FE | Mahindra, ecco l'auto per il riscatto: svelata la M11ELECTRO
Dopo due anni difficile in cui ha patito un Powertrain poco efficiente e sovrappeso, Mahindra ha presentato l'auto con cui cerca il riscatto, la M11ELECTRO. Per svilupparla sono stati completati oltre 500 chilometri al giorno e il team crede di essere in una posizione nettamente migliore in termini di sviluppo rispetto al passato.
Per la Formula E, Mahindra è uno dei nomi più importanti in griglia, data soprattutto la portata della casa indiana nel mondo dell’elettrico. Non è un caso che, al di là degli inconvenienti nell’ultima stagione con la tappa di Hyderabad, i promotori della serie stiano spingendo per far tornare la Formula E in India, un mercato fondamentale non solo per Mahindra, ma anche per altri costruttori.
Tuttavia, l’importanza di Mahindra non è legata solo alla sua portata sul mercato, ma anche al fatto che sia uno dei costruttori che per primo ha deciso di puntare sulla FE, tanto che è presente nel campionato già dalla prima generazione di vetture. Tuttavia, gli ultimi anni sono stati avari di grandi soddisfazioni, in particolare con la Gen 3, monoposto che in casa Mahindra non è nata sotto la miglior stella a causa di alcune complicazioni dietro le quinte.
Negli anni che hanno preceduto il debutto della terza generazione, infatti, la casa indiana stava vivendo un periodo complicato tra il rimpasto dirigenziale, i ritardi da parte dei fornitori esterni e vari problemi di affidabilità che hanno rallentato il progetto, costringendo gli ingegneri della Mahindra a una corsa contro il tempo per omologare l’unità. Questa corsa, chiaramente, ha avuto impatto negativo alquanto marcato a livello di performance perché il Powertrain Mahindra non era solo inefficiente sul piano energetico ma, secondo quanto appreso da Motorsport.com, anche sovrappeso, il che costava almeno un decimo di performance pura rispetto agli avversari.
Con una Gen 3 in cui il tema dell’efficienza energetica è diventata fondamentale per sperare di centrare un buon risultato, chiaramente Mahindra si è ritrovata in una posizione difficile, perché il Powertrain non ha quasi mai permesso di esprimersi al meglio, se non per qualche risultato sporadico, come il podio in Messico nel 2023 oppure le varie top-5 verso la fine della stagione che si è da poco conclusa. A ciò si sono aggiunti anche vari problemi secondari, ma è chiaro che ora serve qualcosa di più.
Mahindra M11ELECTRO
Foto di: Mahindra Racing
L’introduzione della Gen 3 Evo rappresenta una chance importante, soprattutto perché consente alle case di omologare un nuovo Powertrain, per cui Mahindra, dopo due anni di lavoro, ha l’occasione di andare a risolvere quei punti critici che l’hanno rallentata nelle ultime due stagioni. Le speranze della scuderia sono quindi racchiuse nella M11ELECTRO, la vettura che il costruttore indiano ha svelato nella giornata di martedì.
Due sono i punti di contatto con la scorsa stagione: i piloti, con la coppia formata ancora una volta da Edoardo Mortara e Nyck de Vries, campione nel 2021. La livrea riprende i colori della passata stagione, ma con uno schema molto diverso: c’è una minor presenza di grigio a favore del nero, che scorre lungo le fiancate, e del rosso nella parte superiore della vettura. Sul resto, però, si tratta di una vettura rinnovata, non solo per il kit Spark che caratterizzata la Gen 3 Evo, ma soprattutto proprio per il nuovo Powertrain.
“È sempre interessante quando la Formula E introduce una nuova vettura. L'auto è fantastica e i test sono andati bene. Sono fiducioso che possiamo continuare a fare passi avanti come squadra e riprendere lo slancio da dove abbiamo lasciato alla fine della Stagione 10”, ha dichiarato de Vries.
"Finora i test sono stati decisamente promettenti, ma come sempre c'è molto da fare per continuare a sviluppare e migliorare. Una nuova vettura è una nuova opportunità per tutti i team, e vederla qui dal vivo, con la nuova livrea, sembra molto più reale", ha poi aggiunto Mortara.
Mahindra M11ELECTRO
Foto di: Mahindra Racing
Dietro le quinte, Mahindra ha sfruttato le sue giornate di test concesse dal regolamento arrivando a fare anche 500 chilometri di prove al giorno, un numero importante per verificare l’affidabilità, ma anche le prestazioni.
“In generale, i test pre-stagionali stanno procedendo a gonfie vele”, spiega Josef Holden, direttore tecnico del team. “Dei 16 giorni che ci spettano come costruttore di Formula E, abbiamo messo in parallelo il modo in cui lavoriamo con i test di affidabilità e di prestazione, soprattutto per quanto riguarda la trazione integrale, perché si tratta di un fattore e di un cambiamento molto importante per la Stagione 11”.
“Quindi, mentre normalmente ci si concentra prima sull'affidabilità e poi si passa alle prestazioni, noi abbiamo fatto una divisione 60-40 su questi aspetti. Detto questo, abbiamo già percorso migliaia di chilometri con il nostro hardware da gara”.
“Rispetto alla stessa fase dei test in vista della GEN3, che, come tutti sanno, ha avuto un periodo di gestazione difficile, fino al test combinato di Valencia non avevamo con noi nemmeno l'hardware da usare in gara. Se si considera il sistema di gestione dell'energia che stavamo utilizzando, anche quello era nuovo e ci era stato consegnato a Valencia”.
“Realisticamente, siamo molto più avanti rispetto a prima. Nei giorni di test che abbiamo svolto finora, abbiamo una media di 500 chilometri al giorno, che è tra i nostri migliori test fino ad oggi. Ora dobbiamo solo portare tutto questo su una pista contro i nostri concorrenti, perché in una giornata privata si può fare un confronto solo con sé stessi. Vedremo dove ci porterà”.
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