Bridgestone, che da diverse stagioni lavora molto con i piloti e gli ingegneri dedicandosi esclusivamente alla gestione degli pneumatici. Perez da anni lavora a stretto contato con Matsuzaki, studiando come ottimizzare la guida e aspetti tecnici che hanno trasformato il messicano da pilota ammazza-gomme a riferimento assoluto nella gestione degli pneumatici.

Oggi a Perez è mancato il timing giusto, ma ha indicato la via alla squadra e a Stroll per puntare al clamoroso risultato concretizzato al termine delle qualifiche.

Domani sarà un’altra storia, e Verstappen resta ovviamente l’uomo da battere con tutti i favori del pronostico, ma se sarà gara-pazza a causa delle condizioni della pista, (ipotesi che conviene non scartare) non è fantascienza pronosticare almeno una Racing Point sul podio turco. Al netto, ovviamente, di errori di strategia, ovvero ciò che è costato a Perez il podio di Imola.

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