Rossi: "A Yamaha serve un programma serio con il test team"

Il "Dottore" finalmente è tornato a marcare punti con il 12esimo posto di Valencia, ma crede che la Yamaha debba fare di più nel 2021, soprattutto sul fronte del programma del test team.

Rossi: "A Yamaha serve un programma serio con il test team"

Valentino Rossi è riuscito a trovare una nota positiva ad una domenica conclusa a quasi 20" dal vincitore. "Non sono mai stato così contento per un 12esimo posto, ma finalmente abbiamo finito una gara" ha detto. I 4 punti racimolati a Valencia, infatti, sono i primi dopo una sequenza di ben sei zero, quindi almeno il "Dottore" è riuscito a smuovere la classifica. Anche perché lui stesso, per vari motivi, non si aspettava di essere troppo competitivo questo fine settimana.

"Sono in una situazione particolare, perché quando devi tornare al top in un campionato come la MotoGP, lo devi fare un passo alla volta. Era da Misano 1 che non finivo una gara: ho fatto degli errori, poi ho avuto il COVID e anche la settimana scorsa ho avuto un problema dopo 4 giri" ha spiegato Rossi.

"Avevo bisogno di questa gara per ritrovare il feeling, poi Valencia è la peggior gara della stagione per me fin dal primo anno della mia carriera. Abbiamo faticato a livello di grip per tutto il weekend ed abbiamo provato diverse cose, ma non siamo mai riusciti a trovare la velocità che sarebbe servita per lottare con i migliori".

Ma c'è anche una nota favorevole in vista dell'ultima gara a Portimao: "Sono riuscito a rimanere costante fino alla fine della gara e mi sento bene dal punto di vista fisico, quindi sono riuscito a recuperare su Vinales e Bagnaia. Quindi c'è anche qualcosa di positivo e la settimana prossima avremo un'altra gara a Portimao, su una pista che mi piace. Essere competitivi dipenderà dal feeling con la moto e da come ci adatteremo alle gomme, ma spero che potremo esserlo".

Uno dei problemi emersi in maniera evidente in questo weekend è la differenza tra la M1 2020 e quella 2019, che ha dominato nelle mani di Franco Morbidelli. Rossi però non crede che la situazione sia troppo simile a quella vissuta con Johann Zarco nel 2017 e che ci sia un gran merito anche da parte di Frankie.

"Nel 2017 la situazione era diversa, perché la moto nuova era piuttosto differente, soprattutto a livello di distribuzione dei pesi. Era molto difficile da guidare: su certe piste era fantastica, ma poi su altre diventava completamente inguidabile. Quest'anno la differenza non è così grande tra la 2019 e la 2020. Penso che Morbidelli abbia fatto una stagione incredibile, forse al momento è il pilota più in forma e più veloce della MotoGP. Vedremo cosa succederà il prossimo anno".

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Quest'anno per tutti non c'è stata una gran possibilità di fare dei test, ma secondo il 9 volte iridato una delle chiavi per far progredire la M1 nel 2021 è allestire un test team serio, con la speranza che Cal Crutchlow possa essere l'uomo giusto per guidare lo sviluppo.

"C'è un problema di base, prima di tutto. Fino al 2020, tutte le altre squadre avevano un test team molto attivo che girava in Europa e con dei piloti europei come Pirro, Pedrosa e Bradl. La Yamaha invece il team non ce l'aveva proprio, c'era solo quello che girava in Giappone con i collaudatori giapponesi. Ma il problema più grande non è neanche questo, è che girava su delle piste che non centrano niente con quelle europee".

"La cosa ideale sarebbe girare con le gomme che utilizziamo noi, sulle piste su cui corriamo noi, quindi abbiamo spinto tantissimo per avere questo team ed è arrivato Lorenzo. Anche lui però ha fatto solo una giornata di test in Malesia prima che si fermasse tutto a causa del COVID. Poi ne ha fatta un'altra dopo otto mesi a Portimao, ma lui non ha avuto proprio modo di lavorare".

"Bisogna che l'anno prossimo la Yamaha abbia un test team serio in Europa. Mi sarebbe piaciuto molto che il test rider fosse Dovizioso, perché è un pilota molto veloce, sensibile e con grande esperienza. Anche Crutchlow comunque ha corso fino a quest'anno, quindi se ha motivazioni è uno che la moto la può portare al limite. Più che un test rider, ci vuole un programma serio di test team".

La gomma introdotto quest'anno dalla Michelin sembrava disegnata per la Yamaha, invece la M1 ha continuato a faticare con il suo problema cronico di carenza di grip al posteriore.

"Abbiamo problemi di grip sul posteriore da molto tempo, da quando ci sono le Michelin. La nostra moto lavorava molto bene con le Bridgestone. Nel 2015 era una moto top, probabilmente la migliore o comunque al livello della Honda, perché si vincevano i Mondiali".

"Da quando sono arrivate queste gomme, abbiamo avuto più problemi, come se non avessimo capito come sfruttarle bene. Quella di quest'anno era una gomma che si diceva dovesse essere quella della Yamaha. Sinceramente, quando l'ho provata, mi è sembrata un pochino meglio, ma molto simile a quella dell'anno scorso. Invece è diventata la gomma della Suzuki. Mi sembra che loro abbiano capito e noi invece no, quindi non riusciamo a sfruttare il grip della gomma".

Infine, Valentino si è congratulato con Joan Mir per la conquista del suo primo titolo iridato, sottolineando anche che non è da tutti centrare quest'impresa al secondo anno in MotoGP.

"Mi sono congratulato con Mir, perché non è da tutti vincere il titolo della MotoGP al secondo anno. Sono pochi i piloti che ci sono riusciti così rapidamente. E' molto giovane, ma non ha fatto errori ed ha sempre preso le decisioni giuste nei momenti cruciali. Inoltre è veloce, quindi si merita questo titolo perché insieme alla Suzuki ha fatto un lavoro incredibile" ha concluso.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
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Francesco Bagnaia, Pramac Racing, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
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