F1 | Da Colapinto a Colapunto: come ha scelto la strategia da top 10
Uno dei protagonisti di Austin è Franco Colapinto, per la seconda volta in carriera a punti. Sulla sua gara c'è però un aspetto curioso, ovvero la scelta e la paternità della strategia che gli ha permesso di conquistare una bella top 10 in rimonta.
Sono tanti i temi che ha regalato il Gran Premio degli Stati Uniti, non solo per la doppietta Ferrari e per il duello mondiale tra Max Verstappen e Lando Norris, ma anche per le belle lotte tra le squadre di centro gruppo per conquistare punti cruciali in ottica costruttori. Grazie alla doppia top ten ottenuta tra sprint race e gara della domenica, Haas è riuscita a sopravanzare la Racing Bulls in classifica, con la scuderia faentina che ha chiusa in nona posizione con un ottimo Liam Lawson.
Altrettanto importante, però, è il decimo posto conquistato da Franco Colapinto, che ha permesso alla Williams di allungare in classifica sull’Alpine nella lotta per l’ottava posizione nel costruttori, portando a quattro lunghezze il proprio vantaggio. Anche negli USA, l’argentino è riuscito a mostrare non solo delle buone performance, ma anche un’ottima costanza, lottando ancora una volta per la zona punti, aspetto ancora più importante.
Anche se fino a questo momento ha chiuso in top 10 in sole due eventi, in realtà è sempre stato in lotta per un arrivo a punti sin dalla prima gara a Monza, dimostrando di aver trovato sia la consistenza che la velocità che cercava la Williams. Sulla gara di Austin, tuttavia, c’è un altro dettaglio che impreziosisce ulteriormente la sua performance, ovvero la rimonta dalla 15esima casella con una strategia scelta e fortemente voluta dallo stesso Colapinto.
Franco Colapinto, Williams FW46
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Dopo un sabato non proprio eccezionale, dove ha pagato sia il degrado nella sprint race che le difficoltà nell’estrarre il massimo potenziale dalla soft con una pista molto calda, tema che si è presentato anche in altre occasioni durante la stagione, la corsa della domenica era tutta in salita. Non sapendo su quale puntare, soprattutto per il dubbio se si trattasse di una gara a una o due soste, la Williams ha deciso di sdoppiare le strategie, diversificando i due piloti. Tuttavia, la scelta di partire con la hard è stata spinta e voluta fortemente dallo stesso Colapinto che, nonostante una sprint alquanto complessa che lo aveva visto arretrare di diverse posizione, credeva comunque di avere un buon passo, soprattutto in aria pulita.
È proprio in quest’ottica che si deve leggere la scelta dell’argentino di puntare su questa tattica di gara che, in effetti, si è rivelata quella corretta, anche per il degrado estremamente contenuto che si è visto alla domenica grazie all’evoluzione dell’asfalto. L’intenzione era quella di sfruttare la finestra in cui chi era partito sulla media sarebbe dovuto rientrare, potendo così girare in aria pulita, aspetto cruciale su una pista come quella di Austin, dove l’influenza della scia sporca può avere un impatto marcato.
“È stato un sabato molto difficile per noi ma credo che sapessimo di avere il passo necessario per essere forti e fare una buona gara”, ha raccontato Colapinto alla fine della corsa.
Per questo ho preso io la decisione di partire sulla gomma più dura, in modo da avere aria pulita. Ho pensato che forse non era l'ideale per la partenza, ma sapevo che nella posizione in cui ci trovavamo sarebbe stato meglio per noi, sai, avere quel ritmo nell'aria pulita. Con la gomma dura siamo andati bene, eravamo forti, ma quando poi abbiamo messo le medie, volavamo”.
Franco Colapinto, Williams Racing.
Foto di: Williams
“Siamo tornati più forti dopo una giornata molto difficile ieri ed è stato un sabato difficile per la squadra, ma si meritano il punto e lavorano duramente per questo, quindi ben meritato”.
Al di là della performance pura, la scelta di partire con la hard si è rivelata estremamente efficace: tutti quei piloti che hanno deciso di prendere il via su quella mescola, come Russell e Lawson, sono riusciti a rimontare, tra l’altro arrivano in top ten davanti ai propri compagni di squadra. Poter andare lunghi nel primo stint su una gomma che ha offerto un buon supporto anche con vettura carica di benzina è stato il segreto per una seconda metà di gara tutta all’attacco, risalendo dal dodicesimo fino al decimo posto finale.
“Quando i primi piloti si sono fermati ai box per le due soste e visto come si è svolta la gara, abbiamo deciso di provare a far funzionare l'unica sosta. Un ottimo primo stint molto lungo lo ha tenuto in corsa per i punti e quando Magnussen si è fermato per la seconda volta, abbiamo deciso di far rientrare Franco per la sua unica sosta. È uscito subito davanti e da quel momento in poi ha mostrato un grande ritmo fino alla fine, assicurandosi la decima posizione e un punto prezioso”, ha spiegato Sven Smeets, direttore sportivo della Williams.
Colapinto era anche in lotta per il punto aggiuntivo per il giro veloce, ma gli è stato poi soffiato da Alpine, che negli ultimi giri ha richiamato Esteban Ocon ai box per montare un treno di gomme soft con cui strappare il miglior tempo all’argentino in ottica mondiale costruttori. Al di là di quest'ultimo dettaglio, per Colapinto si tratta di un altro ottimo weekend, mostrando proprio quella consistenza di cui aveva bisogno la Williams.
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