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Prodotto
Motor1.com Italia
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Vettel: "Anno difficile, ma non dipende da come va Leclerc"

Il tedesco della Ferrari torna a parlare della sua stagione difficile, l'ultima sotto le insegne del Cavallino Rampante, e dei problemi che stanno rallentando in questa stagione lui e il compagno di squadra.

Sebastian Vettel, Ferrari cammina in pista

Sebastian Vettel è un romantico in un modo tutto suo. Sogna di correre su una Formula 1 sul circuito di Macao o sui sei chilometri del tracciato di Bathurst, poi sottolinea che per carattere non sente emozioni particolari per una avventura (quella a Maranello) che è sempre più vicina ai titoli di coda. È Seb, difficilmente collocabile in stereotipi, un tedesco atipico con vezzi latini, e come dice lui, forse non è un caso che viva in Svizzera, a metà strada tra Germania e Italia.

Di obiettivi stagionali ne ha ormai solo uno, quello di riuscire a piazzare una zampata, una giornata che resti come una sorta di commiato per salutare il team e chi lo ha supportato durante questi anni in ‘rosso’, anni durante i quali negli occhi di Seb la Ferrari è cambiata, e dalla quale sembra andare via senza magoni, pronto ad affrontare un nuovo capitolo della sua carriera.

Sei tra i piloti che non hanno mai corso sul circuito di Algarve. Come ti sei preparato a questo weekend? Ti abbiamo visto fare il track-walk molto presto stamane…
“Il circuito sembra decisamente esaltante, ci sono molti saliscendi, cambi di pendenza e curve cieche, una pista interessante. Ho cercato dei video on-board ma ce ne sono pochi registrati al volante di vetture veloci, così sono andato al simulatore e sicuramente è stato un aiuto, almeno conosco la sequenza delle curve e da che lato girano. Personalmente trovo sempre entusiasmante scendere in pista su un tracciato nuovo, ed è in assoluto la prima volta che disputerò una gara in Portogallo, sono stato ad Estoril ma solo per un test”.

Il calendario 2020 sta offrendo piste che non erano in programma, è un aspetto che ti piace?
“Alcune di questi circuiti li conoscevo già, come ovviamente il Nurburgring, altri per me sono delle novità, presto andremo ad Imola e poi avremo anche una nuova configurazione in Bahrain. Mi piace scoprire dei circuiti nuovi, e non vedo l’ora di provarli”.

C’è una pista che oggi non è in calendario sulla quale ti piacerebbe correre?
“Macao. Anche il vecchio Nurburgring, ovvio, non succederà mai, ma Macao sarebbe fantastico. Mi viene in mente anche Bathurst, in Australia, potrebbe essere una pista fantastica anche se credo che con le nostre monoposto in alcune curve ci sarebbe il rischio di decollare! Sono sicuro che ci siano molte piste in tutto il mondo che varrebbe la pena provare”.

Hai visto in Charles una crescita che quest’anno te lo ha reso più ostico come compagno di squadra?
“Credo che la mia situazione non dipenda da Charles, anche se ovviamente sta facendo un ottimo lavoro riuscendo sempre a spremere il massimo dalla macchina. Da parte mia, penso che sia un anno molto diverso, come diverse sono le circostanze, e probabilmente non sto vivendo l'anno più tranquillo e la situazione più facile. Ma sono disposto a dare tutto quello che posso per cercare di migliorare, e spero in questa parte finale di stagione di tornare dove posso essere”.

Hai sottolineato che non stai vivendo l'anno più tranquillo, puoi spiegarci meglio? È un aspetto legato ai problemi nel non riuscire ad ottenere il massimo dalla monoposto?
“Credo che la macchina di quest'anno non sia facile da guidare, sia per me che per Charles. Sono presente a tutte le riunioni a cui sta partecipa anche Charles e condividiamo la stessa opinione. A parte questo aspetto credo sia comprensibile che se da inizio anno sai che a fine stagione ti separerai dal team… sarà una storia d'amore diversa. Rispetto tutto il lavoro che abbiamo svolto negli ultimi anni e sono sempre disposto a dare il massimo. Come ho detto, non sono stati gli anni più facili e ci sono state anche gare meno facili di altre, ma ora devo andare avanti e non vedo l'ora di confrontarmi con le nuove piste che ci aspettano sperando di mettere tutto insieme”.

La sensazione emotiva di guidare per la ‘rossa’ è la stesso del 2015?
“Non proprio. La Ferrari ha sempre avuto un posto speciale nella mia testa e nel mio cuore, perché quando ero molto giovane Michael era il mio eroe e Michael in quel momento guidava la macchina rossa, ed è da lì che arriva una parte importante della mia passione. Poi c’è la Ferrari con la sua storia, l'unica squadra di Formula 1 che ha partecipato a tutte le gare e moltissimi altri aspetti che rendono questa squadra unica. Ho avuto il privilegio di vivere emozioni intense insieme ai tifosi, al team e all’Italia, e penso che sia stato un enorme privilegio".

"Come altre storie, anche questa ha una fine, e ormai non vedo l'ora che inizi prenda il via un nuovo capitolo della mia carriera e che inizi il prossimo anno. Ma prima che arrivi quel momento proverò a chiudere il capitolo in Ferrari con dignità, e cercherò di rimettermi in sesto in modo da poter offrire il tipo di performance che so di poter garantire. Non credo di sentire un’emozione particolare nel vedere arrivare la fine di un capitolo della mia carriera, non è nel mio carattere, penso di essere molto… realista, e poi oggi la situazione nella squadra è diversa rispetto ad un anno o due anni fa”.

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