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F1 | La McLaren non chiederà il diritto di revisione per la penalità di Norris

La deadline per presentare un diritto di revisione arriverà giovedì, ma al momento la McLaren non sembra intenzionata a provare a fare qualcosa per far rimuovere la penalità di 5" inflitta a Lando Norris nel finale del Gran Premio degli Stati Uniti.

Lando Norris, McLaren MCL38 e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

La McLaren ritiene che non abbia senso chiedere alla FIA un diritto di revisione sulla punizione inflitta a Lando Norris nel Gran Premio degli Stati Uniti, nonostante l'insoddisfazione per la sanzione.

Norris ha ricevuto una penalità di cinque secondi nella gara di Austin dopo che i commissari di gara hanno ritenuto che avesse superato Max Verstappen andando fuori dalla pista mentre i due erano in lotta per il terzo posto.

La sanzione ha fatto precipitare Norris al quarto posto dopo la bandiera a scacchi, dietro al suo rivale per il titolo, facendogli perdere ulteriore terreno nella lotta per il campionato del mondo.

La decisione di punire Norris in un incidente in cui anche Verstappen è uscito dalla pista nella sua mossa difensiva ha scatenato un'enorme polemica e ha posto nuovamente l'accento sia sulle norme di guida in F1 sia sulla coerenza dell'applicazione di esse da parte dei commissari.

La McLaren, in particolare, ritiene che la decisione sia stata sbagliata su due fronti: da un lato, non ha tenuto conto del fatto che Verstappen è andato largo, dall'altro ha affrettato la decisione invece di aspettare di parlare con entrambi i piloti dopo il termine della gara.

Il team principal Andrea Stella ha dichiarato: "L'interpretazione di questa situazione tra la McLaren e i commissari sportivi è diametralmente opposta".

"Sono sorpreso che i commissari non abbiano nemmeno sentito il bisogno di discutere con i piloti dopo la gara. Si tratta di una situazione incerta, quindi è bene conoscere l'opinione dei piloti ed avere il tempo di valutare la situazione con il livello di dettaglio necessario quando la dinamica non è così chiara".

Andrea Stella, Team Principal, McLaren F1 Team

Andrea Stella, Team Principal, McLaren F1 Team

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

"Dov'è l'urgenza di interferire con il risultato di una gara, con un campionato, solo perché si deve prendere una decisione in 60 secondi? È un punto interrogativo che credo gli steward debbano affrontare in modo costruttivo e positivo. È davvero necessario prendere una decisione così rapida e, a nostro avviso, così sbagliata?".

Ma, nonostante i suoi forti sentimenti in merito alla questione, la McLaren ritiene che non abbia molto senso cercare di portare avanti la questione e potenzialmente far riesaminare la decisione.

Poiché la penalità è una decisione presa in gara, il regolamento non prevede la possibilità di presentare un appello standard, e nemmeno la possibilità di presentare una richiesta di revisione sembra essere interessante.

Stella ha dichiarato: "La decisione non può essere appellata, quindi per noi la questione è chiusa. Per noi, i piloti e la squadra, ora chiudiamo questo capitolo. Ma speriamo che la FIA e i commissari rivedano il caso in modo da avere in futuro una migliore gestione delle corse. Ora passiamo alla prossima gara".

La possibilità di presentare una petizione per il diritto di revisione rimane aperta fino a giovedì, con un periodo di 96 ore dopo un evento per poterla presentare.

Affinché la richiesta di un'udienza di revisione sia accolta, la McLaren dovrebbe produrre "un nuovo elemento significativo e rilevante che non era disponibile alle parti che chiedono la revisione al momento della decisione in questione".

Un'opzione potrebbe essere quella, come ha fatto la Mercedes dopo il Gran Premio del Brasile 2021, di aspettare che vengano rilasciati i filmati onboard della vettura di Max Verstappen e potenzialmente usarli come mezzo per giustificare un'altra occhiata.

Ma Stella è scettico sul fatto che si possa offrire un livello di nuove prove accettabile per la FIA, che ha spesso respinto le petizioni presentate.

"Non credo che esistano prove nuove e rilevanti, perché l'unica prova che abbiamo usato finora per valutare la nostra interpretazione, che è in disaccordo con gli steward, è già disponibile", ha detto.

"Quindi, se si apre il diritto di revisione, non credo che avrà mai successo perché non servono nuove prove. È solo una questione di interpretazione".

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