Vettel: "La F1 non deve diventare troppo artificiale, il sorpasso non può essere scontato"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
28 giu 2018, 17:08

Il ferrarista non vuole guardare indietro all'errore al via della Francia ma ammette che "...non sarebbe stato facile battere la Mercedes. Ma non capisco perché in alcuni weekend la W09 è competitiva, mentre in altri fa più fatica".

Sebastian Vettel, Ferrari, cammina lungo il circuito con il team
Sebastian Vettel, Ferrari SF-71H, va al bloccaggio e colpisce Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1 W09
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, precede Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14, e il resto del gruppo alla partenza
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, in the pits
Sebastian Vettel, Ferrari, cammina lungo il circuito
Sebastian Vettel, Ferrari, cammina lungo il circuito con il team
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, ritorna ai box con l'ala anteriore rotta
Sebastian Vettel, Ferrari osserva la Red Bull Racing RB14
Sebastian Vettel, Ferrari, nella conferenza stampa
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H

La Francia è in archivio. Capitolo chiuso, conferma Sebastian Vettel, visto che nell’arco di otto giorni sono in programma il Gran Premio d’Austria e quello di Gran Bretagna. Cinquanta punti in palio, un bottino importante per chi oggi è a -14 punti dal leader Lewis Hamilton.

Vettel ha confermato di aver fatto tesoro di quanto accaduto al Paul Ricard, di essere ancora dubbioso sui punti di forza della Mercedes e di non amare troppo l’epidemia delle zone DRS, che secondo Seb cercano di riprodurre un approccio in stile Mario Kart, popolare videogioco in cui utilizzando la preziosa ‘nitro’ era possibile sfilare gli avversari.

Sabastian ha infine confermato di non pensare ai punti lasciati per strada, perché nell’arco di 21 gare capita anche di sbagliare, ma... “Spero di sapere bene ciò che sto facendo”.

Hai avuto modo di rivedere la partenza del Paul Ricard? Sei ancora della stessa opinione di domenica scorsa?
“Ciò che è stato… è stato, guardiamo avanti. Ovviamente credo che ci sia un motivo che ha determinato la penalità che ho scontato in gara, e credo che se mi ritrovassi oggi nella stessa situazione, farei qualcosa di diverso rispetto a domenica scorsa”.

Dopo i primi otto weekend di gara ti sei fatto un’idea sulle aree in cui spicca la Mercedes e quelle dove la Ferrari è più performante?
“È una domanda difficile. Abbiamo fatto tappa su circuiti molto diversi tra loro, ma per me è difficile capire perché in alcuni weekend la Mercedes è particolarmente competitiva, mentre in altri fanno più fatica. Nel caso della Red Bull è tutto più semplice: c’è una tipologia di tracciati che si sposa bene con la loro monoposto, ed altri in cui la performance non è da primissime posizioni".

"Per quanto riguarda noi, ad inizio stagione abbiamo visto di essere molto competitivi su alcune piste, ed abbiamo identificato le aree in cui necessitavamo di migliorare. La Francia è stato un esempio: rispetto a Barcellona siamo andati molto meglio, e le condizioni erano simili come asfalto, temperature e layout del tracciato. Ma resta l’interrogativo legato alla competitività della Mercedes a cui non so dare risposta”.

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Dopo l’errore commesso al via del Gran Premio di Francia cambierai un po' il tuo approccio in certe circostanze?
“Se fosse così semplice… beh, allora tutti i piloti sarebbero arrivati alla perfezione”.

Credi che i punti lasciati per strada possano pesare a fine anno? Che ne pensi dei commenti di Verstappen che ha puntato il dito contro la tua condotta di gara?
“Ho perso dei punti perché senza l'incidente avrei potuto concludere la gara in una posizione migliore, ma quanto migliore non lo so. Durante la gara ho girato sempre con pneumatici differenti rispetto ai miei avversari diretti, ma penso che abbiamo confermato un buon passo, veloce e costante".

"Credo che non sarebbe stato facile provare a battere le Mercedes, ma ormai è andata, e nella mia testa non penso più alla Francia. Su Max credo che sia un po' come quel gioco in cui ci si mette in fila ed inizia il passaparola da una persona all’altra…e alla fine la parola iniziale è sempre travisata”.

Più della metà del Red Bull Ring sarà zona DRS. Credi che questo influenzerà il setup delle monoposto?
“È una cosa che riguarda i rettilinei, quindi non credo che ci sia molto da fare. Ma sono un po' sconcertato, perché come in tutti gli sport anche la Formula 1 alterna gare entusiasmanti ad altre più noiose, e sembra che le opinioni cambino di volta in volta".

"Dopo un Gran Premio meno spettacolare sento spesso commenti negativi, ma non credo che aumentare le zone DRS sia una soluzione. Non fraintendermi: ci sono molte persone che probabilmente amano l'idea di un approccio alla Mario Kart, e mi ci metto anche io, che ho giocato a quel videogame quando ero adolescente. Ma poi penso che la Formula 1 non dovrebbe diventare troppo artificiale, il soprasso non deve essere una cosa scontata. C'è più tensione ed eccitazione se non si è certi che chi segue possa sopravanzare chi lo precede”.

Sei preoccupato che errori e sbavature possano condizionare in modo decisivo la corsa per il Mondiale?
“Trovo tutto questo piuttosto divertente. Stiamo correndo, ovviamente ci sono alcuni errori che non dovremmo mai fare, ma a volta succede. Ma ci sono tante tipologie di errore, a volte è sfortuna, altre volte meno, ma non sono preoccupato. Spero di sapere bene ciò che sto facendo”.

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