Bottas ammette: "Nel 2018 ho davvero pensato di ritirarmi"

Valtteri Bottas, dopo il Gran Premio di Sochi nel 2018, ha pensato di mollare tutto. Lo ha rivelato in uno dei primi episodi della terza stagione di Drive to Survive, serie TV realizzata da Netflix.

Bottas ammette: "Nel 2018 ho davvero pensato di ritirarmi"
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Valtteri Bottas ha dichiarato di aver pensato di lasciare la Formula 1 dopo il Gran Premio di Russia del 2018. Sulla pista in cui dodici mesi prima aveva colto la sua prima vittoria in Formula 1, Bottas alla vigilia della trasferta russa di tre anni fa sperava di raddrizzare una stagione (fino a quel momento molto deludente e con zero vittorie) sulla pista amica di Sochi. La pole position e una buona partenza lo avevano convinto che sarebbe finalmente arrivata la prima soddisfazione dell’anno, ma dopo i primi giri Bottas capì che non sarebbe andato tutto come previsto.

Il 2018 stava ancora vivendo sul confronto Hamilton-Vettel, arrivati in Russia separati da 40 punti nella classifica del Mondiale piloti, un margine importante a favore di Lewis a cinque gare dal termine della stagione, ma non così tanto nella visione della Mercedes. Nella prima fase di gara ecco il primo team-radio: “Valtteri, vorremmo che rallentassi il ritmo”, richiesta mirata a rallentare Vettel che era alle spalle del finlandese in corrispondenza del pit-stop di Hamilton, terzo.

Poi, più avanti, a Bottas fu chiesto di far passare Hamilton, e davanti alla richiesta di chiarimenti del finlandese Valtteri arrivò il celebre “Valtteri, it’s James”, ovvero l’invito di Vowles ad obbedire all’ordine di squadra. “Ne parleremo dopo la gara”, aggiunse via radio Toto Wolff, e a Bottas non rimase che farsi da parte per far passare il compagno di squadra”. Bottas concluse poi la stagione 2018 senza vittorie.

Tre anni dopo il ‘fattaccio’ di Sochi, Bottas ha rivelato nella seria Drive to Survive di aver vissuto un periodo molto difficile. “Quella di Sochi 2018 è stata una gara difficile – ha spiegato – e per difficile intendo difficile da accettare, ero molto arrabbiato. Nei giorni successivi mi sono chiesto ‘Perché lo faccio? Ha senso?’ Ho davvero pensato di mollare tutto e arrendermi”. “Sono andato avanti – ha concluso Bottas – perché mi sono detto che non l’avrei mai più fatto una seconda volta”.

Bottas ha poi sottolineato un altro aspetto: “Nella squadra, anche se credo che in molti siano disposti ad ammetterlo, hanno un numero uno e un numero due, diciamo più o meno inconsciamente. A volte i membri del team dovrebbero chiedersi: stiamo dando lo stesso trattamento a Lewis e Valtteri?”. Da quel Gran Premio di Russia del 2018 qualcosa in Bottas è cambiato, nella visione del suo ruolo all’interno del team.

Quella scia concessa a Verstappen…

Sempre in Russia, questa volta nel 2020, c’è stato un animato post-qualifica nel box della Mercedes. La pole di Hamilton non è stata completata da una prima fila completa, a causa di un giro di Max Verstappen che in extremis ha beffato Bottas. Curiosamente l’olandese della Red Bull è riuscito a portarsi in prima fila grazie ad una scia perfetta offerta proprio da…Bottas. Il tutto non è ovviamente sfuggito al box Mercedes, anzi, proprio dal muretto avevano inviato Valtteri a rallentare o a farsi da parte per non favorire Verstappen, ma senza riuscire nell’intento.

“In ogni altra pista del calendario la posizione migliore per iniziare in Gran Premio è prima o seconda, ma a Sochi se vuoi vincere la gara, devi partire primo o terzo – ha spiegato Bottas – per via del lungo rettilineo che porta alla prima curva. E dopo Sochi 2018 ho capito che bisogna cogliere tutte le tue opportunità”.

“Abbiamo trainato noi Verstappen - è stato il commento a caldo di un nervoso Toto Wolff, deluso dal non aver conquistato l’intera prima fila - a volte gli obiettivi dei piloti possono essere diversi dagli obiettivi della squadra”.

“Non capivo bene perché la squadra sia stata delusa dal fatto che fossi terzo – ha poi commentato Bottas - tutti sanno che il terzo posto in griglia a Sochi è meglio del secondo. L’ho fatto apposta? Solo io lo so, ma non sarei entrato in questo sport se a volte non fossi egoista”. Una scelta ponderata e corretta, quella di Bottas, che il giorno successivo ha poi vinto la gara grazie anche ad una partenza molto buona.

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